Post Fata Resurgo: il rap unito alla tradizione stabiese

Post Fata Resurgo: il rap unito alla tradizione stabiese
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Post Fata Resurgo è un motto latino che può essere tradotto in “Dopo la morte torno a rialzarmi”. È un invito a superare le avversità e a rialzarsi dalle difficoltà che incontriamo durante il percorso della vita. Trae origine dal mito egizio della Fenice, l’uccello che era in grado di rinascere dalle proprie ceneri.

Una locuzione, inoltre, che testimonia il rapporto profondo e simbiontico tra la vita e la morte nella cultura del mondo antico, in cui condividevano un legame indissolubile: l’una non poteva esistere senza l’altra. Insomma, come direbbe Brunori in termini più pop e contemporanei: “Morire serve anche a rinascere“.

Assaggi, l’EP dei Post Fata Resurgo

La visione del Post Fata Resurgo, comunque, sopravvive ancora oggi e ha lasciato traccia di sé negli stemmi comunali di alcune città come Castellammare di Stabia, città di mare in provincia di Napoli. Da qui, dal richiamo di questa antica tradizione prende il nome il duo stabiese formato dal rapper Mauro Marsu e il polistrumentista Salvatore Torregrossa.

I due artisti hanno unito le loro differenti esperienze musicali nell’EP Assaggi che, come suggerisce il titolo, è un ‘accenno’, un’anteprima dell’album di 12 tracce che pubblicheranno l’anno prossimo. Composto da tre tracce, l’EP è stato pubblicato il 16 dicembre in contemporanea al videoclip di Veleno.

Il brano vede anche la partecipazione della cantante Rosalba Alfano che ha prestato la sua voce per il ritornello:

Veleno veleno pe’ juorne cchiu belle
scetammece d”o suonno fratielle e surelle

(Traduzione, nda: Veleno veleno per i giorni più belli/ svegliamoci dal sonno fratelli e sorelle)

Il ritornello con questi versi rimanda all’antico culto stabiese della “dodicina” che si svolgeva dal 26 novembre all’8 dicembre. Nei giorni dedicati alla figura della Vergine Maria, i cantori svegliavano la città all’alba al grido di “Fratielle e surelle”, esortando i fedeli a recarsi in chiesa per la recita del Rosario. Non è però l’unico rimando alle tradizioni di Castellammare.

Come ci spiega Mauro Marsu, il video presenta tantissimi rimandi simbolici, anche le tre protagoniste del video, Anna Spagnuolo, Anna Ungaro e Rosalba Alfano, ricoprono un ruolo simbolico:

Rappresentano le tre tipologie di acqua che scorrono in città: calcica, sulfurea e acidula. Queste scorrono in 28 sorgenti che sono rappresentate alla fine del video nei 28 bicchieri che giacciono sul pavimento”.

Il video si conclude infine con alcuni versi tratti dall’opera teatrale Padroni di barche di Raffaele Viviani, uno dei più importanti drammaturghi napoletani di inizio ‘900, originario proprio di Castellammare di Stabia:

Eppure è ricchezza ca scorre!
Esce d’a terra benedetta
pe gghì a fernì pe’ tre quarte dint’ ‘e ffogne!
È quase nu sacrilegio! N’offesa a Ddio!
E comm’a ffiglio ‘e Castiellammare,
è na cosa ca nun ce pozzo penzà!
St’acqua mm’è ssanghe, mme coce!

Traduzione, nda: Eppure è ricchezza che scorre!/ Esce dalla terra benedetta/ e finisce quasi interamente nelle fogne! È quasi un sacrilegio! Un’offesa a Dio/ è una cosa che come figlio di Castellammare non posso tollerare!/ Quest’acqua è il mio sangue, mi brucia dentro!

L’idea di recitare questi versi – rivela Marsu – è nata da Cristian Izzo, giovane attore stabiese che da anni gira i palcoscenici di tutto il mondo, riscuotendo anche importanti riconoscimenti. L’EP dei Post Fata Resurgo prosegue dunque in questo modo: tre tracce che portano avanti un’illustre tradizione ma che allo stesso tempo cercano di rinnovarla attraverso linguaggi contemporanei come il rap e le sonorità elettroniche.

Scelte che riflettono anche il tentativo del duo di dar vita a qualcosa di più complesso che non può essere immediatamente afferrato al primo ascolto. Anche nel brano Veleno, Marsu afferma esplicitamente di non apprezzare l’odierno mercato musicale rap e di non voler confrontarsi con esso per poter proseguire nel suo percorso artistico personale.

Un percorso che – come racconta in ‘Ncroce – è fatto di continua ricerca, di assidui tentativi per dare il meglio di sé. Di conseguenza, questo cammino è costellato anche da tanti sbagli che sono però funzionali al suo percorso di crescita personale. D’altronde il nome del duo lo anticipa, “Dopo la morte risorgo”.

Infine, l’EP si conclude con un altro omaggio a Raffaele Viviani. ‘O rap d’e scugnizze è infatti un divertissement in chiave rap ispirato alla Rumba degli Scugnizzi di Viviani, canzone tratta dalla commedia L’Ultimo scugnizzo.

Considerazioni

I Post Fata Resurgo con Assaggi si cimentano in una sfida tutt’altro che semplice. Questo EP di anteprima suggerisce infatti che l’album che uscirà nel 2021 sarà ancora più ambizioso. Anche se composto da soltanto tre tracce, Assaggi presenta una notevole complessità, non accessibile attraverso un ascolto distratto.

L’operazione di mettere in musica le antiche tradizioni di Castellammare attraverso un linguaggio moderno come il rap e i continui rimandi al teatro di Viviani non può che essere apprezzata per l’audacia. Il lavoro ha sicuramente richiesto grandi sforzi di studio e ricerca.  E anche se il risultato del prossimo disco non sarà eccelso i due artisti sapranno senza dubbio trarne insegnamento.

Del resto, loro lo sanno bene: post fata resurgo!

a cura di
Angelo Baldini

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Angelo Baldini

Nato a Napoli nel 1996 studia Giornalismo e cultura Editoriale presso l'Università degli studi di Parma. Collabora con Eroica Fenice di Napoli e con ParmAteneo. Crede in poche cose: in Pif, in Isaac Asimov, in Gigione e nella calma e nella pazienza di mia nonna Teresa.

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