I Sorry fanno centro al debutto: la recensione di 925

I Sorry fanno centro al debutto: la recensione di 925
Condividi su

Dei Sorry si potrebbe partire da due punti fermi per giudicarli, alla luce del loro debutto 925 uscito alla fine di marzo. La prima è che se un’etichetta come la Domino ha deciso di mettere sotto contratto questi giovani londinesi di sicuro non sono delle mezze calzette. Si parla comunque di un’etichetta che ha lanciato negli anni gruppi ora sulla bocca di tutti. Anna Calvi, Arctic Monkeys, Franz Ferdinand e Pavement, giusto per citarne quattro di noti, sono sotto la sua ala protettrice. Di riflesso, l’entusiasmo mediatico della stampa locale, NME su tutti, può lasciare il dubbio a molti; tanti i passi falsi passati, giusto partire con i piedi di piombo.

Non è il caso di 925, che si candida tranquillamente ad essere uno dei debutti più belli degli ultimi anni, soprattutto per chi vive a pane e rock inglese. Asha e Louis, entrambi classe 1998, pubblicano un esordio pieno di influenze che provengono da periodi nei quali non erano neanche nati. Tanto britpop, come quei Pulp dei quali si respira nella voce di Louis, al punto che tutto il disco sembra un abito tailor made per chi ha adorato quello specifico momento storico.

Ma una cosa è il vero punto di forza dei Sorry, quello di non essere mai banali. All’apparenza derivativi, con ascolti approfonditi emerge sì l’amore per la materia, ma soprattutto la capacità di non essere scontati negli arrangiamenti; non solo chitarra, ma ogni tanto sbucano incursioni di fiati, violini e beat vicini all’industrial. Abili nel trovare trame a sei corde (Perfect), ma anche di spaziare dal blues al post punk passando per l’indie rock, anche in questo caso figlio degli anni Novanta e con qualche eco d’Oltreoceano (chi ha detto Pavement?). Di pezzi che “bucano le casse” ne è pieno il disco, e sin dall’iniziale Right Round The Clock si capisce di non essere di fronte a degli sprovveduti; classe, sensualità e una grande capacità compositiva sono i tre pilastri attorno al quale ruotano i pezzi di 925.

Difetti evidenti sul debutto dei Sorry non ce ne sono. Si può puntare il dito su un certo didascalismo figlio di chi questa musica non l’ha vissuta ma divorata da giovane con gli strumenti noti a tutti. Ma di questo gruppo dell’East London si può parlare solo bene, e definirli una delle sorprese dell’anno non è fuori luogo. Riuscire ad essere personali pur proponendo musica radicata su un tempo ormai passato è una sfida non facile da vincere. E loro, indubbiamente, ce l’hanno fatta.

A cura di
Nicola Lucchetta

Seguici anche su Instagram!

https://www.instagram.com/p/B-6Vb4sooCL/
Condividi su

Staff

La redazione di The Soundcheck: un branco di giornalisti, redattori, fotografi, videomaker e tanti altri collaboratori agguerriti provenienti da tutto lo Stivale pronti a regalarvi una vasta gamma di contenuti. Dalla semplice informazione artistico-culturale, fino ad approfondimenti unici e originali nel campo della musica, dell'arte, della letteratura e della cultura a 360 gradi!

3 pensieri su “I Sorry fanno centro al debutto: la recensione di 925

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *