Uncle Frank: un inno alla bellezza dell’essere se stessi

Uncle Frank: un inno alla bellezza dell’essere se stessi
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Uncle Frank è la nuova proposta cinematografica approdata da poco su Amazon Prime Video, scritta e diretta da Alan Ball.

Alan Ball lo ricorderete sicuramente come la mente geniale e creatrice della sceneggiatura di American Beauty (1999), che gli valse anche l’Oscar, e di serie tv del calibro di Six feet Under e True Blood.

Con Uncle Frank, Ball, dichiaratamente omosessuale e attivo sostenitore dei diritti LGBTQ, mette su una storia carica di emozioni e riflessioni, in cui il protagonista affronta il suo essere “diverso” di fronte alla famiglia, dopo anni di menzogne e sofferenze.

Di cosa parla Uncle Frank?

La storia è ambientata nel 1973 e racconta di un viaggio che lo Zio Frank, interpretato magistralmente da Paul Bettany, e sua nipote Beth Bledsoe (Sophia Lillis) affrontano per tornare a casa dopo la scoperta della morte del padre di Frank (nonché nonno di Beth).

Facendo un piccolo passo indietro però dobbiamo tornare a un momento, un momento e una situazione avvenuta prima di questo viaggio.

Beth lascia la città natale, Creekville nella Carolina del Sud, per studiare a New York all’ NYU (New York University) dove lo zio Frank è un amato professore di letteratura.

Durante questa sua permanenza e scoperta della vita universitaria e della città di New York, Beth per una serie di circostanze, scopre che l’adorato zio è omossessuale e vive con il compagno Walid Nadeem (Peter Macdissi) detto Wally.

La scoperta dell’omosessualità dello zio e della sua relazione, tenuta segreta per molto tempo, non sconvolge Beth che anzi, incuriosita, pone molte domande allo zio.

Durante il viaggio verso casa, attraverso dei flashback, riusciamo a capire meglio la storia di Frank e della sua famiglia, specialmente del suo complicato rapporto col padre.

Chi è Frank Bledsoe?

Frank Bledsoe non è solo un rinomato professore della New York University, ma è un omosessuale che ha nascosto la sua essenza e la sua identità alla famiglia, alle persone che incondizionatamente avrebbero dovuto amarlo e che invece l’hanno giudicato, soprattutto suo padre.

È un uomo spesso vittima dell’alcolismo e dei sensi di colpa per essere quello che è, in una realtà come quella degli anni ’70 nel Sud degli Stati Uniti, difficile e poco aperta.

I suoi problemi iniziano quando poco più che adolescente, in prenda a tutto quello che prova, inizia una storia d’amore con un ragazzo, ignaro di quello che il padre, scoprendolo, affermerà nei suoi confronti.

Le parole dure ed estremamente forti del padre segneranno Frank per tutta la vita inclinando quindi il rapporto tra i due.

Cosa hanno in comune Frank e Beth?

Lo zio Frank e la nipote Beth hanno in comune la diversità di pensiero, quella diversità intelligente che permette di vedere il mondo con occhi chiari e aperti, senza giudicare.

Il loro rapporto viene mostrato come un continuo scoprirsi che porta alla consapevolezza della bellezza di essere se stessi sempre e comunque.

Sarai la persona che tu decidi di essere o quella che tutti gli altri ti dicono di essere?
La scelta spetta a te, soltanto a te.”
(Frank Bledsoe – Paul Bettany)

Anche se li separa una sostanziosa differenza d’età, Frank e Beth sono due anime affini che all’interno della propria famiglia non si sono mai sentiti parte di qualcosa.

Ma sarà proprio grazie al viaggio in macchina per tornare verso casa che soprattutto Frank riuscirà ad aprirsi alla nipote e questo suo confessarsi sarà l’inizio della sua liberazione.

Perché guardare Uncle Frank?

Uncle Frank non è una storia nuova, è una storia che va alla scoperta dei sentimenti.

Se pensate che la trama vi sconvolgerà non è così, ma Paul Bettany nei panni di Frank assolutamente si.

L’ interpretazione, magistrale, arriva dritta al cuore lasciando spazio ad una cascata di emozioni, e anche se le storie di coming out sofferti ormai sono comuni nel mondo del cinema, Uncle Frank vi lascerà in ogni caso qualcosa su cui riflettere.

a cura di
Francesca Graziano

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Francesca Graziano

Francesca Graziano nasce il 28 aprile del 1992 in un una città nel cuore della Puglia. Trapiantata in Abruzzo intraprende gli studi per diventare una “strizza cervelli”, per gli amici Psicologa Cognitiva, ah si è innamorata delle Neuroscienze, il suo sogno nel cassetto è un dottorato, per quello ci sta ancora lavorando. Dal liceo nutre una passione smodata per il cinema e la letteratura, la sua unica fede è il binge watching. I personaggi dei libri e i protagonisti dei film diventano i suoi migliori amici, la sua deformazione professionale la porta ad analizzarli in maniera compulsiva. Si cela in lei un estremo lato nerd, i film della Marvel e gli Anime le fanno perdere la testa. Si definisce Romantica, per scelta.

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