I Baruffa sono una band pop, il progetto nasce nell’estate del 2016 da Emanuele Rossi, Enrico Da Rù e Marco Marabese, in seguito si aggiungerà anche il batterista Luca Alibardi.
Baruffa deriva dal nome del bar dove i ragazzi abitualmente si incontravano col loro manager, Cristian Gallana, nella fase in cui il progetto prendeva forma, ed è stato scelto per il forte contrasto tra l’idea che la parola suggerisce e l’indole dei componenti della band, tutt’altro che rissosa.
L’idea dei Baruffa è quella di trasformare in musica e in parole le esperienze di vita quotidiana dei ragazzi, vissute direttamente o indirettamente. Il risultato è un pop rock italiano, arricchito da sonorità elettroniche.
Il nuovo singolo dal titolo indiepop è un mix di sound sintetico ed elettronico, un motivetto fresco da cantare e ricantare. Ci hanno raccontato dei loro progetti, del loro concetto di musica.
Ciao Baruffa, come state vivendo questo periodo?
Ciao! Questo periodo lo stiamo vivendo con po’ di inquietudine e disorientamento, ma cerchiamo di trarne il meglio possibile. Dal primo lockdown in poi abbiamo scritto molto.
Qual è il vostro genere d’appartenenza?
Come disse una volta un saggio delle nostre parti “i fa un pop una fià pestà” (facciamo un pop un po’ pestato).
Cos’è per voi l’indie-pop e come vedete il panorama musicale attuale?
Crediamo che “indie-pop” ormai venga usato per indicare un settore mainstream un po’ più emergente rispetto a quello di Vasco, Jovanotti, ecc. Il panorama sta cambiando. Forse, piano piano, torneranno le chitarre elettriche.
Quali sono i vostri riferimenti musicali ?
Ognuno di noi ne ha diversi. Se dobbiamo individuare un artista che metta d’accordo tutti e quattro diciamo i Baustelle.
Progetti futuri?
Come dicevamo prima ultimamente abbiamo scritto molto. L’idea, per ora, è di pubblicare qualche singolo partendo da “IndiePop”. Poi si vedrà.
a cura di
Giulia Perna
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