Sex Education, il teen drama di Netflix ritorna in grande stile

Sex Education, il teen drama di Netflix ritorna in grande stile
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Sex Education, terza stagione. Quando abbiamo saputo dell’imminente uscita di questo nuovo capitolo della storia, è stato subito hype.

Per questo noi di The Soundcheck abbiamo deciso di scrivere questo articolo a quattro mani, dedicato a tutti i fan delle vicende del liceo Moordale, sperando di farvi appassionare ancora di più a questa serie, per noi tra le migliori degli ultimi anni.

*** ATTENZIONE da qui in avanti saranno presenti numerosi SPOILER sulla trama della serie, per cui se non avete ancora visto le nuove puntate la lettura di questo articolo è fortemente sconsigliata. ***

Ma dove siamo rimasti? La storia prosegue dopo il cliffhanger dell’ultima puntata, che ci ha lasciato con il fiato sospeso riguardo il destino dei due protagonisti, Maeve e Otis.

Ricorderete infatti che Isaac, nuova fiamma di Maeve, sul finire dell’episodio cancella il messaggio della segreteria in cui Otis dichiarava il proprio amore alla ragazza.

All’inizio del primo episodio, non sappiamo nulla infatti dell’estate che i giovani protagonisti hanno appena trascorso.

Il rapporto tra i due creatori della “Clinica del Sesso“, in ogni caso, è ancora centrale nella terza stagione. Ed è da qui che ricomincia tutto.

Scopriamo che Maeve e Otis non si vedono più. Otis si è fatto crescere i baffi, fa sesso occasionale e non vuole relazioni serie. Maeve invece è sempre più attratta da Isaac, non essendo a conoscenza delle sue deplorevoli azioni.

Gli altri personaggi (che sono tanti, in Sex Education), sono alle prese con i medesimi problemi dell’adolescenza.

Un improbabile Otis con i baffi
Sex education, le novità della nuova stagione

Eric continua la sua relazione con Adam, che ora si sente più sicuro di sé, anche se non riesce ancora a dire a sua madre della relazione.

Anche grazie a Otis, Adam sarà poi in grado di esprimere i propri sentimenti verso Eric (ma su questo torneremo più approfonditamente dopo).

La ragazza con cui Otis si vede invece è nientepopodimeno che Ruby, la ragazza più popolare della scuola. Scopriamo quello che è successo in precedenza: lei lo ha adocchiato ad una festa in maschera, e ha provato un’inspiegabile attrazione per lui (è vestito da pasta al formaggio, complimenti a chi ha avuto quest’idea bislacca).

Adesso Otis e Ruby si vedono, ma lei non accetta di farsi vedere con lui in pubblico, cosa che scatenerà dei conflitti, anche se alla fine i due si metteranno insieme.

Aimee invece, che è reduce da una molestia ricevuta nella precedente stagione (uno dei momenti più importanti e istruttivi visti finora), scopre di non avere superato del tutto il suo trauma. Per affrontarlo, si rivolgerà a Jean Milburn, la madre di Otis.

Quest’ultima, d’altro canto, a 48 anni è alle prese con una seconda gravidanza, oltre che con la relazione con Jacob. Le cose con lui andranno a complicarsi fino a una vera e propria mancanza di fiducia di Jacob nei confronti di Jean ( per motivi che non riveliamo).

Insieme decideranno di andare in terapia, e prenderanno decisioni importanti per il futuro del loro bambino.

Infine, bisogna segnalare la presenza di un nuovo personaggio, Cal, ragazz* queer, che introdurrà nella serie il tema dell’identità non binary. Cal farà poi amicizia con Jackson, che si avvierà a una comprensione più profonda delle tematiche di genere.

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Aimee e Maeve basite per qualcosa
Una panoramica sui personaggi

Sex Education è una serie basata sui personaggi. I loro caratteri, i percorsi e la loro ricerca soprattutto di un’ identità personale e dell’amore sono le principali motivazioni che li spingono ad agire.

Durante la serie vengono infatti approfondite le psicologie di ognuno, e assistiamo in certi casi a delle vere proprie metamorfosi, come nel caso di Adam.

Adam, figlio dell’ex preside Groff, è stato per tutta la serie un ragazzo chiuso in sé stesso e silenzioso, e se nelle precedenti stagioni lo troviamo in lotta con i suoi istinti aggressivi, adesso che la sua relazione con Eric è stabile, comincia a fiorire, prima come partner, poi come persona.

