Tra i Nirvana e gli “Dei e Malanni” vi presentiamo Donno

Tra i Nirvana e gli “Dei e Malanni” vi presentiamo Donno
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Lo scorso 24 settembre è uscito “Dei e Malanni” l’EP di esordio di Nicolas Donno. Ne avevamo già parlato qui qualche tempo fa e, non paghi, abbiam deciso di rincarar la dose intervistandolo per voi.

Vi anticipo che, oltre che bello in maniera disarmante, Donno ha una scrittura veramente ma veramente interessante e, noterete anche una certa simpatia che non darei affatto per scontata. Non mi dilungo in digressioni varie ed eventuali, vi lascio conoscere Donno.

copertina album di Donno
Ciao Donno o Nicolas non so come preferisci esser chiamato, innanzitutto mi complimento per il nuovo EP “Dei e Malanni” in uscita lo scorso 24 settembre. Ti va di condividere con i nostri lettori come mai hai scelto questa data?

Dipende a chi ti stai rivolgendo, se parli con la persona che ha scritto l’album allora è Donno, ma se parli con la persona che ha fatto sì che l’album potesse essere scritto allora è Nicolas.

Comunque ho scelto venerdì 24 settembre 2021 perché oltre ad essere il giorno del mio 31esimo compleanno questa data coincideva con il 30esimo anniversario di Nevermind dei Nirvana e di Blood sugar sex magic dei Red Hot Chili Peppers, due band che amo alla follia, in particolar modo i nirvana che hanno segnato la mia esistenza e il mio modo di vivere e scrivere la musica.


Quali sono gli elementi che caratterizzano l’ep e quali sono le muse di Donno?

Gli elementi chiave di questo album penso che siano i testi come prima cosa, tengo moltissimo alla scelta delle parole, e poi il sound, tutto ciò che si sente è stato suonato da mani vive e per me questo è fondamentale, alla vecchia maniera!

Diciamo che le muse che mi accompagnano sempre sono Calliope ed Erato, ma ogni persona che incontro, e soprattutto ogni persona con cui ho a che fare in maniera intima sono le mie vere muse, specchi della mia anima che ogni volta aggiungono un piccolo tassello al puzzle della mia esistenza 


Prima dell’ep sei uscito con due singoli, Incondizionatamente e Altri Vizi, la prima è tratta da una lettera onesta e con il cuore in mano. Quanto è importante donare pezzi di te in ogni brano che scrivi?

Penso fortemente che qualsiasi cosa che si scriva in una canzone debba arrivare dal cuore e debba essere un dono nei confronti e di chi ascolterà!

L’arte è emozione allo stato puro e una canzone per me deve essere l’espressione massima di ciò che porti dentro e che a sole parole non riesci a tirare fuori del tutto!

È anche terapeutico, e se guarisci fai un dono a te stesso e soprattutto a chi ti sta intorno, che magari può anche prendere spunto durante un momento difficile della propria vita per fare altrettanto

Nicolas Donno

Nel disco si percepisce una certa maturità sia di argomenti che di, come ho detto nella recensione dell’album, un importante lato spirituale che ti porta a scindere e mescolare le dualità che la vita stessa ci mette dinanzi. La doppia fine non fine dell’album preannuncia una continuazione oppure per il prossimo lavoro pensi di cambiare rotta?

Il percorso di crescita e di comprensione delle cose è un lavoro infinito, non ci sarà mai una chiusura, non in questa dimensione almeno! Quindi posso dirti che il prossimo album sarà l’evoluzione naturale di ciò che sono ora e di ciò che sarò domani.


Ho apprezzato moltissimo la tua scrittura e mi viene spontaneo domandarti: come nasce? Ti metti alla scrivania e butti già musica e parole, o vengono prima le parole o prima la musica?

Intanto ti ringrazio molto per le tue parole! Per me è sempre il momento buono per scrivere! Cerco di stare nel flusso e qualsiasi cosa che mi accade o che vedo può essere uno spunto interessante, a volte anche la cosa apparentemente più banale!

La prima fase di solito è tutta nel pensiero, ad un certo punto mi vengono in mente delle riflessioni o delle linee vocali o dei riff di chitarra, a quel punto se sono in giro me li registro al telefono e scrivo nelle note!

Poi quando torno a casa mi siedo comodo con la mia chitarra, carta e penna e unisco i puntini! la cosa bella è vedere nei propri memo vocali delle bozze vecchie di anni e mai utilizzate che ad un certo punto diventano nuovissime e adatte a ciò che pensi ora e si prestano a testi scritti che fino a quel momento erano rimasti orfani di melodie musicali e viceversa.

a cura di
Iolanda Pompilio

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