Intervista a Senhit: verso l’Eurovision Song Contest

Intervista a Senhit: verso l’Eurovision Song Contest
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Dal teatro ai musical, dal palco alla televisione. Tassello dopo tassello, Senhit costruisce un personale senso artistico che adesso esplode nel progetto #freakytorotterdam. Ma facciamo un passo indietro: Senhit Zadik Zadik nasce a Bologna, ha origini eritree e canta per l’etichetta Panini Interactive.

Nel corso degli anni annovera collaborazioni con gli Stadio, Massimo Ranieri e recentemente con Benny Benassi e Luca Tommassini. Senhit è stata anche confermata tra i 100 giudici del muro nella nuova edizione di All Together Now – La Musica è Cambiata lo show musicale in onda su Canale 5.

Senhit sarà la rappresentante di San Marino agli Eurovision Song Contest che si terrà a Rotterdam. Per l’occasione, sul canale youtube propone un appuntamento mensile noto come Freaky Trip to Rotterdam, in cui reinterpreta un brano vincitore di una qualche edizione passata dell’Eurovision.

Video e direzione artistica rigorosamente a cura di Luca Tommassini. Abbiamo avuto l’opportunità di farle qualche domanda, entrare nell’universo Freaky e percorrere con lei la strada che porta verso Rotterdam.

Ciao Senhit. Prima di parlare del futuro e dei progetti vorrei chiederti di te e delle esperienze passate. Ho recuperato un’intervista nella quale racconti di aver iniziato a cantare con il Karaoke di Fiorello. Prima ancora della musica, chi è Senhit e qual è il suo primo contatto con l’arte?

Ciao! Senhit è una donna cresciuta con tanta musica e tanta allegria! In casa mia, quando vivevo con i miei genitori, si ascoltava sempre musica e non c’erano quasi mai situazioni “silenziose”… al limite si fischiettava! Quindi con gli anni questa atmosfera me la sono portata addosso fino a che quello che nasceva come semplice hobby o passione non si è poi tramutando in lavoro… piacevolissimo lavoro.

Nel corso della tua carriera hai partecipato a molti musical (Re Leone, Hair per citarne alcuni). Hai girato in tounrèe con gli Stadio, lavorato con Massimo Ranieri. Qual è stata però l’esperienza che più ti ha caratterizzata, se ne dovessi scegliere una?

Non posso scegliere un’unica esperienza: sono sempre stata molto fortunata nella vita così come nel lavoro ad incontrare persone che mi hanno aiutata a crescere artisticamente e umanamente. Quindi sono grata a tuuuutte le belle cose che mi sono capitate… dai musical di successo, al concerto charity a San Siro, ai live all’estero e tante tante altre esperienze.

Nel 2011 hai partecipato all’Eurovision Sound Contest con il brano Stand By e quest’anno partecipi come giudice ad All Together Now. Come vivi questi grandi spettacoli e com’è spostarsi dal palco allo schermo?

L’Eurovision Song Contest è lo show musicale più visto al mondo e cantare su uno stage del genere nel 2011 è stata una fortissima emozione che mi ero ripromessa di rivivere un giorno al 1000%. Così e arrivato il 2020, poi diventato 2021, e finché si tratta di cantare di esibirmi e di intrattenere… Beh, è davvero il mio elemento! All Together Now è molto divertente e ricco di soprese, ovviamente ha dinamiche e tempi diversi. Sono due mondi che mi appartengono!

Il legame tra i tuoi brani e le direzioni artistiche è molto stretto, l’uno completa l’immaginario ed il senso dell’altro. La tua simbiosi con Luca Tommassini è evidente anche dalle tue ultime pubblicazioni sul canale YouTube, e so ti seguirà anche all’Eurovision 2021. Com’è lavorare con lui, come vi siete conosciuti? 

Luca Tommassini è un genio assoluto. Lo conoscevo di fama e di nome dato che ha lavorato con tutte le icone musicali che amo… da Whitney a Michael a Madonna e tanti altri.. averlo a bordo di questo bellissimo progetto è un bliss… Davvero una grande fortuna.

Dopo esperienze varie a livello internazionale, rientrando in Italia avevo cercato qualcuno che artisticamente nei video potesse mantenere un tocco internazionale e la giusta follia. Così per il singolo “Dark Room” avevo chiesto al mio Manager di allora di contattarlo. È nata questa bellissima collaborazione che si è trasformata poi in splendida amicizia.

Con #freakytorotterdam ti seguiamo nel percorso che porta al nuovo Eurovision. Com’è nata l’idea di un tributo nei confronti delle canzoni delle scorse edizioni? 

Dopo la cancellazione di Eurovision 2020 Luca ed io non ci siamo arresi e abbiamo insieme inventato questo folle viaggio che ci accompagnerà fino a giugno del 2021. Ogni mese regaliamo un omaggio ai fan di Eurovision e non, riadattando brani famosi eurovisivi in chiave appunto freaky.

Un viaggio pieno di significato e di speranza, con messaggi forti, dove ogni capolavoro artistico di Luca, attraverso la sua regia e le sue idee, vuole sensibilizzare lo spettatore a temi di attualità come razzismo, bullismo, libertà d’espressione… in chiave leggera ma determinata.

Per l’ESC del 2020 hai scelto Freaky tramite una votazione online sul tuo sito. Freaky è una canzone che fa ballare, trasmette gioia e sembra voler essere un invito al sentirsi liberi. “We wanna break all the rules and make up some new”. E’ importante per te trasmettere qualcosa di positivo con le canzoni? O preferisci che chi ascolti possa semplicemente stare meglio?

“Freaky” era nata per Eurovision 2020, una canzone allegra ma con un messaggio forte di libertà e positività, perfetto per un palco del genere. Cantare per me vuol dire anche questo: riuscire nel mio piccolo a dare un messaggio in cui credo.

Breathe remixato da Benny Benassi è il tuo nuovo singolo: un invito al tornare a respirare. Prima di salutarci, come consigli di passare questi giorni pesanti in attesa di tornare a respirare all’aria aperta?

Con “Breathe” (secondo singolo del 2020) diventato poi remix con lo splendido contributo di Benny Benassi voglio invitare la gente a casa a “respirare”, alzare le braccia al cielo e ballare, divertirsi. Comodamente da casa e ringraziando tutti i giorni perché siamo freaky e siamo vivi!

Con Luca abbiamo appena lanciato la challenge #danceforpangea perché in questo difficile periodo di lockdown molte donne sono state prigioniere nelle loro case, alla mercé di un compagno violento, insieme ai loro figli. Il lockdown ha acuito alcune situazioni, infatti il numero delle chiamate valide al 1522 nel periodo compreso tra marzo e ottobre 2020 è cresciuto del +71,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sono raddoppiate quelle per “richiesta di aiuto da parte delle vittime di violenza” e “segnalazioni per casi di violenza”.

Pangea si rivolge a queste donne e ai loro figli e abbiamo deciso di supportarla e di farla conoscere, proprio perché anche con la musica e la danza si può fare molto concretamente. Perciò, in questi giorni in cui siamo in casa, invitiamo tutti a partecipare a #danceforpangea, per ogni persona che balla, io e Luca doniamo 100 euro al progetto Piccoli Ospiti della Fondazione Pangea Onlus.

a cura di
Nicolò Angel Mendoza

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