“Conduit” il nuovo album dei The Spill Canvas

“Conduit” il nuovo album dei The Spill Canvas
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Sopravvissuta alle difficoltà post anni di gloria di MySpace, la band del South Dakota giunge al suo ottavo album Conduit. Gli Spill Canvas sono colpevolmente assenti da anni nei palchi europei ma, da quell’esordio nel 2001, la band “condotta” da Nick Thomas, tra passaggi a diverse etichette, numerosi cambi di line-up e progetti solisti, in realtà non ha mai smesso di comporre musica se non per un breve periodo “on hiatus”, così per non farsi mancare niente.

Certo ora la bandiera dell’emo rock non sventola come nel 2007, quando con No Really, I’m Fine il quartetto entrò nella top 150 Billboard mondiale, ma loro sono rimasti fedelissimi a quel mood emozionale, per la gioia degli ormai pochi ma non pochissimi fan del genere sopravvissuti.

Il disco

Si potrebbe dire che Conduit, che tra l’altro segna il passaggio della band sotto Pure Noise Records, sia l’album della maturità degli Spill Canvas se non fosse che questi hanno fatto solo e sempre album da “adulti” anche quando avevano 20 anni, e ora, sulla soglia dei 40, possiamo solo affermare che Conduit non è niente di più e niente di meno dello spontaneo seguito del loro percorso fatto di storie d’amore per tutte le età.

Tocco dark

Il pilastro del sound resta certamente la voce di Nick Thomas, una di quelle che da sempre ti fa chiedere perchè non sia sul tetto del mondo e o negli stadi di football a cantare l’inno pre-partita, cosa che personalmente non mi sorprenderebbe se accadesse. Tuttavia Conduit non è un album scontato, anzi è caratterizzato da inaspettati inserti ed episodi che portano l’ormai consolidato percorso emo rock della band verso orizzonti dark e horror pop, arrivando fino a sfiorare il confine col il blues e il post-progressive dove sembrano incontrare gli amici Coheed And Cambria.

For fans of e featuring

Disco consigliassimo ai fan di tutte le ere dei The Spill Canvas ma anche a chi continua a seguire gruppi come Jimmy Eat World, The Classic Crime e The Early November. Sul finale arrivano un paio di sorprese per chi è affezionato a quella scena, le ultime due canzoni vedono infatti i featuring di Nathan Hussey (All Get Out) e soprattutto di Sherri DuPree Bemis (Eisley) aka voce più soave di quella mandata e non solo, che qui addolcisce la ballad strappalacrime conclusiva grazie ad un’armonia in duetto con Nick Thomas che funziona forte e fa di Molecules la canzone migliore dell’album. Come mai non c’hanno pensato prima?

feat. Sherri DuPree Bemis (Eisley)

a cura di
Stefano Gardelli

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