La Vuelta ha incoronato Evenepoel

La Vuelta ha incoronato Evenepoel
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La Vuelta ha finalmente incoronato Evenepoel, alla prima vittoria in un grande giro dopo il successo alla Liegi di quest’anno: è la consacrazione del campione belga

Il re ha finalmente la sua corona. No, il riferimento non è a Re Carlo III (che dopo essere stato erede al trono dal 1952 è succeduto a Elisabetta come re del Regno Unito). Bensì al nuovo re della Vuelta Evenepoel, che ha finalmente raggiunto il successo in un grande giro vincendo il giro di Spagna da dominatore. Parlando di Evenepoel (un ragazzo del 2000), il termine “finalmente” può apparire fuori luogo; ma, da quando nel 2018 la sua stella ha iniziato a manifestarsi al mondo, le attese su di lui erano altissime.

E, d’altra parte, non si può nemmeno dire che prima di questa Vuelta Evenepoel non avesse raggiunto traguardi importanti: al doppio oro mondiale ed europeo (in entrambi i casi, sia in linea che a crono) tra gli juniores nel 2018, infatti, erano seguiti anche l’oro europeo e l’argento mondiale nelle prove contro il tempo nel 2019, il bronzo mondiale e quello europeo a cronometro e l’argento europeo nella prova in linea nel 2021. A questi successi, si aggiunge anche quello nella Liegi-Bastogne-Liegi di quest’anno.

Dal Lombardia 2020 alla Vuelta 2022, la rinascita di Evenepoel

E pensare che, dopo la terrificante caduta al Lombardia del 2020, il suo rientro alle corse non era stato dei migliori. Un 2021 non certo eccellente aveva perfino spinto qualcuno a reputarlo non all’altezza dei più grandi campioni (anche in virtù delle performances esplosive dei due big sloveni Pogacar e Roglic, che facevano incetta di grandi giri). E invece, Remco aveva solo bisogno di tempo. Certo, alla Vuelta Evenepoel ha potuto contare anche sulla sfortuna di Roglic – costretto al ritiro da una caduta nella volata da lui stesso lanciata durante la sedicesima tappa – ma lo sloveno, che comunque stava riducendo il gap dal concorrente, aveva un ritardo che non era semplicissimo da colmare.

E Remco è stato bravo a gestire. A gestire il margine accumulato sugli inseguitori (Mas era l’unico a poterlo impensierire dopo il ritiro di Rogla) e a gestire anche sé stesso nei pochi momenti in cui è apparso un po’ in difficoltà all’inizio della terza settimana. E per chiudere in bellezza questa Vuelta Evenepoel si è regalato anche il successo di tappa alla diciottesima frazione, sverniciando sul traguardo dell’Alto del Piornal il rivale Mas e il povero Gesink, che dopo una giornata in fuga sognava il successo di tappa. Un successo di tappa, Evenepoel l’aveva già ottenuto in questa Vuelta (che, per la cronaca, era la prima che correva nella sua carriera): era la crono di Alicante, suo terreno prediletto.

Oltre Remco: gli altri protagonisti della Vuelta

Certo, oltre a Remco Evenepoel la Vuelta ha visto anche altri importanti protagonisti, anch’essi, a modo loro, incoronati da questa edizione della corsa. A partire da Pedersen. Il campione del mondo del 2019 si è portato a casa tre tappe e in diverse occasioni ha portato a casa buoni piazzamenti. Sempre con i migliori nelle tappe più dure, il danese della Trek chiude la sua prima Vuelta in carriera portando a casa la maglia verde della classifica a punti.

O ancora, Carapaz. Vincitore del Giro nel 2019 (e secondo in quello del 2022), campione olimpico a Tokyo: l’ecuadoregno non è certo un parvenu della bicicletta. E infatti, in terra iberica, il campione della Ineos si mette in bella mostra: dopo essere uscito di classifica, punta tutto sulle tappe e ne porta a casa tre, sempre con quel suo istinto da finisseur che gli permette di scattare sempre al momento giusto. E il suo souvenir dalla spagna è la maglia a pois, simbolo del primato nella classifica scalatori.

Il passaggio di consegne

Se la Vuelta ha incoronato un nuovo re dei grandi giri, ci sono due veri e propri imperatori del ciclismo degli ultimi quindici anni che hanno abdicato: Valverde e Nibali, infatti, hanno disputato in Spagna l’ultimo grande giro della propria lunga e immensa carriera. E nella tappa passerella con arrivo a Madrid il gruppo ha adeguatamente omaggiato due tra i più grandi ciclisti degli ultimi vent’anni. E con il loro ritiro, la vittoria di Remco assume un sapore diverso, quasi fosse un passaggio di consegne.

A cura di
Epifanio Romano

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