Riccardo Inge: “Bathala” è la dedica a mio padre

Riccardo Inge: “Bathala” è la dedica a mio padre
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Un nome esotico, un posto in cui poterci rilassare dopo un tempo fatto di sperimentazioni e sacrifici, ma anche un luogo musicale, storico e atemporale allo stesso tempo, che può contenere in sole nove tracce tutta la passione che Riccardo Inge mette nel suo lavoro: stiamo parlando del suo nuovo album “Bathala”, fuori oggi 8 ottobre per LaPop.

Bathala” potremmo definirlo come un grande contenitore di emozioni, di frammenti di vita che l’artista ha voluto tramutare in canzoni e che adesso fanno capo tutte ad un unico grande album. Non conosciamo l’origine di questo titolo che ricorda un’isola delle lontane e bianchissime Maldive, eppure sappiamo che se c’è qualcuno a cui Inge ha deciso di dedicare il suo ultimo progetto è suo padre. Con lui ha scoperto la musica, le note, la prima chitarra e da lì è stato tutto un processo naturale.

 Del resto, non tutti sono sempre consapevoli del cammino che vogliono seguire nel loro futuro e spesso rispondere alla domanda “cosa farò da grande?” non a tutti risulta così spontaneo. Rispondendo con una citazione dell’artista Lucio Corsi, “nemmeno da vecchi si sa cosa faremo da grandi”: è vero, eppure c’è chi, come in questo caso Riccardo Inge, ha ben chiaro davanti a sé che direzione far prendere alla sua vita (musicale).

Quello che non sapevate è che Riccardo è anche un ingegnere.

Non sappiamo se definirlo più ingegnere o più cantautore, forse è entrambe le cose contemporaneamente, perché, si sa, tutto ciò che siamo nella nostra vita si influenza, intrecciandosi e legandosi indissolubilmente. Riccardo ha iniziato la sua carriera musicale suonando tra spiagge e teatri, passando per vari club e contest in Italia, uno fra tutti il concerto del Primo Maggio a Roma.

Insomma, abbiamo capito che nelle vene di Inge scorre musica e parole.

Le nove tracce caratterizzate da uno stile pop cantautorale si avvicendano toccando temi come l’amore finito e quello vissuto oppure ancora temi più delicati come quelli della solitudine, se pensiamo a “Metropolitana”.

Quella che ha colpito di più fra tutte la mia attenzione è sicuramente “Fulmicotone”, una canzone che, come suggerisce il titolo, sa di esplosivo: il fulmicotone, infatti, è un composto chimico noto per le sue proprietà infiammabili. Dunque, possiamo ben immaginare l’effetto che ci fa ascoltare questo brano.

Non volendo spoilerare il resto del disco, nonostante alcune tracce fossero già state pubblicate in formato di singolo, vi suggeriamo di ascoltarlo tutto d’un fiato, magari facendovi anche voi ispirare da ogni brano di “Bathala”.  

a cura di
Ilaria Rapa

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