Rimini: recensione in anteprima del film di Ulrich Seidl

Rimini: recensione in anteprima del film di Ulrich Seidl
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Rimini è stato presentato in concorso all’ultima edizione della Berlinale 2022, in anteprima al cinema Beltrade di Milano e al cinema Massimo di Torino con la presenza del regista. Il 25 agosto uscirà in tutte le sale cinematografiche, mentre è già disponibile in alcune arena d’Italia. Noi di The Soundcheck lo abbiamo visto in anteprima.

Locadina di Rimini
Scheda del film

Titolo originale: Rimini

Regista: Ulrich Seidl

Attori: Michael Thomas, Tessa Göttlicher, Hans-Michael Rehberg, Georg Friedrich, Inge Maux, Claudia Martini

Genere: drammatico

Paese: Austria, Francia , Germania

Durata: 114 minuti

Distribuzione: Wanted Cinema

Rimini: la trama

Il protagonista del film è Richie Bravo (Micheal Thomas), ex stella della musica austriaca, è un signore ultra sessantenne che vive a Rimini, in una villa decadente, stilisticamente a sua immagine e somiglianza. Per pochi soldi si esibisce in vari alberghi intrattenendo comitive di anziani tedeschi, ad alcuni di loro affitta la sua dimora e con altre intrattiene rapporti sessuali in cambio di denaro.

Richie Bravo nella sua dimora.

Richie Bravo è dipendente dal gioco d’azzardo e non ha rapporti con la sua famiglia. Un’occasione di incontro è il funerale della madre dove rincontra il padre residente in una casa di riposo e il fratello minore Ewald.

In questa apparente tranquillità arriva all’improvviso nella vita di Richie Bravo uno “tsunamiproveniente dal passato, Tessa. La figlia diciottenne, accompagnata dal suo fidanzato, porta scompiglio nella sua esistenza.

Trailer (ita) di Rimini
Gli elementi cardini di Rimini e il ruolo della città

Rimini si fonda sul dualismo tra passato e presente, tra il successo e la gloria del passato contrapposto con la decadenza che regna il presente della vita del protagonista e di sua figlia Tessa. Entrambe le fasi temporali sono scandite da una solitudine che fa da fil rouge.

Rimini è un racconto amaro, provocatorio, malinconico, cinico, autodistruttivo e decadente con un ritratto corruttibile dell’uomo che il regista cerca di indagare nel profondo, andando fino in fondo alla crudeltà della verità dell’animo umano.

L’ambientazione in un film è quell’elemento centrale che può valorizzare la potenza narrativa e ogni minimo dettaglio di una storia. La città di Rimini si plasma perfettamente alle tematiche del film, vediamo una Rimini diversa da quella che siamo abituati a vedere, niente sole, niente folle di turisti. La protagonista è la pioggia, la nebbia che avvolge il protagonista nella sua crescente decadenza umana che il regista rappresenta, anche tecnicamente, con lunghe sequenze e una profondità di campo.

Una Rimini insolita in “Rimini”

In questo film si percepisce la natura documentarista di Seidl e a tal proposito, in una recente intervista, ha dichiarato

“Entrambi sono due generi molto rilevanti nella mia carriera. Per quanto mi riguarda, si intervallano, scorrono paralleli. I miei documentari sfiorano la finzione, e allo stesso tempo la finzione per me ha delle sfumature che guardano al documentario.”

Il regolamento di conti di Tessa

Il passato torna sempre a bussare alla propria porta, prima o poi, che sia in accezione positiva o negativa. Il ritorno di una figlia perduta, seppur per proprie colpe, dovrebbe rappresentare un momento positivo caratterizzato da un mix di sentimenti e invece non è così, nessun salto umano per Richie dopo l’arrivo della figlia.

L’incontro tra Tessa e Richie è scandito da rancori, anaffettività, cinismo, da quella spietatezza di raggiungere i propri obiettivi.

Nei fatti noi spettatori assistiamo al di là dello schermo a conversazioni fredde e distaccate, in cui non si percepisce nessun legame, nessun punto d’incontro, tutto sottolineato dai dialoghi.

“Incolparmi non serve. Voglio solo ciò che non ho mai potuto avere, non c’eri, non ci sei ora, sono dovuta venire a cercati io. Almeno fammi vedere che cerchi di sostenermi, di aiutarmi”.

Tessa è accecata solo dal denaro che non ha avuto per tutta una vita da parte del padre, oppure è l’alibi di una figlia delusa e abbandonata dal proprio padre che cerca un pretesto per avvicinarsi a lui?

Richie e Tessa

In uno dei loro ultimi incontri ci fanno credere che ci sia un ritrovato sentimento o comunque un rapporto non basato solo sul denaro perduto. In un loro abbraccio sembra veramente che per un attimo cadano le maschere, le sovrastrutture, ma in realtà non cambia nulla. Richie addirittura, pur di soddisfare le pressioni economiche della figlia, compie un atto criminale, praticando il revenge porn e riconfermandosi un uomo senza morale, senza etica.

Forse fa quell’azione illegale perché vuole in qualche modo costruire un rapporto con la figlia? Dietro a quel gesto meschino c’è qualcosa che il regista non vuole mostrare per non rovinare l’immagine desolante che mostra Bravo?

Conclusioni

Il regista al cinema Beltrade di Milano ha affermato

“Quella che avete visto è la prima, poi uscirà un Rimini parte seconda”.

In questa seconda parte ci sarà sempre la decadenza dell’animo o ci sarà una svolta positiva nell’animo del protagonista e nel rapporto con la figlia?

Non ci resta che attendere e vedere che piega prenderà “Rimini parte seconda”.

a cura di
Francesca Cenani

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