“Disonore”: l’album della talentuosa Helle

“Disonore”: l’album della talentuosa Helle
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Disonore” è il nome dell’album di debutto della talentuosa Helle. Un progetto molto particolare, un mix di brani con sonorità diverse ma legati da una tematica ben precisa

L’artista stessa, infatti, sostiene che “Disonore” nasce dal suo bisogno di trovare un’alternativa al sentimento della vergogna. Una personale ricerca su cosa significhi, veramente, essere liberi.

Helle è il nome d’arte di Lisa Brunetti, artista e producer bolognese. Fin da piccola rivela il suo animo di artista, comincia ha scrivere poesie e a suonare la chitarra. Colleziona molti successi e finalmente nel 2019 esce in radio il singolo “Tra le strade della mia città”.

Con l’uscita, questo Giugno, del suo primo album “Disonore”, con la casa discografica Volume!, Helle raggiunge un punto molto importante della sua carriera.

Disonore” racchiude 10 canzoni molto speciali, un disco electro pop che colpisce per la sua eleganza, ascoltarlo è stata sicuramente un’esperienza particolare. 

Tutte i pezzi sono legati da un tema, un fil rouge, quello della libertà. Liberi di poter pensare quello che si vuole senza provare vergogna.

Cover di “Disonore”
Un viaggio alla scoperta di noi stessi

La prima cosa che colpisce e rimane impressa è la voce di Helle. Una voce calda che non può far altro che rimanerti dentro. Singolo dopo singolo la sua voce ti rapisce e ti porta, insieme a lei, in un viaggio

Un viaggio fatto di sonorità diverse tra di loro, alcuni brani si spingo più verso l’hip-hop come “Tu mi volevi bene” e “Figlia delle nubi”. Altri invece si ispirano ad ambienti sonori per lo più folk, come “Selvaggio”.  Invece più cantautoriale è il brano “2,107

Un percorso dove quello che risulta importante è il messaggio che la cantante vuole dare. 

Helle infatti con questa sua opera vuole esplorare cosa significa essere liberi, liberi da preconcetti. Non  è un caso che il pezzo “2,107” si chiami così. Il titolo deriva da un’aforisma di Nietzsche che discute sui temi della morale, vergogna e libertà. 

I testi di Helle non sono per nulla banali, ci raccontano di sentimenti precisi, sono canzoni che non parlano della solita storia d’amore finita male.

«Disonore è il viaggio sporco nella periferia di noi stessi. È un esilio forzato, una vergogna che diventa uno scrigno abominevole nel cuore. È prendere coscienza del fatto che nella vita non si faccia altro che scendere a patti con la gente: per sopravvivere ci incastriamo nei meccanismi di chi non ci capirà mai»

Helle

Dalle parole della stessa Helle capiamo che con questa raccolta vuole portarci ad esplorare noi stessi.

Il meglio e quello che non mi ha convinto del tutto

Il pezzo che probabilmente colpisce di più e che risulta più emblematico di tutto il disco è “Rispetto”. Caratterizzato da una vena elettro pop, con questo canzone Helle vuole raccontarci di come non ci conosciamo mai veramente. 

Tramite la sua musica, cerca di esplorare le sfumature dell’animo umano. Anche la parte più infima di noi, la più oscura. Perché alla fine chi si conosce veramente?

Anche gli altri brani sono particolari e hanno un tema ben definito e importante, come “Barbie”. Il pezzo racconta come l’apparenza sui social sia diventata ormai una costante. 

Oppure il brano omonimo del album “Disonore,” che vuole essere una risposta al sentimento della vergogna. 

L’unico appunto a questo disco è che non sembra decollare. Tutte le canzoni all’interno sono ben costruite e confezionate, però non c’è un brano che spicca in mezzo agli altri. Rimangono tutti allo stesso livello, un livello molto buono, ma probabilmente il fatto che non ci sia un pezzo più di impatto rispetto agli altri fa risultare il disco leggermente statico.

Helle
Una scoperta

L’opera di Helle è stata sicuramente una scoperta per me.

“La società ci rende schiavi, ma ci veste da liberi umani. Tu vivi recitando un ruolo che la gente ti chiede di avere”

Citazione da “Disonore”

Questa frase presa dal brano “Disonore”, a mio avviso, fa capire come i testi di Helle non siano comuni.  É un album originale che, grazie alla voce calda e avvolgente di Helle, si distingue dalla massa. I suoi testi trasmettono un messaggio che non è facile da ignorare, uno schiaffo alle troppe ipocrisie, per cercare di accettare di chi siamo veramente.

a cura di
Angelica Donini

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