You’ll Never Walk Alone: la voce di Liverpool

You’ll Never Walk Alone: la voce di Liverpool
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Mette i brividi solo a pensarci, fa tremare le gambe anche stando seduti sul divano davanti alla tv il boato della Curva Kop, idealizzate di essere catapultati in mezzo a quella gente e cantarla a squarciagola, immaginate il sogno di avere il battito del cuore che accelera, nell’attesa di calcare il campo, nel sotto passaggio di Anfield Road con addosso la casacca rossa del Liverpool, immaginatevi gli occhi lucidi nel sentire entrare dentro il sangue la voce di una città intera, immaginate You’ll Never Walk Alone in ogni sua forma, perché non c’è protagonista o comparsa in questa preghiera, Liverpool si stringe unita dentro questo rito sacro, dentro questa venerazione che esalta il collettivo.

Una città operaia, simbolo di una classe sociale che cerca rivalsa, di un nuovo corso segnato anche dalla musica, come insegna la leggenda dei Beatles. Liverpool è portavoce di un Inghilterra che necessita di un distacco dai canoni di Londra e lo sport unito al collante sociale chiamato musica ha generato una piccola rivoluzione culturale tutt’ora tangibile.

La storia di “You’ll Never Walk Alone”

Questa è la storia di You’ll Never Walk Alone e della magia che orbita intorno al suo mito sportivo e musicale.

Tutto nasce in America quando nel 1945 Richard Rogers e Oscar Hammerstein scrissero questa ode immortale per il musical “Carousel”. Il brano fu impiegato in due differenti scene, la più celebre fu quella che rappresentava un esame di maturità, per questo negli anni seguenti dagli studenti americani fu adottata come inno delle feste del diploma.

Liverpool e Beatles

Bisogna aspettare però il 1963 per vedere Liverpool come la nuova culla di You’ll Never Walk Alone.

Brian Epstein e George Martin, nientemeno che manager e produttore dei Beatles erano attivi su più versanti musicali, seguivano da vicino la scena denominata “Merseybeat” e nel loro mirino tenevano d’occhio da tempo la band Gerry & The Pacemaker. Fu proposto loro di incidere una cover del brano “Hello Little Girl” ma rifiutarono ed optarono appunto per la futura icona musicale dei “Reds”.

Sancì l’inizio di un amore lunghissimo l’esibizione dal vivo della band nel programma televisivo Ed Sullivan Show, cantata appunto assieme ai calciatori del Liverpool. Fu una mossa azzardata quella di remare contro i colossi discografici ma la storia parlerà da sola.

Tifo e colonne sonore

In Inghilterra le tifoserie adottavano spesso le hits del momento e le integravano nel loro “concerto” da 90 minuti, vero anche che ad Anfield Road passavano le prime dieci canzoni nella classifica radiofonica, ma quando You’ll Never Walk Alone fu soppiantata da altri brani del momento i tifosi dei Reds continuarono a cantarla.

Le varianti di questa leggenda si accavallano e intrecciano, c’è chi attribuisce alla Curva Kop il merito di averla trasformata in coro, chi narra che fu proprio il cantante Gerry Marsden a donare una copia della canzone all’ex allenatore e icona del Liverpool Bill Shanky, il quale si innamorò del brano dando vita al percorso infinito tra musica e sport dentro le mura di Anfield.

La consacrazione dell’inno

C’è una data però che sancisce definitivamente la consacrazione di questo brano alla storia calcistica di Liverpool. Era il 1965 e a Wembley si giocava Liverpool – Tottenham, la storia vuole che da quel momento si respirò definitivamente l’odor di inno ufficiale. You’ll Never Walk Alone era diventato un marchio di fabbrica.

Tantissime sono state le varianti di questo brano, tanti rifacimenti, infinite formule nel ripresentarla con abiti diversi. Certe versioni rimangono dei capolavori, molte altre restano pittoresche e un po’ forzate.
I top player rimanendo nella terminologia calcistica, che hanno sviscerato e modellato questo capolavoro sono Frank Sinatra, Barbara Streisand, Tom Jones, Elvis, Johnny Cash, Judy Garland.

La canzone che ha unito tutti!

Un brano che ha messo tutti d’accordo, in ogni angolo del panorama sportivo, musicale e politico, un’icona universale, una radicalizzazione sentimentale della compassione e dello spirito di condivisione. Ancora oggi un appiglio ai vecchi valori, un assist al bacio per innamorarsi di uno sport con una vena arcaica e nobile ormai remota. Sul web si possono trovare facilmente una moltitudine di video che rendono l’idea del clima che viene creato da queste prodigiose note, dai giocatori sensibilmente emozionati in attesa di calcare il prato di Anfield ascoltando l’eroico inno che fa rimbombare lo stadio intero, all’abbraccio tra i supporters dei Reds e dei Celtic di Glasgow che la cantano uniti prima della semi finale di Coppa UEFA del 2003 in un Celtic Park apparecchiato a festa, pelle d’oca dall’inizio alla fine.

