Fontaines D.C. – Teatro Regio di Parma (Barezzi Festival) – 6 novembre 2021

Fontaines D.C. – Teatro Regio di Parma (Barezzi Festival) – 6 novembre 2021
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L’ultima serata del Barezzi Festival ha visto salire sul palco del Teatro Regio di Parma i Fontaines D.C., una delle band della rinascita post punk di questi ultimi anni.

Da diverso tempo si aspettava un concerto dei Fontaines D.C. in Italia e lo dimostra il fatto che l’ultima serata del Barezzi Festival, al Teatro Regio di Parma, quella che ha visto la band di Dublino salire sul palco, segnava sold out già alcuni mesi fa.

I Fontaines D.C. sono, insieme agli IDLES, tra i gruppi più interessanti di questa nuova scena post punk britannica che, da qualche anno, sta vivendo uno dei suoi periodi migliori.

Quella del Barezzi Festival è la loro unica data italiana e, almeno per qualche mese, non ci saranno altre occasioni di vederli dal vivo. I Fontaines D.C. sono il genere di band che capita pochissime volte in una generazione e chi è accorso al Teatro Regio, in questa gelida serata di novembre, lo sa.

Il concerto

All’interno del teatro, finalmente con capienza al 100%, l’atmosfera è elettrica. Quando Grian Chatten e compagni salgono sul palco, lanciando rose e altri fiori sulle prime file, il pubblico è già in completa adorazione.

I primi tre brani in scaletta, “A Hero’s death“, “A Lucid Dream” e “Sha sha sha” sono un avvertimento: i Fontaines D.C. hanno tutte le intenzioni di farci scoppiare il cuore. Pur da seduti, l’amore del pubblico nei loro confronti è travolgente.

Complice l’immobilità dei musicisti, tutta l’attenzione si focalizza sul frontman, Grian Chatten che cammina sul palco come se cercasse un’uscita. Le sue movenze nevrotiche, che ricordano quelle di Ian Curtis, non fanno altro che conferire maggiore urgenza alle canzoni. Vestito con pantaloni della tuta e stivaletti, in netto contrasto con gli abiti eleganti e ricercati degli altri musicisti, è il genere di frontman spavaldo che mancava da un po’ da queste parti.

Chatten si inclina sul microfono, solleva l’asta e si avvicina al pubblico. La sua è una nuova, e interessante, forma di teatralità. Il magnetismo che sprigiona è innegabile.

I riff elettrici vanno a colpire come scintille e schegge il pubblico, che fatica a contenere l’entusiasmo. Avendo dovuto riprogrammare le ultime date previste il Italia, sia il pubblico che la band sembrano divertirsi parecchio insieme, durante il concerto. Da uno dei palchi pende una bandiera irlandese. All’interno ci sono alcuni ragazzi che ballano senza maglietta e non posso fare a meno di chiedermi se qui dentro, il tempio della lirica mondiale, sia mai successo qualcosa di simile.

La band

La band suona un’ora circa, senza mai proferire parola o quasi. Per la scaletta i Fontaines D.C. attingono da entrambi gli album. Oltre a A Hero’s Death, disco che si è meritato una nomination ai Mercury Prize, c’è spazio anche per molti successi di Dogrel: dalla marcia di “The Lotts” al tuono rombante di “Hurricane Laughter“. La versione live delle canzoni è estremamente fedele a quella registrata, ma ancora più arrabbiata, energica e onesta. Questo non fa che migliorare, se mai ce ne fosse bisogno, le loro credenziali punk.

L’ultimo pezzo suonato è “Liberty Belle“, al termine del quale la band lascia il palco tra le facce felici dei presenti.

Sono passati due anni dall’ultima volta che ci hanno fatto visita, ma i Fontaines D.C. si sono dimostrati, in tutti i sensi, una band che è valsa la pena aspettare.

a cura di
Daniela Fabbri

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Daniela Fabbri

Daniela Fabbri

Sono nata nella ridente Rèmne, Riviera Romagnola, nel 1985. Copywriter. Leggo e scrivo da sempre. Ho divorato enormi quantità di libri, ma non solo: buona forchetta, amo i racconti brevi, i viaggi lunghi, le cartoline, gli ideali e chi ci crede. Nutro un amore, profondo e viscerale, per la musica, in tutte le sue forme. Sono fermamente convinta che ogni momento della vita debba avere una colonna sonora. Potendo scegliere, vorrei che la mia esistenza fosse vissuta lentamente, come un blues, e invece sono sempre di corsa. Mi piacciono gli animali. Cani, gatti, procioni. Tutti.

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