Peligro e l’Ikigai: un EP per trovare l’equilibrio

Peligro e l’Ikigai: un EP per trovare l’equilibrio
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Peligro, all’anagrafe Andrea Mietta, è un rapper/cantautore milanese classe 1992. Lo scorso 15 ottobre è uscito in digitale il suo ultimo lavoro in studio, The Ikigai Series Pt. 1, già anticipato dai singoli Alibi Prima di Godere e accompagnato dalla diffusione in radio di un terzo brano, Daydream.

The Ikigai Series Pt. 1 è un EP, cinque pezzi che si propongono di unire le due anime artistiche del cantautore urban: è così che ritroviamo un connubio di sonorità pop con chiari riferimenti alle origini del rap italiano, frutto anche del lavoro con lo storico produttore e sound engineer Marco Zangirolami che è, a tutti gli effetti, un veterano del genere. Ma ci sono anche altre influenze che emergono, dal ritmo reggae che scandisce le strofe di Daydream all’elettronica che dona a tutti i brani quel sound urban contemporaneo e decisamente pop.

Nei testi Peligro inserisce le problematiche del quotidiano, le ansie e le paure che caratterizzano la vita ma ci spingono a volere andare avanti: in continuità con i suoi lavori passati, l’artista aggiunge un gradino alla narrazione del suo percorso di crescita come persona, questa volta alla ricerca dell’Ikigai.

Un racconto scritto a barre che andiamo a scoprire meglio in sua compagnia.

Ciao Peligro, benvenuto a The Soundcheck. Sono passati tre anni da Mietta sono io (2018) e ben dieci dal tuo primo album di studio: cos’è cambiato in questi anni, in te e nella tua musica?

Mi piace pensare che cambi sempre tutto. Mi sono posto l’obiettivo e la sfida di mettermi sempre in discussione ad ogni lavoro che pubblico… è il mio modo di intendere l’evoluzione come artista e non potrei pensare la mia musica in modo diverso.

Dal punto di vista umano, tra il primo e l’ultimo album c’è un oceano… non potrebbe essere altrimenti, stiamo parlando di un ragazzo a malapena maggiorenne e di un uomo sulla soglia dei 30 anni. Una volta una persona mi ha detto che il decennio dai 20 ai 30 anni è quello in cui vengono prese le decisioni che poi ci condizioneranno per il resto della nostra vita. Non so se sia davvero così o no, però, dal canto mio, ho cercato di prendere le migliori decisioni possibili. Ai posteri l’ardua sentenza.

L’uscita dell’EP è stata accompagnata da un’altra soddisfazione: la diffusione in radio di Daydream, un brano le cui parole evocano l’ansia e la tensione provocate dal giudizio altrui. Cosa ti ha portato a sceglierla?

Non c’è stata una logica precisa che ha portato alla scelta di questo singolo a discapito degli altri. Quando realizzo un lavoro sono fiero di tutti i brani che lo compongono allo stesso modo… non potrebbe essere altrimenti. A volte, certe decisioni vengono prese di pancia. Paradossalmente, il singolo che abbiamo scelto per la promozione è il meno radiofonico del lavoro però, a conti fatti, una canzone può essere bella o meno bella. Per noi, Daydream era (ed è) bella. Quindi… perché no?

Il destino inevitabile, le aspettative disattese ma anche una volontà di agire, di “seguire la pancia”: sono temi che affronti nell’album, ma che segnano una continuità con i tuoi lavori passati.

Mi fa piacere apparire coerente! Nei miei brani ho sempre raccontato quello che vivo, quello che sento e le cose che mi accadono. Raccontare i miei demoni per addomesticarli è da sempre la parte fondamentale del mio fare musica. Cerco comunque di non fare mai due progetti troppo simili dal punto di vista del sound… è una sfida costante che faccio a me stesso per evolvermi sempre di più come artista.

In Ikigai parli di un equilibrio precario, tra semi-citazioni letterarie e filosofiche: vuoi spiegarci meglio il significato di questo termine, che ritroviamo anche nel titolo dell’EP?

Ikigai” è un termine giapponese che indica la ragione della vita, il suo scopo. È ciò che ci fa alzare al mattino. Secondo la cultura giapponese, tutti noi abbiamo il nostro Ikigai ed è la sua ricerca quotidiana e la sua individuazione che portano al vero benessere. L’Ikigai è anche una figura estremamente equilibrata ed armoniosa, è l’intersezione tra professione, passione, vocazione e missione, è ciò a cui tutti noi, per essere felici e per stare bene, dovremmo puntare.

Tra l’altro The Ikigai Series Pt. 1 è un po’ un titolo spoiler, che lascia pensare ad un seguito. Mi sbaglio?

Beccato! Diciamo che inserire il termine “pt.1” nel titolo di un lavoro lascia ben poco spazio all’immaginazione! (ride, ndr). Per ora, preferisco non spingermi oltre, un po’ per scaramanzia, un po’ per non togliere il gusto della scoperta della prima parte di questo lavoro, che trovo sia già un gran bel viaggio.

Quindi, per terminare nel più classico dei modi: i tuoi piani per il futuro?

Nell’immediato futuro c’è la volontà di dare a questo lavoro tutta la cura e l’attenzione che merita. Ho lavorato a questi brani più di quanto abbia mai fatto in vita mia e dare a questo EP il modo e il tempo di diffondersi nel mondo è il regalo migliore che in questo momento mi possa fare.

Grazie mille Peligro, a presto!

The Ikigai Series Pt. 1 vuole quindi far convivere due anime musicali e due io, il rapper e il cantautore, Peligro e Andrea: musica e testi per cercare l’equilibrio.

a cura di
Eléonore Mancini

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Eleonore Mancini

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