Instanbul 2005,  un ricordo indelebile

E quanto determinante può essere il canto innamorato di una tifoseria? Possiamo fare i conti con le coincidenze o con i dati di fatto con la consapevolezza di non poter sapere la verità, ma nessuno scorderà mai, sopratutto la compagine milanista, la rimonta di Instanbul del 2005, quell’assurda finale di Champions League rimasta impressa nella memoria collettiva. Poco prima del fischio d’inizio del secondo tempo, coi Reds sotto di tre gol, dagli spalti si alzò una vera e propria dichiarazione d’amore, che non chiedeva la vittoria o il ribaltamento di risultato, semplicemente rendeva grazie, rendeva omaggio alla squadra per il percorso fatto fino a quel momento. You’ll Never Walk Alone fece tremare la Turchia intera e la scintilla scattò come l’innesco di una bomba. Il capitano Steven Gerrard riunì i suoi in cerchio e disse qualcosa, non so cosa ma amo pensare che disse solo: “Sentite queste voci? Lottiamo per loro”.

Il resto è storia, favola e dramma mescolati in un “piatto unico” in salsa calcistica dal retrogusto leggendario. Il Liverpool pareggia, Shevchenko spara su Dudek a qualche attimo dal termine da mezzo metro, sempre l’ucraino si lascia ipnotizzare dall’estremo difensore polacco nel rigore decisivo della spietata lotteria, Liverpool contro ogni pronostico e logica è sul tetto d’Europa.

Non solo Liverpool

E’ bene precisare che questo brano non è una categorica esclusiva della compagine rossa di Liverpool, come già detto i Celtic Glasgow la sentono addosso da tempi remoti, cosi come il Borussia Dortmund che con i Reds hanno uno stretto gemellaggio. Squadre d’adozione poi sono state nel corso del tempo il Twente in Olanda, l’Hibernian in Scozia, il Genoa e la Salernitana in Italia e il St.Pauli in Germania.

Quest’ultima appunto mantiene un gemellaggio più che decennale anche coi Celtic Glasgow. Personalmente ho avuto la fortuna e il privilegio di suonare coi Lennon Kelly per le due tifoserie, proprio ad Amburgo nella festa del decennale della loro amicizia. Lego la mia vena celtic punk al fatto che i Dropkick Murphys di Boston hanno dedicato alla tifoseria politicamente antagonista per eccellenza della città anseatica una versione tutta loro del brano in questione.

Gli aneddoti infiniti

E’ decisamente amplio lo spettro d’azione di questo brano, infinita carne al fuoco e aneddoti a non finire.

Correva l’anno 1985, You’ll Never Walk Alone tornò a dominare le classifiche britanniche nella versione di The Crowd, la superband messa assieme da Gerry & the Pacemakers e artisti del calibro di Rick Wakeman, Kiki Dee, John Entwistle (Who), Motörhead, Graham Gouldman, Phil Lynott e gli Smokie, Denny Laine. Un singolo a scopo benefico a favore dei familiari delle vittime dell’incendio scoppiato l’11 maggio dello stesso anno nello stadio del Bradford City.

L’inno cantato dalla tifoseria appare in una mistica sfumatura nella canzone Fearless dei Pink Floyd e recentemente Marcus Mumford ha tracciato una sua versione molto introspettiva di pianoforte e voce.

“Invidiamo” You’ll Never Walk Alone

Lasciamo quindi ai posteri e alla curiosità eventuali e innovative versioni e rivisitazioni, questa canzone sembra non avere confini e sembra non conoscere l’usura del tempo, non sembra nemmeno appartenere a questo mondo a volte per la malleabilità con cui riesce a entrare nelle situazioni e nei contesti. Una bellissima colonna sonora che a volte fa venire un po’ di invidia nei confronti della tifoseria di Liverpool, ma è bene tenere a mente che ogni sintomo o squillo d’appartenenza di riflesso ha inevitabilmente una colonna sonora adeguata, come per noi Romagnoli “Romagna mia”.

La solitudine assieme a You’ll Never Walk Alone resterà sistematicamente alla larga, il pensiero di non camminare mai da soli è una confortante e giornaliera ragione per stringere i denti abbracciati da uno spirito guerriero invisibile.

You’ll Never Walk Alone

When you walk through a storm
(Quando cammini nel bel mezzo di una tempesta)
Hold your head up high
(Tieni la testa bene in alto)
And don’t be afraid of the dark
(E non aver paura del buio)
At the end of a storm
(Alla fine della tempesta)
There’s a golden sky
(C’è un cielo dorato)
And the sweet silver song of a lark
(E la dolce canzone d’argento cantata dall’allodola)
Walk on through the wind
(Cammina nel vento)
Walk on through the rain
(Cammina nella pioggia)
Though your dreams be tossed and blown
(Anche se i tuoi sogni saranno sconvolti e spazzati)
Walk on, walk on
(Va avanti, va avanti)
With hope in your heart
(Con la speranza nel tuo cuore)
And you’ll never walk alone
(E non camminerai mai da solo)
You’ll never walk alone
(Non camminerai mai da solo)
Walk on, walk on
(Va avanti, va avanti)
With hope in your heart
(Con la speranza nel tuo cuore)
And you’ll never walk alone
(E non camminerai mai da solo)
You’ll never walk alone
(Non camminerai mai da solo)

A cura di
Vasco Bartowski Abbondanza

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