Si scopre che dietro alla facciata di ragazzo duro e imperscrutabile, si celano sentimenti di tenerezza ed empatia; è un amante degli animali, soprattutto dei cani. Ama sinceramente Eric, e si rivela poi essere un affascinante conversatore. Il vuoto che sentiva non lo affligge più: rinasce come un ragazzo sereno, capace di amare e di sentirsi amato a sua volta.

È un bene che Adam abbia trovato Eric: quest’ultimo, in questa stagione, è più splendente che mai. Eric ha finalmente trovato se stesso, e l’attore Ncuti Gatwa compie un piccolo miracolo donando al personaggio una vitalità e un brio straordinari.

Non mancheranno però anche per loro incomprensioni e difficoltà, come tutte le coppie infatti avranno anche loro incidenti di percorso. Riusciranno Eric e Adam a tenere in piedi la loro relazione? Guardate la serie per scoprirlo.

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Adam con la sua solita espressione radiosa
Ruby, un personaggio sorprendente

Come detto all’inizio, Otis ha una relazione con Ruby, personaggio prima secondario ma che ora acquista un peso fondamentale.

Ruby, nelle precedenti stagioni, è una ragazza a prima vista superficiale, interessata solo a sé stessa e sempre scortata da due amici che la venerano come loro leader.

Veniamo a sapere che durante l’estate si invaghisce di Otis. Sebbene questa relazione in principio sia solo sessuale, dopo che Otis la lascia (la ragazza non vuole farsi vedere insieme in pubblico, e lui non ci sta), assistiamo anche qui al suo cambiamento.

Essendo all’apparenza superficiale e scontrosa, Ruby rivela quindi nel corso delle puntate degli aspetti di sé di cui non eravamo a conoscenza. Anche lei ha delle paure, delle insicurezze, e grazie ad Otis riuscirà poco poco ad aprirsi e a rivelare le sue vulnerabilità.

Scopriamo infatti il bel rapporto con il padre, fatto di cura e di affetto reciproco. Otis lo conoscerà, dimostrandosi con lui il personaggio che abbiamo imparato ad amare nel corso della storia: sensibile, attento e interessato all’ascolto dell’altro.

Ruby e Otis insieme raccontano dell’affetto che riesce ad avvicinare persone apparentemente troppo diverse tra loro, e il loro rapporto si rivela una delle storyline meglio riuscite della stagione.

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Best ship ever
Aimee, la sex education e le vicende della signora Milburn

Un momento importante, in questa stagione, sta nel racconto che Aimee fa a Jean Milburn: infatti scopriamo che non ha superato ancora del tutto la molestia subita in precedenza, e per questo chiede aiuto a Jean.

Per inciso, sappiamo bene che in Sex Education, non può mancare l’educazione sessuale, e l’educazione sessuale, nella serie, è Jean Milburn.

Se ci pensiamo bene infatti, tutto deriva da lei. Se non fosse stato per lei, Otis non avrebbe mai creato la clinica del sesso, e ironicamente, non ci sarebbe alcuna serie da guardare.

Jean, dicevamo, fa psicoterapia a Aimee, ricordandole che lei probabilmente non tornerà a essere la ragazza di prima. La tranquillizza però ricordandole che potrà comunque tornare ad avere un rapporto sano con il proprio corpo.

Il dialogo di Jean e Aimee è intimo, delicato e rassicurante. Parla di trauma, molestie e accettazione del proprio corpo, e lo fa nel modo giusto, educando alla sessualità e trasmettendo un messaggio di enorme importanza per le nuove generazioni. Ovvero che nessuno ha niente che non va: ogni corpo è unico, ed è meritevole di amore e cura.

Jean, a sua volta, ha anche lei le sue gatte da pelare. La sua gravidanza è a uno stadio avanzato, e il rapporto con Jacob si sta incrinando per la difficoltà di fiducia che quest’ultimo si porta dietro dalla morte della moglie.

Viene introdotto a questo punto il concetto di co-genitorialità. Anche se a questo punto Jacob e Jean faticano a stare insieme come coppia, decidono comunque di assumersi la responsabilità di stare insieme per la cura del proprio bambino.

Staranno quindi insieme come genitori, ma non come coppia. In definitiva, una dimostrazione di un’apertura mentale senza pari, un nuovo costrutto genitoriale che Sex Education ci fa conoscere pescando tra le più moderne teorie del parenting.

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Jean Milburn, colei che diede inizio a tutto
Identità non binary: Cal

Un nuovo personaggio, creato allo scopo di portare una ventata di freschezza nella storia, è quello di Cal. Cal è un* ragazz* non binary che è nuov* nella scuola. Fa amicizia con Jackson, che è proprio grazie a Cal che comincerà a sperimentare un senso di libertà e di cambiamento.

