Sense8: “amor vincit omnia”

Sense8: “amor vincit omnia”
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Sense8 è una serie fantascientifica e visionaria, nata dalla collaborazione fra le sorelle Wachowski e lo sceneggiatore J. Michael Straczynski, che ci parla della forza dell’amore e dell’unità al di là delle differenza.

La trama

Sense8 racconta le vicende di otto persone che vivono in parti diverse del mondo, che scoprono si essere Sensate, esseri umani legati da una connessione mentale che li rende capaci di condividere pensieri e abilità.

La serie segue i personaggi, mentre scoprono i loro poteri e li usano per aiutarsi in molteplici situazioni per sfuggire alla B.P.O. una misteriosa corporazione che da loro la caccia. Inizialmente i più coinvolti nella lotta contro la B.P.O. sono Will, poliziotto di Chicago, che indaga sull’agenzia, e Nomi, blogger e hacker transgender di San Francisco, ingannata da uno dei collaboratori della B.P.O. che le fa credere che le visioni che ha, in realtà frutto della connessione fra le e gli altri Sensate, siano causate da un tumore al cervello.

Gli altri personaggi invece hanno storyline più incentrate più sulla loro vita personale: Riley fa la DJ a Londra e convive con i traumi del suo passato in Islanda; Wolfgang è un ladro di Berlino, alle prese con un furto di diamanti e la sua pericolosa famiglia di criminali; Sun vive a Seoul e scopre che le azioni illegali di suo fratello mettono in pericolo la compagnia assicurativa del padre; Kala, chimica farmaceutica di Mumbai, si sente costretta a sposare un uomo che non ama; Capheus guida un autobus a Nairobi ma si trova coinvolto negli affari di un signore del crimine; Lito è un famoso attore di Città del Messico che nasconde la sua omosessualità per paura di mettere a rischio la sua carriera.

“Io sono anche un noi”

Sens8 esplora un’ampia gamma di tematiche, ma di fatto parla di un gruppo di persone che nonostante le proprie differenze diventano una famiglia e si sostengono nel momento del bisogno. I momenti migliori sono quando i personaggi si “visitano” a vicenda, comparendo l’uno accanto all’altro, anche solo per parlare e darsi supporto emotivo a vicenda.

L’editing è realizzato in maniera magistrale e rende perfettamente le emozioni dei personaggi, specialmente nelle scene corali o nei montaggi in cui si passa rapidamente da un luogo all’altro del pianeta dove vediamo i protagonisti che interagiscono fra loro in modo diverso. Nonostante le tematiche forti, sono molti i momenti di gioia e spensieratezza.

La serie è profondamente legata ai valori fondamentali della comunità LGBTQ+: creare uno spazio in cui sentirsi al sicuro, scoprire la propria identità e ed esprimersi liberamente. Sense8 parla della forza dell’amore e della necessità di abbattere le barriere della convenzione, superando la paura del diverso ed ogni preconcetto di ordine e normalità.

Nomi e Amanita

Uno dei grandi meriti della serie è il modo in cui rappresenta le coppie LGBTQ+. Due dei personaggi principali, Nomi e Lito sono gay e impegnati in relazioni sane e stabili sin dall’inizio della serie. I loro rispettivi partner, Amanita e Hernando, non sono semplicemente figure di contorno, ma personaggi perfettamente realizzati sia come individui che come membri della coppia.

Amanita ama Nomi con tutto il suo cuore e la supporta in ogni cosa. Nomi le confessa subito le strane sensazioni dovute alla connessione sensate e Amanita non la giudica affatto, ma le crede immediatamente e fa di tutto per aiutarla a capire quello che le sta succedendo. Ricercata dalla B.P.O. e dall’F.B.I., Nomi teme di aver messo in pericolo la vita della compagna, ma Amanita la rassicura e le dice che se quella è la loro nuova normalità, “ci sono normalità peggiori”. Amanita infatti ha un carattere forte e combattivo e trasmette tutta la sua sicurezza a Nomi, che ha trovato in lei qualcuno che la difende e la sostiene.

Il personaggio di Nomi è estremamente importante per la rappresentazione delle persone transgender nelle serie tv. Infatti, non solo è veramente interpretato da un’attrice trans, Jamie Clayton, me è stato anche scritto da una donna trans, la regista Lana Wachowski, che si è ispirata alla propria esperienza personale per rendere il personaggio più reale.

Lito e Hernando

Lito è un attore famoso e teme che se facesse coming out perderebbe la sua carriera. Per questo cerca di presentarsi alla stampa come l’uomo etero che tutti si aspettano ed esce in pubblico con ragazze che usa come copertura. L’ultima di queste, Daniela scopre la sua relazione con Hernando e accetta di essere la ragazza ufficiale di Lito agli occhi del pubblico e di mantenere il segreto. Dani entra così a far parte delle loro vite dimostrandosi una leale alleata e una vera amica per entrambi.

Lito e Hernando sono una coppia fantastica. L’attore si lascia spesso sopraffare dalle sue emozioni e Hernando, con il suo carattere più riflessivo, è sempre pronto a sostenerlo sia che si tratti di aiutarlo a provare le battute per un film sia che si tratti di consolarlo quando è triste. Lito considera Hernando una persona brillante ed estremamente profonda e potrebbe stare ore ad ascoltarlo parlare delle opere d’arte che tanto ama.

Quando Lito è costretto a fare coming out dal geloso ex di Daniela, si torva ad affrontare le sue peggiori paure. Sebbene davanti alle domande indiscrete di una giornalista risponda con fierezza di essere innamorato di Hernando e di non volersi più nascondere, in realtà soffre molto per i giudizi delle persone e per le parti stereotipate e offensive che riceve. Lito accetta di essere il gran maestro della parata del Gay Pride di San Paolo e tiene un meraviglioso discorso sull’accettazione di sè stessi e sul suo amore per Hernando.

Un finale dolce e amaro

La serie veniva davvero girata dal vivo nelle città in cui è ambientata e richiedeva costi di produzione altissimi. Il suo successo fra il pubblico non ricompensava le spese e Netflix decise di cancellarla. Nel 2018, venne rilasciato un episodio finale della durata di due ore e mezza, che fa del suo meglio per dare una conclusione alla storia, anche se alcuni conflitti vengono risolti in maniera rapida e sommaria. il finale però fa quello che Sense8 fa meglio: ci regala alcuni dei momenti migliori fra i protagonisti e ci ricorda che nonostante le avversità “amor vincit omnia”, l’amore vince su tutto.

a cura di
Valentina Bertelli

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