Donald Trump e i musicisti americani sono in una relazione complicata

Donald Trump e i musicisti americani sono in una relazione complicata
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A novembre si terranno le elezioni americane per decidere chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti e la temperatura, come è facile immaginare, si sta alzando. Tanti musicisti infatti si sono già schierati contro la rielezione del tycoon.

Nonostante alcuni, pochi a dire la verità, come Kanye West, gli abbiano da sempre dimostrato grande sostegno (salvo poi candidarsi alla Casa Bianca contro Donald Trump e ritirarsi qualche giorno dopo), quella tra l’attuale presidente degli Stati Uniti e i musicisti americani è una relazione complicata, già da lungo tempo.

I musicisti che gli hanno negato le proprie canzoni

Gli ultimi in ordine cronologico sono stati i Rolling Stones, che hanno impedito a Trump di usare per i suoi comizi la canzone “You Can’t Always Get What You Want“.

Brano, questo, che venne già utilizzato durante le elezioni americane del 2016. In quell’occasione gli Stones si limitarono a twittare il loro mancato appoggio a Donald Trump.

A quanto pare però richieste e avvertimenti sono stati ignorati, tanto che i Rolling Stones hanno informato, tramite i propri avvocati, che sono pronti a procedere per impedirne l’uso in futuri comizi.

Precedentemente fu la famiglia del musicista Tom Petty, morto nel 2017, ad aver diffidato Trump dall’utilizzo del brano “I Won’t Back Down” per i suoi comizi.

Il curioso caso di Neil Young

C’è poi il caso di Neil Young, che dal 2015 continua a ripetere al presidente che non vuole che vengano usate le sue canzoni, “Rockin’ in the Free World” e “Devil’s Sidewalk” all’interno di convention che lo vedono protagonista.

Gli avvocati di Trump e il presidente stesso hanno però fatto sapere di aver pagato i diritti d’autore per poter riprodurre migliaia di brani, compresi quelli di Young.

Recentemente il cantautore sembra infine essere passato dalle parole ai fatti. Nella denuncia presentata presso la corte federale di New York il 4 agosto scorso, Young chiede un risarcimento di 150mila dollari.

Il querelante in buona coscienza non può tollerare che la sua musica sia usata come tema per una campagna di ignoranza e odio, che mira a dividere e che non riflette i valori dell’America“, ha fatto sapere tramite i suoi avvocati, alludendo alle repressioni per le proteste del Black Lives Matter.

Musicisti contro Trump

Sono tanti i musicisti americani ad aver preso posizione in queste ultime settimane contro Donald Trump.

Taylor Swift l’ha accusato, attraverso il proprio account Twitter, di voler truccare le elezioni.

Tutto nasce dalle dichiarazioni di Trump riguardo alla volontà, da parte del governo, di negare alle poste statunitensi i fondi straordinari per gestire il carico di lavoro aggiuntivo durante le elezioni.

Infatti, a causa della pandemia da coronavirus che renderà impossibile votare di persona ai seggi, si voterà per posta.

Trump sarebbe quindi convinto che l’estensione del voto per posta a tutti gli stati esporrebbe le elezioni presidenziali ad un risultato truccato.

Inoltre giovani, minoranze etniche e i ceti più poveri grazie al voto via posta potrebbero votare senza dover prendere un giorno di ferie, visto che negli Stati Uniti si vota di martedì.

Questo porterebbe, inevitabilmente, ad una mole maggiore di voti che, con grossa probabilità, non sarebbe indirizzata al Partito Repubblicano.

Scrive Taylor Swift:

Lo smantellamento calcolato del sistema postale di Trump dimostra chiaramente una cosa: sa benissimo che non lo vogliamo come nostro presidente“.

Ha scelto di barare apertamente e mettere le vite di milioni di americani a rischio nel tentativo di mantenere il potere. L’incapacità di Donald Trump ha peggiorato gravemente la crisi in cui siamo e lui ora sta sfruttando questa cosa per sovvertire e distruggere il nostro diritto a votare e votare in sicurezza. Richiedete in anticipo la scheda elettorale. Votate in anticipo“.

Rihanna non ha invece voluto tradire la fama da “bad girl”, pubblicando una serie di scatti su Instagram in cui si mostra una writer incappucciata mentre scrive su un muro: “Fuck Trump”.

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art. #81days

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La Convention Democratica

Altri invece, come John Legend e Billie Eilish, hanno annunciato il proprio supporto a Joe Biden.

Eilish poi ha partecipato mercoledì scorso alla convention del Partito Democratico statunitense, suonando per la prima volta in pubblico la sua ultima canzone: “My Future“.

Prima dell’esibizione l’artista, molto amata dagli adolescenti, ha invitato gli spettatori a votare per Biden.

Donald Trump sta distruggendo il nostro paese” ha dichiarato, “il silenzio non è un’opzione e non possiamo farci da parte: dobbiamo votare come se le nostre vite e il mondo intero dipendessero dal nostro voto, perché è così“.

a cura di
Daniela Fabbri

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Daniela Fabbri

Daniela Fabbri

Sono nata nella ridente Rèmne, Riviera Romagnola, nel 1985. Copywriter. Leggo e scrivo da sempre. Ho divorato enormi quantità di libri, ma non solo: buona forchetta, amo i racconti brevi, i viaggi lunghi, le cartoline, gli ideali e chi ci crede. Nutro un amore, profondo e viscerale, per la musica, in tutte le sue forme. Sono fermamente convinta che ogni momento della vita debba avere una colonna sonora. Potendo scegliere, vorrei che la mia esistenza fosse vissuta lentamente, come un blues, e invece sono sempre di corsa. Mi piacciono gli animali. Cani, gatti, procioni. Tutti.

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