Fratelli Cecchi racconta il nuovo album

Fratelli Cecchi racconta il nuovo album
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Fuori dal 27 giugno “Guardando più là”, il nuovo disco dei Fratelli Cecchi. Questo album segna un punto cruciale per il duo, una sorta di presa di coscienza. Dieci tracce caratterizzate da un valore letterario e una suggestiva combinazione di poesia e ironia, tipica del teatro-canzone.

Ed ecco i Fratelli Cecchi che ci raccontano un po’ di più sul loro album!

Fratelli Cecchi, benvenuti su The Soundcheck. Parlateci del vostro nuovo album “Guardando più in là”, come è nato?

Gabriele Marco Cecchi: “L’album è nato dal desiderio di raccogliere in un unico lavoro tutti gli aspetti che caratterizzano il nostro progetto cantautorale: la cura dei testi, la scelta della canzone d’autore come genere musicale, la potente e versatile vocalità di Samuele. Prezioso il contributo di Andrea Benassai che ha arrangiato sette tracce su dieci. Per quanto riguarda i temi trattati, l’impegno sociale è molto presente. Anche le canzoni d’amore sono collegate a tematiche sociali o esistenziali”.
Samuele Luca Cecchi: “Nelle nostre canzoni d’amore c’è sempre la ricerca di autenticità. E’ così in brani come “Il direttore della fotografia”, “L’impero è crollato”, “Quell’occhiata da sotto la frangia”, fino ad arrivare a “Il primo approccio non si scorda mai”, dove due anziani contadini si guardano negli occhi con la consapevolezza di amarsi ancora come un tempo. E qui si capisce che l’autenticità si trova nelle cose di tutti i giorni, che poi sono le più semplici: uno scherzo, una battuta, un sorriso…”.

Ci ha colpito molto il brano “Nuvole viola”, come siete riusciti a mettervi nei panni di una donna che ha subito violenze?

Gabriele Marco Cecchi: “Per scrivere “Nuvole viola” ho dovuto lasciarmi attraversare da tanto dolore. Ho ascoltato racconti molto duri di donne vittime di violenza. Scrivere questo brano per me è stata un’esperienza di vita, un percorso carico di dolore, ma anche di speranza. Quando una donna riesce a riappropriarsi della propria libertà, la sua rinascita è un inno alla vita”.
Samuele Luca Cecchi: “Come interprete di canzoni d’autore e secondo le modalità del teatro-canzone, quando canto devo mettermi nei panni dei personaggi che interpreto. Cantare “Nuvole Viola” è particolarmente difficile perché interpreto una donna vittima di violenza nel momento della presa di coscienza e della liberazione. Anch’io ho dovuto mettermi in ascolto fino a trovare la giusta sintonia con ogni parola del testo”.

Il brano è stato anche premiato al Prato Film Festival, come vi siete sentiti in quel momento?

Samuele Luca Cecchi: “Il nostro progetto nasce dall’impegno culturale nel territorio. Per questo è importante per noi essere valorizzati da manifestazioni prestigiose come il Prato Film Festival. La premiazione è stata un’emozione grandissima anche per le belle parole scritte nella motivazione del premio”.
Gabriele Marco Cecchi: “E’ stata un’emozione bellissima. Mentre ci premiavano ripensavo alle donne che avevo ascoltato prima di scrivere la canzone. Sapevo che alcune di loro erano sedute tra il pubblico, intimamente commosse come me. E’ stato come gridare insieme un inno alla libertà. Per questa incredibile emozione, ringrazio ancora l’ideatore e organizzatore del Prato Film Festival Romeo Conte, persona di grande sensibilità, professionalità e libertà di pensiero”.

Invece, tornando al disco, qual è stata la canzone più difficile da scrivere?

Gabriele Marco Cecchi: “A livello personale, come coinvolgimento emotivo, ho già parlato di “Nuvole Viola”. A livello tecnico, invece, per me la più difficile da scrivere è stata “L’operatore di ripresa”. Parla di un cineoperatore che fa il bilancio di una storia d’amore utilizzando immagini, termini e concetti che provengono dalla tecnica cinematografica”.
Samuele Luca Cecchi: “Per me “Il primo approccio non si scorda mai”. Gabriele mi consegnò questo testo poetico in vernacolo pratese, in endecasillabi e rime alternate. Mi sono posto una sfida: musicare quel testo, così aderente alle forme tradizionali della poesia, senza cedere ai cliché della musica popolare toscana. Nella canzone d’autore, l’uso della lingua locale non ha intenti campanilistici o folklorici, ma è a servizio dell’atmosfera del racconto. E’ questo che ci hanno insegnato Jannacci, Gaber, De André, Battiato… Ancora prima Modugno”.

Qual è il brano a cui siete più legati?

Samuele Luca Cecchi: “Io scelgo “L’impero è crollato” per un motivo personale: è l’inedito con cui mi sono diplomato in canto moderno all’Accademia Lizard di Fiesole”.
Gabriele Marco Cecchi: “Non ce la faccio a scegliere. Ognuna delle dieci canzoni dell’album per me è come una figlia”.

Prima di Fratelli Cecchi vi chiamavate Ceccao Meravigliao, come mai questo cambio di nome?

Gabriele Marco Cecchi: “Durante una delle nostre prime esibizioni, un caro amico che aveva organizzato la serata ci presentò come Ceccao Meravigliao. A noi piacque tantissimo quel nome. Era adatto per il repertorio prevalentemente ironico che ci caratterizzava in quegli anni”.
Samuele Luca Cecchi: “Ci chiamavamo “Ceccao Meravigliao”. Una sera però, prima di un concerto a San Casciano in Val di Pesa, alcuni tra il pubblico ci chiesero dove erano le ballerine brasiliane. Erano venuti apposta. Immaginatevi le risate che ci siamo fatti. Fu lì che decidemmo di chiamarci semplicemente Fratelli Cecchi. Era il 2018. Ma la sostituzione del nome è coincisa anche con un cambio di stile, quando abbiamo imboccato con decisione la strada della canzone d’autore”.

Prossimi progetti?

Samuele Luca Cecchi: “Uno dei nuovi progetti è già in corso: si tratta dei concerti in cui siamo accompagnati dalla violoncellista Francesca Fedi Perilli. I primi appuntamenti, in estate, sono stati un trionfo. Particolarmente emozionante il live del 20 luglio al Giardino Buonamici di Prato, patrocinato dalla Provincia. Molto emozionante anche quello del 6 agosto ad Artimino, nel comune di Carmignano, dove siamo stati chiamati a fare memoria di un eccidio nazista che è ancora una ferita aperta per la popolazione”.
Gabriele Marco Cecchi: “Noi non ci fermiamo mai. Stiamo già lavorando a nuove canzoni. Alcune le presenteremo ai prossimi concerti. Altre, in futuro, verranno sicuramente registrate in studio. Il progetto cantautorale dei Fratelli Cecchi è un progetto che sta crescendo insieme al suo pubblico. Noi e il nostro pubblico, insieme, siamo una comunità che cresce nell’amore per la musica d’autore e, diciamolo, nella consapevolezza di fare resistenza culturale”.

a cura di
Staff

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Redazione 1

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