Welcome to Gattaworld

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A partire da questa sera, sulle nostre pagine social, ci faranno compagnia le illustrazioni di Andrea Gattabuia, conosciuto su Instagram come Gattaworld.

Andrea ha 25 anni e, nonostante la giovane età, ha sempre avuto le idee ben chiare su cosa avrebbe voluto fare nella vita: disegnare.

Appassionato di fumetto, cinema e in generale di tutto ciò che è arte è sempre stato affascinato dai processi di storytelling che si celano dietro quei mondi.

A inizio 2020 ha aperto la sua pagina Instagram, che ci ha permesso di scoprire le sue magnifiche illustrazioni in cui ci racconta, attraverso disegni e musica, una storia d’amore.

Siete pronti ad entrare nel meraviglioso mondo illustrato di Gattaworld?

Nella tua biografia su Instagram, come tua presentazione troviamo una frase di Guccini “Quando sogno dietro a frasi di canzoni dietro a libri ed aquiloni, dietro a ciò che non sarà”. Come mai hai scelto proprio questi versi per presentarti al tuo pubblico?

Guccini, un po’ come tutti i cantautori della sua generazione, è un grande storyteller
Ha questa incredibile capacità di raccontare delle storie fantastiche nelle canzoni che compone, di dare forma a situazioni che sarebbero ideali per qualsiasi mezzo artistico. Lui ha scelto la musica ma sarebbero potuti essere tranquillamente il cinema, la scultura o proprio il fumetto a dare forma ai suoi pensieri. 

Quando hai scoperto il talento per le illustrazioni? 

Non mi piace parlare di talento perché penso sia un termine tremendamente sopravvalutato. 
Il talento rende tutto più facile, come dice Bebe Vio al Muschio Selvaggio. Preferisco parlare di passione, che è la cosa che smuove davvero le cose. Sono appassionato di fumetti da quando ero piccolo, ho sempre disegnato e la cosa si è semplicemente autoalimentata. Sono cresciuto con quel mondo in testa, tutte le scelte che ho compiuto nel mio percorso di studi muovono in questa direzione: capire il mondo del cinema, dell’editoria e dello storytelling in generale. Capire come si raccontano le storie, imparare a perfezionare le mie. 

Nella tua pagina Instagram, spesso, troviamo delle canzoni che accompagnano le tue illustrazioni. Qual è il motivo di questa scelta? Che tipo di storia vuoi raccontare a chi ti segue?

Penso che Instagram sia un mezzo di comunicazione pazzesco. 
Mi piace particolarmente perché, come i miei amati fumetto e cinema, “parla” tramite immagini. Volevo che il feed non fosse qualcosa di fine a se stesso ma che potesse essere sfogliato, proprio come un libro, e che ogni post potesse comporne una pagina.  
Racconto la storia d’amore di due ragazzi che sono sempre gli stessi. Si vedono, escono insieme, mangiano al Mac e dal cinese, si sbronzano la sera, fanno after, si rivedono, si baciano, si innamorano e chissà ancora come evolverà la loro storia. 
Per far sì che il mio racconto avesse una “benedizione” ho deciso di avvalermi dei testi delle canzoni che ascolto, che mi piacciono, che a loro volta raccontano qualcosa. Ho deciso di usarli come sottotitoli, per creare empatia con il lettore, per legittimare il mio lavoro e renderlo più fruibile. Avevo paura di scadere nel cringe scrivendo roba di mio pugno, temevo sarebbe stato davvero troppo.

Ci sono degli illustratori che hanno influenzato il tuo stile e a cui sei particolarmente legato?

Venendo dal fumetto sono chiaramente legato a quello che ho letto (e che leggo), alle testate e agli autori con i quali sono cresciuto. 
Facendo una somma penso che il mio stile risenta delle influenze di un certo fumetto franco belga (Jordi Lafebre e Bastien Vivès su tutti), americano (Sara Pichelli, Olivier Coipel, Bengal, Otto Schmidt), orientale (Kim Jung Gi, Nakaki Pantz, Yun Ling e pegl0, tutti scoperti su Instagram) e italiano (Gio Quasirosso, Giorgio Cavazzano, Giacomo Bevilacqua, Zerocalcare e Makkox).

Quando pensi ai tuoi lavori qual è quello a cui ti senti più affezionato e perché?

Il mio preferito è quello con il pezzo degli Psicologi Ancora Sveglio. Perché ha fatto da apripista a quello che sarebbe stato il mio format attuale, mi piace molto per la resa ed è stata la prima ricondivisione di Cromoso, pagina con la quale collaboro regolarmente. 

Hai aperto il profilo di Gattaworld il 4 febbraio 2020, poco prima che venissimo colpiti dall’emergenza covid. Il lockdown ha influito, in qualche modo, sulla tua produzione?

Il lockdown ha influito su me stesso. Mi ha fatto riflettere, crescere, forse cambiare. Mi ha fatto leggere tantissimo, mi ha donato il tempo materiale per disegnare un sacco di cose diverse, mi ha fatto sperimentare. Durante il lockdown è nata l’idea di Gattaworld così come la potete vedere adesso.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Disegnare tanto e portare Gattaworld in alto (dita incrociate). 

a cura di
Laura Losi

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Laura Losi

Laura Losi

Laura Losi è una piacentina classe 1989. Si è laureata in Giornalismo e Cultura Editoriale presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi sulla Comunicazione Politica di Obama. Avrebbe potuto essere un medico, un avvocato e vivere una vita nel lusso più sfrenato, ma ha preferito seguire il suo animo bohemien che l’ha spinta a diventare un’artista. Ama la musica rock (anche se ascolta Gabbani), le cose da nerd (ha una cotta per Indiana Jones), e tutto ciò che riguarda il fantasy (ha un’ossessione per Dragon Trainer). Nel 2015 ha pubblicato il suo primo romanzo “Tra le Rose” e a breve vedrà la luce anche la sua seconda fatica, il cui titolo rimane ancora avvolto nel mistero (solo perché in realtà lei non lo ha ancora deciso).

3 pensieri su “Welcome to Gattaworld

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