Fontaines Dc – Parco della Musica Padova – 16 Agosto 2022

Fontaines Dc – Parco della Musica Padova – 16 Agosto 2022
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Un crepaccio si apre in mezzo a Padova, e direttamente dalle fiamme dell’inferno spuntano sorridenti i Fontaines DC, con un post-punk talmente micidiale da immobilizzare il tempo e lo spazio

Immersi tra le fresche fronde del suggestivo Parco d’Europa di Padova, tornano in Italia i Fontaines DC a riscaldare anime e corpi con la loro carica elettrizzante, dopo le date estive di Bologna e Milano. La rassegna musicale Parco della Musica, dopo il concerto degli Idles a luglio porta in scena un’altra delle band che, insieme ad Amyl & The Sniffers sono tra le protagoniste dell’ondata post-punk che sta contaminando il mondo.

Giovani, sfrontati, energici e senza pudore, Grian Chatter e compagni sono stati unici protagonisti di una performance che ha lasciato senza parole anche i più scettici. La presentazione è d’eccezione, con un palco allestito in pieno stile decadente, tra la colossale insegna Fontaines DC scritta in gotico, e una serie di impalcature metalliche adornate di edera e giganti rose rosse a fare da perfetto sfondo per la band.

Si abbassano le luci, si alzano i fumi scenografici, creando un infernale clima rosso e scuro dove solo il nome della band riuscivi a stagliarsi netto sullo sfondo, come una luce proveniente dall’inferno. Alle ventuno e trenta puntuali, il malinconico suono della cover inglese di “Bella Ciao” inizia ad aleggiare in crescendo dal palco, e come anime provenienti dall’inferno, uno ad uno fanno il loro ingresso sulla scena i cinque dannati irlandesi.

Fontaines DC
Il cantante Grian Chatten
Welcome to Hell

Vestiti come turisti inglesi la mattina dopo una sbornia in villeggiatura, con tanto di cappellino alla pescatora e pantaloni Adidas d’ordinanza, i Fontaines DC sono pronti a fare fuoco e fiamme. Schierati in formazione simmetrica, con chitarre e basso disposte a semicerchio, batteria dietro a scaldare i motori e Grian Chatten unica punta scagliata verso il pubblico, danno inizio alle danze con “In ár gCroíthe go deo”, più facile da cantare che da pronunciare.

Dalla seconda traccia “A Lucid Dream” si inizia a notare l’evidente ostilità del cantante con l’asta del microfono, che brandisce a mo’ di lancia e schianta continuamente contro il palco, a sottolineare che l’ignoranza non manca. Dopo “Hurricane Laughter” e “Sha Sha Sha” arriva il primo piatto caldo della serata “Roman Holidays”, protagonista radiofonica dell’estate, bramata dal pubblico e resa ancora più infuocata dalla band.

Sublimi protagonisti insieme alla voce monotono del cantante gli strumenti della band, “Chequeless Reckless” parte con un riff di chitarra pazzesco, alla quale subito dopo risponde il basso martellante e tagliente di “Televised Mind”. Durante “Big Shot”, Grian Chatter regala un grosso colpo anche all’asta del microfono, che viene definitivamente sostituito in corsa da un paziente tecnico, mentre il cantante gli ballonzolava attorno in attesa del nuovo giocattolo.

Tornano le luci rosse infernali, il palco si riempie di fumo e con l’irresistibile riff di chitarra sbuca fuori “Too Real” tagliente come un coltello, il cantante si improvvisa direttore d’orchestra e ordina al pubblico di allargarsi e generare un po’ di caos nel mezzo, e che dire, gli avventori non aspettavano altro. Dopo “How Cold Is” e le schitarrate pulite di “Jackie Down the Line”, altra pietra miliare dell’ultimo album, con “A Hero’s Death” si chiude la prima parte del concerto, e finalmente i nostri eroi possono andare a farsi una birretta.

Conor Curley Fontaines DC
Il Chitarrista Conor Curley
Dall’Inferno al paradiso

Sigaretta in bocca, drink in mano e sguardo soddisfatto, si rientra a fare del casino con l’altro singolo che mancava all’appello dall’omonimo album, “Skinty Fia”. Ogni volta che rientravano sul palco dopo un interruzione, tutti i membri davano l’idea di essere pronti a scatenare una rissa da un momento all’altro.

Fatta pace con la povera asta del microfono, che se avesse un anima sicuramente si sognerebbe la serata con Chatten per anni, il cantante tira fuori il tamburello e dà il via alla malinconica “Boys In A Better Land”, come un avvisaglia della classica calma prima della tempesta.

Tempesta che arriva quando il cantante annuncia l’ultimo pezzo, tra il disappunto del pubblico estasiato e mai domo, e con un riff di chitarra pulita tenuto a tempo dalle bacchette del batterista, parte “I Love You”. Un pezzo iconico, ma anche una dichiarazione finale d’amore per il pubblico e per l’Italia, cantata con un energia sopra le righe, e di tutta risposta osannata dai fans, che hanno cantato in coro l’ultimo riff insieme al cantante, come uniti in un unica entità per una manciata di minuti.

Fontaines DC
Grian Chatten e il complesso rapporto con l’asta del microfono

I Fontaines DC sono una band energica, impulsiva, selvaggia che durante le esibizioni riesce a dare il meglio di sè, regalando un esperienza uditiva unica, inenarrabile. Sembra quasi che all’interno di una registrazione in studio siano come chiusi in una bottiglia, e quando invece sono lasciati all’aria aperta, come una birra sbattuta si stappano e fanno uscire una marea musicale travolgente, che su diciassette canzoni ce ne ha fatte ballare venti.

Dopo le “Italian Holidays” che hanno ospitato il quintetto irlandese nel 2022, speriamo vivamente che abbiano gradito la permanenza e tornino presto a farci saltare con un altra indimenticabile esibizione, tra variopinti riff di chitarra, ruggenti linee di basso, batteria instancabile, sonagli e la povera asta del microfono, vera protagonista del concerto.

WE LOVE YOU

Fontaines DC
L’altra chitarra della band Carlos O’Connell
La scaletta della serata
  1. In àr Gcroìthe Go Deo
  2. A Lucid Dream
  3. Hurricane Laughter
  4. Sha Sha Sha
  5. Roman Holiday
  6. I Don’t Belong
  7. Chequeless Reckless
  8. Televised Mind
  9. Nabokov
  10. Big Shot
  11. Too Real
  12. How Cold Love Is
  13. Jackie Down The Line
  14. A Hero’s Death
    Encore
  15. Skinty Fia
  16. Boys In The Better Land
  17. I Love You

a cura di
Mattia Mancini
foto di
Enrico Dal Boni

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