Sumeri: “Willkommen Rimini” sarà la vostra guida per questa estate strana

Sumeri: “Willkommen Rimini” sarà la vostra guida per questa estate strana
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All’alba del calore estivo di un quasi agosto, un nuovo album rinfresca le giornate infinite e si candida a diventare la colonna sonora di questa strana estate 2020. Stiamo parlando di Willkommen Rimini dei Sumeri, un album che strizza l’occhio alla musica italiana degli anni 80 con accenni a viaggi extraterrestri.

Nove tracce che si distinguono dal panorama italiano del momento per essere fresche e uniche nel loro genere.

Ma chi sono in realtà i Sumeri? E soprattutto, perchè parlano così tanto di alieni e archeologia?

All’apparenza sembra un duo, ma in realtà per portare a termine il progetto sono servite 11 persone. Abbiamo parlato con Luca Di Cataldo, (forse vi ricorderete di lui in quanto frontman dei Weird Bloom) metà del cuore pulsante dei Sumeri.

Com’è nato il progetto Sumeri? Raccontaci un po’ le origini, il come, il quando e il perché.

I Sumeri siamo io e Francesco Roggero (Auroro Borealo). Il nome, lo ha custodito Francesco in un scrigno stile cuore di Davy Jones presagendo e attendendo il mio arrivo. Sono un amante dei misteri, dell’archeologia e della storia cosidetta alternativa, quindi il nome Sumeri non solo era papabile ma quasi inevitabile direi. Ho scritto una canzone in inglese nell’estate 2017 e pensavo che potesse essere riadattata in italiano e cantata da Francesco che a quei tempi era appena diventato Auroro Borealo. La canzone era Casanova. È nato tutto così.

Luca, per te questo è il primo progetto in italiano, visto che canti e scrivi in inglese con Weird Bloom. Sentivi il bisogno di scrivere nella tua lingua? Ti è venuto naturale o hai dovuto cambiare il tuo processo creativo?

All’inizio è stato un pochino difficile, ma superato l’imbarazzo ho avuto immediatamente accesso ad un infinità di nuove possibili scelte che l’italiano mi concedeva. Diciamo che ho visto più colori e anche più sfumature e ho potuto scegliere con più cura quello che volevo comunicare.

‘Willkommen Rimini’ è proprio un album da estate italiana, ma di quelli belli, non come i tormentoni estivi. Che influenze ritroviamo nell’album?

Ti butto qui un po’ di nomi. Sono quelle cose che troveresti in cassetta in qualche brutto autogrill la settimana di ferragosto del 1984. I Cavalieri Del Re del mitico Riccardo Zara, Ivan Graziani, Enzo Carella, Ivan Cattaneo, Solange, la musica pop strana italiana (questo me lo ha suggerito Francesco) Giuni Russo, Giorgia Fiorio, meteore estive inconsapevolmente straordinarie e altra musica brutta che però è anche bellissima.

Per me Non lo so davvero e Nazca sono le più belle in assoluto. Per te? Parlaci un po’ delle tematiche di questi due pezzi.

Non lo so davvero parla di niente, credo.

Nazca racconta degli alieni fondamentalmente. Ci sono un po’ di riferimenti più o meno palesi alle cose che mi piacciono. Non mi va di spiegarli, sono sincero, perché non amo indirizzare su altri sentieri chi ascolta e magari ha in testa e nelle orecchie un significato differente dalla spiegazione che posso dare io come autore. Tu che cosa ci hai visto per esempio? (voglio la risposta)

Per rispondere alla tua domanda, ecco quello che dici qui “Sono quelle cose che troveresti in cassetta in qualche brutto autogrill la settimana di ferragosto del 1984.”, questo è esattamente quello a cui penso ascoltando Willkommen Rimini in generale, ma nello specifico Nazca e Non lo so davvero. Più che i testi, è la musica che mi fa pensare all’estate italiana in tutta la sua bellezza, con le grigliate in canottiera, le vacanze kitsch in riviera, i concerti pieni di zanzare. Io non c’ero nemmeno nel 1984, ma siete stati talmente bravi a trasmetterlo che è come se l’avessi vissuto.

Com’è stato lavorare e rilasciare un album durante il COVID?

L’album era già più o meno pronto prima del Covid e durante la quarantena ci siamo limitati ad un paio di ritocchi e abbiamo riascoltato i master. La release in sé è stata uguale alle altre, tanto è in digitale. Con buone probabilità, se non ci fosse stato il covid, avremmo fatto una apparizione legata al concerto di Auroro Borealo a Milano, ma ormai quella mi sembra preistoria (che palle).

Pandemia permettendo, avete in progetto di girare il mondo per promuovere Willkommen Rimini?

Sì, anche se non abbiamo ancora parlato con il mondo.

a cura di
Giulia Perna

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