La Pride Parata a Padova – 10 Luglio

La Pride Parata a Padova – 10 Luglio
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Quanto credete nell’idea di un’umanità unita contro l’odio, il dolore e il male? La parata in onore delle giornate Pride che si è tenuta a Padova sabato 10 luglio era esattamente questo.

Alle 16 ragazzi e ragazze di ogni orientamento, religione, colore della pelle ed età si sono riuniti in Piazza Garibaldi, a Padova, cuore dello shopping e dei ritrovi nel centro città.

La moltitudine di persone tra cui ragazzi/e vestiti dark, arcobaleno, da baby doll, con i pattini o semplicemente truccati mi ha aperto gli occhi su quanto le giovani generazioni si sentano oppresse da un sistema che li costringe a stare in silenzio, a subire le regole degli adulti. Quegli stessi adulti che hanno rovinato il nostro pianeta, che hanno imposto ai ragazzi/e a nascondere chi sono e vogliono essere.

La parata del Pride è stata quindi, una liberazione. Emblematico il cartello che troneggiava sugli altri: “Lasciatemi amare chi cazzo voglio”.

Alle 17.30 quando ormai l’energia era alta, la musica a tutto volume e i ragazzi che già si lanciavano brillantini, siamo partiti.

La sfilata è stata pura gioia e divertimento. Nessuno era nemico. Nonostante gli obblighi di tenere le mascherine e non ballare, le persone danzavano con gli occhi che nascondevano sorrisi. Regole sociali quali “parlare agli sconosciuti non è carino o educato” non sembravano essere mai esistite. Non esistono da un po’ tra i ragazzi/e. Tutti erano amici di tutti.

Se ti va di parlare con una persona fallo, perché no? Ho visto una ragazza avvicinarsi ad un’altra e farle i complimenti per il vestito. Ho visto una famiglia composta da due donne e un bambino sfilare sorridenti, con indosso una maglietta che recitava “Ohana means family” in arcobaleno.

Perché il Pride non è solo libertà di amare chi si vuole ma di essere sé stessi, in qualsiasi modo tu voglia essere. E il direttore della comunicazione del Pride Village, Giusva Ianitelli ci dice proprio questo:

La libertà è uno dei concetti più difficili da spiegare. Libertà è sorridere perché sei felice, vivere una vita serena, con tutte le difficoltà del caso ma serena. Credo che la comunità LGBTQ+ attraverso il Pride non solo cerchi autodeterminazione ma è anche un modo per dire agli altri quanto è bello quando semplicemente stai bene, ti vuoi bene e vuoi bene al prossimo. Noi esprimiamo questa libertà attraverso tutti i cinque sensi: la musica, il colore della bandiera e delle persone, anche attraverso cose serie e importanti vengono spesso raccontate qui sul palcoscenico perché dev’essere anche un momento di riflessione.

Dichiarazione di Giusva Ianitelli

Ho avuto la fortuna di incrociare alla parata anche Lorenzo Bosio, direttore artistico del Pride Village, con lui si è parlato di quello che, dal punto di vista dello spettacolo, il Pride ha voluto trasmettere.

Quest’anno è stato un anno particolare perché le restrizioni sono la cosa principale da vivere in quanto tutela della salute dei partecipanti. Noi volevamo creare un luogo sicuro in cui potersi esprimere dal punto di vista personale. Vogliamo trasmettere una forte idea di resistenza, è un anno importante perché deve passare il DDL Zan dove Zan è nostro organizzatore e fondatore ma ha anche lavorato per rendere l’italia migliore e noi portiamo avanti questa resistenza attraverso tantissimi ospiti, spettacoli e la musica live. Abbiamo voluto mettere insieme cultura, spettacolo, politica, talk, musica mantenendo la sicurezza e lo spirito del Padova Pride Village sinonimo di qualità e grande divertimento.

Dichiara Lorenzo Bosio

La parata si conclude con l’arrivo al Pride Village di Padova, al Parco Sotto le Mura, sede delle serate per chiunque, solo per una sera, voglia mostrare sé stesso e aprirsi con gli altri.

I bar vengono presi d’assalto (la giornata era afosa e brillante sotto il sole) e la musica continua a danzare nell’aria. Dopo poco vengono anche messe delle canzoni di Raffaella Carrà, omaggiando ancora una volta tutto quello che ha fatto per le comunità LGBTQ+.

Si va verso l’ora dell’aperitivo e degli spettacoli live al Village, molti restano, molti se ne vanno e altri arrivano. In ogni caso tutto era vivo e pulsante di amore.

a cura di
Sara Sattin

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