Day 5 – Sziget Festival 2022 – 14 agosto 2022

Day 5 – Sziget Festival 2022 – 14 agosto 2022
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Domenica ricca di artisti di un certo spessore per il pop da quello australiano di Tame Impala a quello britannico di Anne Marie a quello norvegese di Sigrid. Chiude la giornata il dj set di Steve Aoki

Penultimo giorno dello Sziget Festival 2022. Siamo tutti molto tristi ma anche le cose belle hanno la loro data di scadenza, persino lo Sziget. In questa penultima giornata abbiamo voluto esplorare ulteriormente lo Sziget, scoprendo altri due palchi interessanti: il primo è il Music Box, un palco a forma di scatola dove la gente nel pubblico si rilassa seduta mentre ascolta la musica di artisti di generi non ordinari.

L’altro è il dropYard, dove artisti della scena rap/trap/hip-hop mondiale salgono sul palco cantando in lingua originale del paese di provenienza. Consigliamo inoltre la spiaggia, un bel posticino dove staccare dal caos e ricaricare le batterie. Vediamo però come si sono comportati gli artisti in line-up durante questo quinto giorno di festival.

Sigrid – Main Stage dedicated to Dan

L’artista norvegese è la prima headiner della giornata a cui assistiamo. La cantante 25enne “in turno” alle 5.30 della domenica pomeriggio è uno “spreco”, in altri festival avrebbe sicuramente avuto un orario più “onorevole” rispetto a quanto dimostrato sul palco. Lo Sziget è un festival pieno di artisti di talento tali da posizionarli anche in ore del giorno tra le non più convenzionali per artisti con un certo seguito.

A qualsiasi ora della giornata è possibile godere di buona musica, basta saperla scovare.

Sigrid durante la performance (credits to: @szigetofficial).

L’artista ha portato sul palco del sano poprock per dare vita a una grande festa, la maggior parte del live ha visto tutti i presenti scatenarsi. Sigrid con le sue doti vocali e i suoi continui movimenti sinuosi, d’altronde è stata ballerina, sembrava che stesse avendo il “time of her life”.

Dalla passione e dall’entusiasmo impiegati sembrava come questo concerto fosse il primo ma anche l’ultimo della sua carriera. L’artista ha sicuramente abbracciato l’espressione “YOLO“, “you only live once“.

La genuinità del divertimento era vivida nei movimenti e nel canto dell’artista capace di trasmettere queste emozioni anche ai presenti. Nonostante il sangue freddo nordico Sigrid ha saputo scaldare il suo pubblico soprattutto con brani come “Thank Me Later“, “Mirror” e “Don’t Kill My Vibe“. Consigliatissimo anche l’ascolto di “Bad Life“.

Anne-Marie – Main Stage dedicated to Dan

C’erano grandi aspettative per Anne-Marie, artista britannica capace nel tirare fuori dal cilindro hit internazionali di un certo spessore come “FRIENDS” in collaborazione con Marshmello o “Rockabye” in featuring con Sean Paul.

L’artista però insieme a Justin Bieber è stata una delle delusioni di questa edizione. È cresciuta di livello durante la performance ma rispetto ad altri headliners non ha saputo regalare nulla di peculiare e spiccante. Anche in questo caso i campionamenti vocali demoliscono un po’ il giudizio sulla performance live seppur la qualità sotto il piano vocale sia presente.

È sicuramente da apprezzare come sia stata la prima artista, di quelli di cui abbiamo parlato finora, a portare degli inediti al pubblico dello Sziget. Non si è tenuti a farlo anche perché stai condividendo la giornata con altri artisti e non è un tuo show dove devi guadagnarti quanto più “consenso” possibile attorno a te. Brava AnneMarie, questa iniziativa ci è piaciuta. “Perfect to Me” è stato il brano più entusiasmante eseguito dall’artista.

Tame Impala Main Stage dedicated to Dan
Tame Impala sul palco dello Sziget. (credits to: @szigetofficial).

È la volta di Tame Impala, progetto solista di Kevin Parker, artista estremamente distintivo per la musica che porta: un mix di rock, pop ma tutto avvolto dalla psichedelia.

Tame Impala in questo concerto è riuscito a far viaggiare gli spettatori nello spazio e nel tempo; li ha inglobati nella sua dimensione distorta. Il concerto è stato una sorta di portale con cui i presenti sono entrati nell’universo parallelo in cui Tame Impala presenzia. Una dimensione dove non esistono problemi, pensieri ma solamente il raggiungimento del nirvana attraverso la musica e i colori.

Il profeta della psichedelia (ndr, un francese ha pure urlato “Jésus!”, vedendo gli effetti psichedelici e l’immagine di Tame mischiati insieme, non avendo tutti i torti), tra luci spettacolari e un vero viaggio sonoro, è stato sopraffino. Un’esibizione che avrebbe reso meglio con “aiuti esterni” (“wink wink“) ma che non può non aver soddisfatto i fan e soprattutto i neofiti di questo artista.

La seconda parte di concerto, preceduta dalla discesa di un cerchio di fumo e luci, è stata quella più fomentante ed energica dello spettacolo. Tame Impala con i mille colori e sfumature tra musica e luci riuscirà a rapirvi e spararvi in un altro mondo in cui rimarrete piacevolmente bloccati per tutta la durata del concerto e forse anche dopo.

Steve Aoki – TicketSwap Party Arena

A fine giornata dopo una serie di live così intensa la stanchezza si fa sentire, ad eccezione di alcuni dei presenti ancora “carichi a molla”. Quando la chiusura del giorno però viene affidata a un dj come Steve Aoki, non si può mancare l’appuntamento. Malgrado fosse l’una e mezza di mattina, l’arena straripava di gente che sfociava e riempiva anche le zone circostanti, valicando e stazionando oltre i confini predefiniti della platea nonostante la sua buona capienza.

Aoki ha portato al dj set musica definibile elettro-house, decisamente poco commerciale rispetto a Calvin Harris visto qualche giorno fa. L’impostazione standard del dj set di Aoki è stata comunque iniziare sempre con una canzone estremamente conosciuta per farla cantare ai presenti man mano alterandola e distorcendola tramite vari remix per adeguarla al mood dello show.

Il dj statunitense è stato sicuramente capace di far ballare il proprio pubblico, incitandolo e coinvolgendolo continuamente tra movimenti di braccia e urla a tempo con i vari brani. Nello spezzone di un’ora a cui abbiamo presenziato si sperava anche di vedere il classico lancio della torta in faccia al pubblico, ma così non è stato. Sarà per la prossima Steve.

a cura di
Luca Montanari

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