JodyPinge e la sua arte ritrovata

JodyPinge e la sua arte ritrovata
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Conobbi  Jody,  quando ancora lavorava in ferramenta a Novafeltria e si dilettava a dipingere quadri (e qualche muro) utilizzando bombolette spray e materiali di recupero. Divenni subito sua fan tanto da custodire ancora oggi, nel mio salotto, una delle sue prime coloratissime ed eccentriche opere.

Da qualche anno, grazie alla sua compagna, Jody ha deciso di lasciare il suo lavoro in ferramente e di diventare pittore ed illustratore a tempo pieno, diventando l’artista che oggi molti conoscono come JodyPinge.

È una di quelle persone che ha avuto la forza di credere nel proprio potenziale tanto da trasformare una passione in lavoro. In questi giorni particolari, ho avuto l’occasione di fare nuovamente quattro chiacchiere con lui e di parlare della sua arte ritrovata.

Jody, tu hai iniziato con la street-art per arrivare poi a grafica, illustrazione e pittura. Se dovessi raccontare il tuo percorso artistico dall’inizio ad oggi con un quadro, cosa dipingeresti? Quali materiali e quale tecnica utilizzeresti?

È difficile se non impossibile riuscire a rappresentare tutto il mio percorso (dove tutt’ora sto camminando) con un’opera sola. Proprio perché nel tempo ho cambiato gusti, tecniche e soggetti. Quindi se c’è una somma di tutto questo ancora non la vedo!
Mi piace farmi arrivare l’ispirazione per un lavoro da quello che vivo e da quello che provo quindi, a seconda del periodo, può cambiare. Sicuramente però, sarebbe qualcosa che dovrebbe lasciare un messaggio, un po’ di curiosità e una riflessione più o meno profonda  allo spettatore.

Tra le tue passioni, c’è la musica Hip-Hop, come ha influito sulla tua arte?

L’hip-hop, come dico spesso, è stata una benedizione al tempo, perché mi ha fatto stringere amicizie che tutt’ora rimangono forti e mi ha dato modo di incanalare le tante energie adolescenziali in qualcosa di costruttivo. Dapprima con il writing, poi con il rap, per poi tornare alla prima passione, lo spray.

Se potessi disegnare la copertina di un vinile, quale artista sceglieresti e perché?

Se potessi disegnare la copertina di un vinile, sceglierei Rino Gaetano perchè è un cantautore che stimo da sempre per la poesia e l’attualità dei suoi testi e della sua musica nel tempo.  

Celebri spesso la Romagna ed hai collaborato a diversi progetti. Nel 2015 hai portato avanti il progetto RinNovafeltria, cercando di coinvolgere le istituzioni, alcune associazioni ed i privati nel recupero del tuo paese, mentre l’anno scorso hai partecipato a VALMart tornando a dipingere su intere pareti, come quelle della scuola media A.Battelli di Novafeltria.  Il contesto in cui vivi ha sicuramente influenzato le tue opere, potresti farne a meno?

Il contesto in cui vivo mi da sicuramente un certo tipo di influenza e mi piace quando lavoro “in casa”.

E’ bello confrontarsi con le persone del luogo e poter dare qualcosa al posto dove sono cresciuto, soprattutto per i bambini e i giovani che possono rendersi conto fin dalla loro età che l’arte è di tutti e per tutti. Però non è tutto qui; è importante viaggiare, vedere posti nuovi, conoscere e guardare gente nuova, nuove situazioni e stili di vita anche molto distanti dalle mie tradizioni o modi di vivere. Così ci si arricchisce un po’ in tutto e si possono creare nuove idee e punti di vista non solo artisticamente, ma anche umanamente.

A proposito di viaggi, nel 2016, tu e la tua arte avete volato fino in Cina ed hai dipinto alcune pareti dell’Università di Tecnologia e Commercio di Hunan. Come sei stato accolto e cos’hai riportato a casa da questo viaggio?

La Cina è stata una esperienza di quelle sopra citate. Un luogo completamente diverso da quello in cui sono cresciuto e che mi ha permesso di vedere il mondo da una diversa angolazione.

Cosa pensi dei social utilizzati spesso come vetrine o vere e proprie gallerie d’arte per pittori, fotografi ed artisti in genere?

I social mi sono molto utili per quanto riguarda la visibilità e la comunicazione, anche se è un’arma a doppio taglio, in quanto si rischia di venire influenzati da tutti questi bombardamenti di immagini. Però sono sicuramente un mezzo che utilizzo. Di sicuro le mie vetrine migliori sono i muri, sia grandi che piccoli, che ho dipinto e dipingerò. Sono quelli che parlano di me, del mio lavoro e messaggio. E spero di farne sempre di più.

a cura di
Valentina Cenni

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