Lucio Corsi – Verucchio Festival – 28 luglio 2021

Lucio Corsi – Verucchio Festival – 28 luglio 2021
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Ho scoperto Lucio Corsi per caso. Mi ha colpito il titolo della canzone che dà il titolo al suo ultimo album Cosa faremo da grandi e il ritorenllo che recita “… perché nemmeno da vecchi si sa cosa faremo da grandi“, praticamente la storia della mia vita di ieri, di oggi e di domani.

Così noi di The Soundcheck non potevamo mancare all’ultima data del tour estivo, evento inserito all’interno del Verucchio Festival. Innanzitutto spendiamo due parole per uno dei festival romagnoli più prestigiosi. Giunto alla 37ma edizione ha sempre proposto artisti di diversa estrazione musicale senza vincoli di genere. Ogni anno una selezione attenta alle nuove proposte più nazioneli ed internazionali più interessanti.

Per chi non lo conosce, Lucio Corsi è un artista toscano (esattamente della Maremma) classe 1993. Ha due album all’attivo, tre se si conta la raccolta degli EP Vetulonia Dakar/Altalena Boy. L’ultimo album Cosa faremo da grandi é prodotto da Francesco Bianconi e Antonio “Cooper” Cupertino per la Sugar Music.

Se cercate l’ennesimo artista indie siete decisamente fuori strada. Corsi è un vero fricchettone con evidenti richìami stilistici glam rock che richiamano a Marc Bolan, il Bowie periodo Ziggy Stardust e Mick Ronson. I suoi testi parlano di onde, conchiglie, vento di Trieste, ragazzi così secchi da volare via, un mondo fatato e sospeso, forse frutto dell’ispirazione maremmana, di quella terra fuori dal tempo, dove sembra di vivere nel Far West.

Se il primo album Bestiario Musicale presentava il mondo fiabesco (e animalesco) di Corsi, il più recente Cosa faremo da grandi è l’album della maturità, dove la struttura delle canzoni e i testi trovano il giusto equilibrio insieme a richiami glam rock che richiamano percorsi musicali di artisti come Ivan Graziani. A suo agio col piano o con la chitarra,in concerto Corsi dà il meglio di se come performer, menestrello e rocker d’antan.

Ad affiancare Corsi, in questo tour, la band che lo segue da qualche anno: Marco Ronconi batteria, Filippo Scandroglio chitarra, Iacopo Nieri pianoforte, Giulio Grillo tastiere, Tommaso Cardelli basso. Corsi si è dimostrato artista completo, è riuscito a coinvolgere il pubblico con una leggerezza non comune e una preparazione da musicista consumato.

La scaletta della serata raccoglie per la maggior parte i brani tratti da Cosa faremo da grandi insieme a Il lupo e La lepre tratti da Bestiario Musicale. Ha regalato due inediti, una canzone senza musica (dedicata ad una statua) e una versione in italiano di You got a friend in me di Randy Newman. Un medley che raccoglie il canto tradizionale Tutti mi dicono maremma insieme a E non andar più via di Lucio Dalla.

Prima del bis (e giustamente il bis, secondo Corsi, consiste nel ripetere due canzoni della scaletta) una versione forse troppo fedele di Buffalo Bill di Francesco De Gregori. Un’ora e venti di un concerto fuori dagli schemi, classico e unico nel suo genere. Un personaggio tutto da scoprire, innamorato della bellezza e dell’arte e parte di quel mondo incantato che è un’ancora di salvezza per tutti.

a cura di
Beppe Ardito

foto di
Vittoria Arlotti

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Beppe Ardito

Beppe Ardito

Da sempre la musica è stata la mia "way of life". Cantata, suonata, scritta, elemento vitale per ridare lustro a una vita mediocre. Non solo. Anche il cinema accompagna la mia vita da quando, già da bambino, mi avventuravo nelle sale cinematografiche. Cerco di scrivere, con passione e trasporto, spinto dall'eternità illusione che un mondo di bellezza è possibile.

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