Elena Griscioli: Elemongrass e il suo Glassy Eyed

Elena Griscioli: Elemongrass e il suo Glassy Eyed
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Oggi vi presentiamo una giovane illustratrice, il suo nome è Elena Griscioli in arte Elemongrass. Elena, classe ’98, ha da sempre la grande passione per le illustrazioni e il disegno in generale.
Dopo il diploma artistico, ha deciso di proseguire gli studi iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti di Roma dove ad oggi frequenta il terzo anno del corso di Pittura.

Elena è un’amante dei dettagli e dei cambiamenti continui, oltre ad avere il grande sogno di continuare a crescere come illustratrice e trasformare questa sua grande passione in un vero e proprio lavoro.
L’abbiamo incontrata per conoscerla meglio….

Ciao Elena, da dove è nato questo personaggio che hai nominato “Glassy eyed” c’è una storia dietro?

Ciao! Allora in realtà questo personaggio è nato gradualmente e continua tuttora ad evolversi. Arrivata ad un certo punto sento la necessità di cambiarlo anche perché in fondo è proprio questa la parte divertente, trovare sempre nuovi spunti e stimoli per la creatività. E spesso è proprio scarabocchiando a tempo perso che vengono fuori dettagli che mi piacciono e che vado poi ad aggiungere o sostituire nel vecchio personaggio. Il nome Glassy eyed invece l’ho ripreso da una canzone dei Radiohead, in cui ho visto subito delle analogie con il personaggio dal momento che una sua caratteristica principale e costante è il fatto di avere gli occhi vuoti e mi facevano pensare a occhi di vetro. 

Chi è la prima persona a cui hai mostrato i tuoi disegni?

La mia prima sostenitrice a cui mostravo sempre tutti i miei disegni è stata mia madre, anche lei dipinge e sin da piccola l’ho sempre guardata con ammirazione, trasmettendomi l’amore per quest’arte.

Nelle illustrazioni a volte aggiungi dettagli di oggetti che ti circondano, come un fotografo osserva e ha in mente il suo scatto, tu ne dai forma e colore. La cosa più buffa che ti è capitata di tenere sott’occhio e a cui hai poi dato vita in un disegno?

La cosa più buffa è sicuramente la piscinetta da bambini che per la disperazione dovuta al caldo di quest’estate ho montato sul mio balcone. Ho voluto farci un’illustrazione perché mi divertiva quest’immagine di me in netto contrasto con le bellissime foto che vedevo tutti i giorni su instagram di gente in vacanza al mare. 

“Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri” Alda Merini. Ho osservato questa illustrazione sul profilo instagram, ti sei mai sentita in difetto a causa di altri? Se sì, dove hai trovato conforto?

Alda Merini è una poetessa che amo e spesso leggendo le sue frasi ne rimango sempre colpita, nel bene o nel male. L’ illustrazione che ho realizzato basandomi su questa frase mi ricordo essere stata uno sfogo ad una giornata storta, che ahimè capitano a tutti. Fortunatamente ho trovato nel disegno un conforto su cui posso sempre fare affidamento, è un modo per liberarmi dai pensieri negativi mettendoli su carta, come una sorta di catarsi, se così si può dire. 

Dove conservi tutti i tuoi disegni, e cosa provi quando ne ritrovi dopo tempo qualcuno? Senti che qualcosa è cambiato allo stesso modo in cui cresciuta tu?

Li conservo in tantissime cartelline accatastate in camera (e che devo decidermi a sistemare prima o poi) soprattutto quelli più vecchi perché da qualche anno disegno sugli sketchbook o in digitale e questo mi ha risparmiato ulteriore caos. Sicuramente quelli realizzati da bambina mi fa piacere sfogliarli a distanza di tanti anni, quelli più recenti invece capita spesso che rivendendoli non mi piacciano più. In ogni caso però non riesco a liberarmene per far spazio a quelli nuovi perché ci sono comunque molto affezionata, è come se fossero delle foto che mi ricordano ognuno un momento della mia vita. 

Come ti vedi invece tra qualche anno?

A questo punto la priorità è la laurea, poi vorrei specializzarmi proprio nel campo dell’illustrazione dal momento che sento essere questa la mia strada. Quindi seppur banalmente, ti direi che tra qualche anno mi piacerebbe essere un’illustratrice di professione.

a cura di
Mirko Fava

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Mirko Fava

Mirko Fava nasce a Parma il 23/04/1991. Ha un diploma da geometra che ha usato per poco tempo, prima di diventare impiegato. Ha cominciato ad appassionarsi di musica negli anni delle superiori ed è andato alsuo primo concerto nel 2007, portandosi dietro una delle prime digitali compatte di suo padre, ottenendo scarsissimi risultati. La passione per la fotografia è cominciata parallelamente a quella per i concerti, anche se a tutti gli effetti si è sviluppata definitivamente dopo qualche anno. La macchina fotografica lo accompagna anche in viaggio, alla costante esplorazione del mondo. Tutte passioni economiche, in pratica.

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