Potere e Parole: perché Obama ha deciso di parlare proprio ora durante le manifestazioni

Potere e Parole: perché Obama ha deciso di parlare proprio ora durante le manifestazioni
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Dopo giorni di proteste in moltissime città degli Stati Uniti, seguite all’assassinio di George Floyd per mano di un poliziotto, anche Barack Obama ha rotto il silenzio con un discorso trasmesso via streaming.

Le vostre vite contano”, ha detto l’ex presidente, rivolgendosi ai manifestanti. Ma qual è il motivo che ha spinto Obama a parlare proprio ora?

Il discorso di Obama

Nel suo discorso Obama ha appoggiato le manifestazioni di protesta per la morte di George Floyd, dichiarando di sostenere i manifestanti pacifici che rappresentano la stragrande maggioranza del movimento di protesta.

Obama li ha incoraggiati a continuare, ma non solo. Infatti “per realizzare un vero cambiamento” ha detto “bisogna sia evidenziare un problema e mettere a disagio le persone al potere, sia tradurlo in soluzioni pratiche e leggi che possano essere attuate“.

L’ex presidente ha detto che questa crisi è “diversa da tutte quelle a cui ho assistito in vita mia“, auspicando che possa condurre gli americani a un risveglio politico, unire il Paese e portare alla riforma della polizia.

E poi rivolgendosi in particolare agli uomini e alle donne di colore che “hanno assistito a troppa violenza e troppa morte e troppo spesso una parte di quella violenza proviene da persone che avrebbero dovuto proteggerli” ha aggiunto “voglio che sappiate che voi contate, che la vostre vite contano e che i vostri sogni contano“.

Una posizione in netto contrasto con quella divisiva e minacciosa adottata da Donald Trump.

Perché proprio ora

L’intervento di Obama è insolito. Al termine del suo mandato non si è mai pronunciato contro Trump né contro le azioni intraprese dalla Casa Bianca, ma un consigliere dell’ex presidente, come si legge sulla rivista americana The Atlantic, ha dichiarato che Obama si sarebbe espresso pubblicamente solo nel caso in cui i valori americani fossero stati minacciati o quando la sua parola avrebbe avuto un impatto.

Durante le proteste dei giorni scorsi Trump ha sollecitato i governatori a scontrarsi, anche duramente, con i manifestanti e considerato di invocare l’Insurrection Act, una legge del 1807 che avrebbe permesso ai militari di schierarsi come polizia sulle strade americane.

Obama ha, al contrario, esortato i sindaci dei diversi stati a considerare una riforma della polizia per limitarne l’uso della forza, tra cui il divieto di sparare a veicoli in movimento, e di alcuni metodi per bloccare le persone in arresto.

Inoltre, non dobbiamo dimenticare che a novembre ci saranno le elezioni presidenziali e Obama ha già dichiarato il suo sostegno per il candidato Biden, avversario di Trump. Difficile pensare che la decisione di pronunciarsi non abbia a che fare anche con questo.

Ecco perché proprio ora.

Un messaggio di speranza

Si è rivolto soprattutto ai giovani affinché “gli eventi degli ultimi mesi diventino l’occasione per cambiare il Paese in meglio“.

C’è un cambio di mentalità in atto, una maggiore consapevolezza che possiamo fare meglio. E questa non è conseguenza dei discorsi dei politici, ma il risultato diretto della capacità di così tanti giovani di mobilitarsi“, ha detto.

Quando a volte mi sento disperato, vedo solo cosa sta succedendo ai giovani in tutto il paese” e quello che stanno dimostrando. Ha osservato poi che Martin Luther King Jr., Cesar Chavez e Malcolm X erano tutti giovani quando sono stati coinvolti nelle loro cause. “Mi fa sentire ottimista. Mi fa sentire come se questo paese migliorasse“.

Obama ha infine ringraziato “le persone che sono disposte, in modo pacifico e disciplinato, ad essere là fuori e fare la differenza“.

Obama l’anti-Trump

L’ex presidente americano ha parlato da casa propria, usando toni pacati e concilianti, come al solito, che hanno segnato – una volta di più – la distanza da Donald Trump, non solo nei contenuti ma anche nella forma.

Pur senza bisogno di nominarlo direttamente, le parole di Obama sono apparse in netto contrasto con quelle del presidente. Nel suo discorso ha infatti incoraggiato le persone a chiedere un cambiamento anche scendendo in strada, un concetto totalmente opposto a quello espresso da Donald Trump, che con il suo “Ordine e Legge” ha finora inasprito la tensione nelle strade, conducendo a scenari da guerra civile.

Infine, Obama ha rivolto un messaggio chiaro all’attuale presidente: “per coloro che hanno parlato di proteste: ricordate che questo Paese è stato fondato sulla protesta. Si chiama Rivoluzione Americana. E ogni progresso in questo Paese, ogni espansione della libertà, ogni espressione dei nostri ideali più profondi sono stati conquistati grazie agli sforzi che hanno messo in discussione lo status quo“.

a cura di
Daniela Fabbri

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Daniela Fabbri

Sono nata nella ridente Rèmne, Riviera Romagnola, nel 1985. Copywriter. Leggo e scrivo da sempre. Ho divorato enormi quantità di libri, ma non solo: buona forchetta, amo i racconti brevi, i viaggi lunghi, le cartoline, gli ideali e chi ci crede. Nutro un amore, profondo e viscerale, per la musica, in tutte le sue forme. Sono fermamente convinta che ogni momento della vita debba avere una colonna sonora. Potendo scegliere, vorrei che la mia esistenza fosse vissuta lentamente, come un blues, e invece sono sempre di corsa. Mi piacciono gli animali. Cani, gatti, procioni. Tutti.

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