Day 3 – Sziget Festival 2022 – 12 agosto 2022

Day 3 – Sziget Festival 2022 – 12 agosto 2022
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Con la conclusione di questo giorno giungiamo all’esatta metà dello Sziget. Ieri le esibizioni di Stromae, Margherita Vicario, Justin Bieber e Woodkid

Il terzo giorno ha visto presenti diversi ospiti importanti su palchi sparsi per lo Sziget, ma questo non ci ha assolutamente fermato, assistendo comunque a tutti questi show. Partiamo!

Stromae – Main Stage dedicated to Dan

Stromae è uno dei pochi artisti moderni di lingua francese ad aver sfondato a livello mondiale, meritando sicuramente di essere “convocato” tra gli artisti dello Sziget. L’esibizione nonostante sia stata di durata ridotta rispetto agli altri headliner, ha colpito nel segno.

L’artista per metà belga e per metà ruandese ha portato una performance pop ma estremamente influenzata da una carica di musica etnica. Stromae ha un suo stile estremamente riconoscibile in termini di carisma, moves, abbigliamento, oltre che scenografia e grafiche. L’estetica è decisamente un aspetto a cui Stromae tiene e cura nel minimo dettaglio.

È uno spettacolo estremamente divertente tra certi exploit comportamentali di Stromae e i pezzi portati in live. “Santé“, “Alors on danse” e “Papaoutai” sono state le tracce più di successo tra la folla e anche le più “prestanti” dal vivo.

[Curiosità: Stromae si può dire sia sì un creativo ma in grossa parte un bizarre. Farsi portare il cambio di outfit, prima di esibirsi con “Papaoutai“, da una specie di cane domotico inscenando anche un piccolo scambio di dialogo come se fosse un cane vero e proprio, non è da tutti.]

Margherita Vicario – Ibis x ALL Europe Stage
Margherita Vicario in azione (credits to: ig: kimmika).

Essendo italiani è giusto anche assistere agli artisti compaesani che vengono invitati allo Sziget. Purtroppo l’orario di esibizione ha coinciso in buona parte con quello di Stromae e spostarsi da un palco all’altro tra la distanza e la gente già ammassata per la performance di Justin Bieber, non è stato facile.

Giunti all’Europe Stage, inizialmente la gente non era molta; le prime fila erano estremamente facili da raggiungere, per intenderci. Con il passare del live però il pubblico è cresciuto raggiungendo o addirittura superando i numeri di certi suoi spettacoli in Italia.

Margherita tra qualche tentativo di inglese sforzato e il “romanaccio” ha eseguito una performance definibile internazionale. Molti suoi pezzi sfociano in un “qualcosa” di ballabile e orecchiabile e anche chi di italiano “non ci capisce una mazza“, per rimanere in tema, può arrivare a godere della musica della Vicario. Suggeriamo comunque a Margherita di fare un pensierino a riguardo di un tour europeo, potrebbe essere una piacevole scoperta per molti appassionati di musica sparsi per l’Europa.

Tra il pubblico erano comunque presenti diversi italiani riconoscibili dai cori “Marghe, Marghe!” ma si può affermare con altrettanta certezza come una certa parte fosse lì solo per caso, per esplorare o per pura curiosità. Lo testimoniano i balli scoordinatissimi e il divertimento palpabile dalle fila del pubblico senza ci capissero qualche parola.

Performance comunque di degno livello e Margherita non può che essere soddisfatta di essere venuta fino a Budapest.

Justin Bieber – Main Stage dedicated to Dan

Dopo un periodo di malattia dove sembrava che Justin Bieber dovesse restare fuori dalla scena per molto tempo, l’artista canadese sta ritornando a esibirsi live. Dopo la prima tappa assoluta in Italia al Lucca Summer Festival e qualche altro palco europeo, lo Sziget è stato uno dei palchi interessati dal suo “Justice World Tour“.

Finora è stato probabilmente l’artista con la quantità di pubblico maggiore durante questo Sziget. La quantità di gente presente nel pit e interessata al suo show è stata davvero impressionante. Non era possibile capire dove iniziasse e allo stesso tempo dove fosse l’orizzonte dei presenti. Allo stesso tempo è stato l’headliner più deludente tra quelli esibitisi finora.

Justin Bieber allo Sziget Festival 2022. (credits to: @szigetofficial)

Non è stato una delusione totale, ma sicuramente non ha rispecchiato le aspettative attorno a uno degli artisti nella top #3 negli ascolti mondiali su Spotify. La band è stata pazzesca, verso fine concerto prima di “Peaches“, vi è stato un momento dove all’improvviso Bieber al piano e gli altri hanno suonato una parte instrumental di 5/10 minuti manco gli Avenged Sevenfold, seppur più pop, ma che ha regalato uno dei momenti più alti del concerto.

È l’unico artista che finora si è lasciato andare a un discorso sociale, esprimendo il proprio dissenso nei confronti del razzismo (ndr, è il paese giusto in cui farlo visto i vertici di governo). Infine la parte in acustico, dove ha performato 3/4 brani, è stata sicuramente la migliore in cui la voce di Bieber ha davvero risaltato con la sola chitarra ad accompagnarlo.

Il resto dell’esibizione è stata più scena che altro, Bieber cantava veramente con una voce bassa e si dilettava più in balletti che altro. Sarà stata forse la malattia? Sicuramente avere campionamenti vocali durante tutta l’esibizione non può che averlo agevolato. Per questo lo spezzone di concerto in acustico è stato il migliore tra pulizia di suono ed espressione del vero potenziale dell’artista.

Bieber magari ci rivediamo in Italia dove chissà ci farai cambiare idea sul tuo conto.

Woodkid – FreeDome presented by Mastercard

Una volta concluso il concerto di Bieber, tra una corsa e l’altra in mezzo alla folla, è la volta di WoodKid al FreeDome. Questo stage si trova sotto una specie di tenda da circo ed è classificabile come uno dei palchi più grandi del festival per capienza, dopo il main stage.

Pur non avendo assistito a buona parte della performance Woodkid ha senz’altro conquistato il pubblico. Le folle impazzite all’ascolto dell’artista francese hanno ballato, saltato e continuato a cantare anche a fine concerto. L’artista francese è stato accompagnato da una band di tutto rispetto ed essendo lui compositore, l’aspetto strumentale è stato protagonista di questo live.

Il live è stato un viaggio tra suoni e immagini, dove per goderne appieno devi solo abbandonarti alle note e lasciarti cullare evitando qualsiasi tipo di pensiero. L’unica pecca riscontrata è stata un’acustica non ottimale, ma niente di compromettente rispetto alla riuscita del live.

Va detto che la fatica per arrivare a quel palco è stata ripagata solamente dal remix di 7 minuti del pezzo conclusivo dell’esibizione: “Run Boy Run“. Una delle tracce più energiche e migliori ascoltate durante questo Sziget. È stato il modo migliore per concludere questa giornata di Sziget che come sempre non si è risparmiato.

Ci vediamo per il quarto giorno dello Sziget!

a cura di
Luca Montanari

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