La difficoltà delle persone queer nel percepire un’identità definita ci viene sempre mostrata nel modo giusto: con inclusività e rispetto della sensibilità di tutti.

I conflitti con la scuola infatti, che in questa stagione è minacciata dalla preside Hope, retrograda e oppressiva, sono sentiti più intensamente dalle persone queer. A Moordale, per esempio, troviamo l’obbligo di una divisa maschile o femminile, l’assenza di bagni dedicati a persone non binary e in generale la totale mancanza di comprensione per un tema così importante come le questioni di genere.

Il racconto ci fa empatizzare con la tematica queer, e a questi argomenti viene dedicato un importante segmento della serie. Attendiamo nuovi sviluppi riguardo Cal nella prossima stagione, ma già possiamo ritenerci soddisfatti che un tema così spesso assente nella tv moderna ci venga proposto in maniera così corretta e intelligente.

Cal in una delle sue solite espressioni da badass
Sex Education, cosa non va della terza stagione?

I problemi di scrittura maggiori che abbiamo individuato durante la visione sono essenzialmente due, relativi a due personaggi: Hope, la nuova direttrice di Moordale, e Maeve.

Hope è una giovane donna che viene chiamata per sostituire il preside Groff. Il suo obiettivo, lo dice fin dalle sue prime battute, è quello di “Riportare Moordale alla sua vecchia gloria“,”Cambiare le cose“, “Riportare l’ordine“.

Nei fatti, Hope si troverà a imbastire una vera e propria guerra con gli studenti. Ma soprattutto (e in questo sarà spietata) sarà decisa a eliminare ogni diversità tra gli alunni in favore di un suo concetto distorto di uguaglianza.

Hope, quindi, durante la storia, porterà avanti una serie di iniziative. Tra queste, per esempio, obbligare gli studenti a vestire delle divise, e costringerli a frequentare dei corsi di educazione sessuale alquanto opinabili. Questi ultimi volti ovviamente a propinare valori educativi inconciliabili rispetto a quelli visti finora nella serie. Addirittura poi, nella prima puntata, fa distruggere l’edificio che ospitava la clinica di Otis e Maeve, decisa già dall’inizio a cancellare per sempre l’immagine di Moordale come “scuola del sesso”.

Il problema è che, in seguito a queste azioni, non capiamo mai il perchè Hope faccia quello che fa. Ci vengono mostrati, in qualche momento, i suoi tentativi falliti di rimanere incinta, e la frustrazione che prova per questo emerge almeno in una scena, ma non sappiamo quale sia il collegamento tra questo e le sue azioni precedenti.

Per questi motivi, le vicende della preside Hope presentano una scrittura debole, e per questo si meritano un posto tra le storyline peggiori.

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Hope, ma che mi combini?
Maeve, e conclusioni

Altra nota dolente, Maeve. Sebbene sia uno dei personaggi principali, insieme a Otis, in questa stagione troviamo un personaggio ancora troppo legato alla sua caratterizzazione iniziale. Le sue scelte infatti sembrano dettate da motivazioni che ci sembrano ancora poco strutturate e approfondite, e in generale sembra mancare di una vera evoluzione.

Se non fosse per un finale incoraggiante e che diciamo “rimette in moto” il suo percorso, questo personaggio figurerebbe come uno dei più trascurati dell’intera stagione. Alla fine così non è stato, e rimane solo la curiosità per i futuri sviluppi di cui Maeve potrebbe essere protagonista.

Avviandoci verso la fine della recensione, diciamo che nel complesso la stagione si muove bene, la regia è sempre interessante, con le opening delle puntate che sono un capolavoro di umorismo e tecniche registiche. Le poche scene d’azione presenti sono apprezzabili e comunque sembra di stare sempre guardando un bello spettacolo a livello visivo.

Il tono della serie, invece, è passato da una comedy a un genere più intimista e introspettivo. Ad alcuni questo può non piacere, ma rimane sempre una bella evoluzione dal punto di vista di profondità dello script.

Chi cerca le risate spensierate, o magari solo serie tv più leggere, forse potrà sentirsi frastornato dall’intensità di alcuni momenti, e in generale da un plot a volte sovraccarico di temi e di situazioni.

Ma in fondo questo vuol dire solo crescere, e dato che la crescita è uno dei temi principali di Sex Education, anche le situazioni della vita devono crescere, diventare complesse, ma non per questo meno belle.

Concludendo, la terza stagione di Sex Education, al netto di qualche difetto, ci è piaciuta molto. Speriamo anche a voi!

a cura di
Marco Manto & Edoardo Iannantuoni

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Marco Manto

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