Oana presenta il suo EP: “I fiori del male”

Oana presenta il suo EP: “I fiori del male”
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Ho incontrato Oana, artista classe 1992 che ha esordito il 15 dicembre con il singolo Dentro e Fuori, una sorta di danza ossessiva che ci riporta a quando facevamo l’alba nei locali, e ballavamo nonostante tutto. Quello di Oana è un 2020 alternativo, non per forza così allegro come ci aspetteremmo. Questo brano è un benvenuto nel suo mondo, e un primo assaggio del suo EP di debutto dal titolo I Fiori Del Male. Abbiamo parlato di Baudelaire, live al tempo del Covid-19 e futuro.

Ecco cosa ci ha raccontato.

In che modo I fiori del male, il titolo del tuo EP di debutto di prossima uscita, ha a che fare con il libro omonimo di Charles Baudelaire?

Cercavo un nome che fosse musicale e che raggruppasse tutti quei sentimenti un po’ sinistri e misteriosi, talvolta “immorali” a me tanto cari, poi mi sono accorta che esisteva già. I Fiori del Male comunque è il nome di uno dei brani, forse quello che più mi emoziona.

Qual è il contesto migliore per ascoltare Dentro e fuori?

Dentro e Fuori è l’unico brano che può essere decontestualizzato, ho giocato con le parole, ho cercato un po’ di leggerezza, ascoltatelo come e quando vi pare, dedicatelo ai vostri amati/amanti/amici/e.

E perché Dentro e Fuori è il biglietto da visita che hai scelto per farti conoscere?

Perché io sono anche così, e alcune situazioni mi divertono, le cerco, le creo, ne ho bisogno, non me ne vergogno. Credo nella forza del dialogo, ma mi rendo conto che anche tra giovani è ancora difficile affrontare alcuni argomenti. Nel mio mondo ideale intimità fisica e dialogo vanno di pari passo.

Invece, per le mie esperienze, è sempre più facile spogliarsi dai vestiti che dalle maschere. Ma non voglio spoilerarvi il brano, né tantomeno limitarvi con chiavi di lettura. Enjoy it!

Durante il periodo della quarantena ci sono state diverse iniziative dove hanno preso parte da Travis Scott a Nick Cave, per cercare di colmare la mancanza di live. Hai visto qualcosa di interessante? Che ne pensi?

Sinceramente non ho visto niente. Mi dispiace, spero che tutto questo resti un brutto ricordo. Non nego la possibilità dei live stream, ma forse non sono ancora pronta.

Se devo vedermi un concerto dal divano, pretendo almeno che utilizzi tecnologie super avanzate e realtà aumentate e altre cose da film di fantascienza. Non siamo ancora pronti.

Poi mi mancano i concerti, e mi manca anche il viaggio in macchina, il prosecco nel bicchiere di carta in autogrill, (ovviamente non guido io!) il viaggio del ritorno a sentire musica sull’autostrada vuota senza parlare. Sono esperienze importanti, dai…

Come la vedi la situazione concerti? Pensi potremmo sentirti presto dal vivo?

Penso che la crisi sanitaria abbia semplicemente accelerato un processo già in corso, le realtà piccole erano già in difficoltà. Ma non mi piace parlare di giusto o sbagliato, ma di corsi inevitabili della storia che peraltro è ciclica, sappiamo. Staremo a vedere.

Per quanto mi riguarda invece, spero tanto di vedervi dal vivo presto!

a cura di
Giulia Perna

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Giulia Perna

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