FAUDA: la serie tv sul conflitto Israelo – Palestinese

FAUDA: la serie tv sul conflitto Israelo – Palestinese
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Uscita il 15 febbraio 2015 sul canale israeliano Yes Oh, Fauda, si ritrova oggi al centro di polemiche.

Polemiche quindi per Fauda e interpretazioni differenti ma, allo stesso tempo, a detta del New York Times,  fra i 30 programmi tv migliori sulla scena internazionale. Vediamo perché.

Di cosa parla Fauda?

“Fauda”,che in arabo ha il significato di “caos”, narra le vicende dell’agente sotto copertura per la difesa israeliana Doron Kabilio e della sua squadra,alle prese con terroristi palestinesi quali Abu Ahmed detto anche “La pantera” (Prima Stagione) ed El Makdessi.

Quest’ultimo, per fortificare la sua fede e la sua sete di vendetta (il padre era stato fatto esplodere da Doron) decide di arruolarsi presso l’ISIS (seconda stagione).

Doron dovrà quindi barcamenarsi tra travestimenti e trucchi per infiltrarsi dentro la comunità araba prendendone i modi ,le usanze, fino a diventare amico del “nemico”.

Si affeziona ad un ragazzo arabo (terza stagione), Bashar, mentre finge di essere il suo allenatore con il nome di Abu Fadi, per conoscere i piani della sua famiglia e del padre appena uscito dal carcere.

Una storia di dolore e di violenza

Nelle tre stagioni (l’ultima delle quali uscita il 16 aprile 2020) vediamo dunque come la violenza, mentale e fisica, non abbia parti: arabi ed ebrei ognuno con i propri “microcosmi ”, in una lotta continua .Tendiamo quasi ad identificarci nel dolore dei personaggi, a guardarli da vicino nei loro momenti di fragilità.

Da una parte Doron che cerca di salvare le persone che ama per poi vederle alla fine morire, dall’altra gli estremismi e il fanatismo religioso, gli Shahid, i martiri . Perché, come sostenuto da un integralista nel corso del film,  chi muore in nome di Allah, muore sempre per una giusta causa, perfino i bambini…

Ciò però non giustifica gli atti altrettanto crudeli degli israeliani ma tende a metterli quasi sullo stesso piano (e dico “quasi” perché nonostante tutto la serie tv è comunque una produzione televisiva israeliana ).

Behind the character…

Lior Raz, sceneggiatore e attore che dà vita al personaggio di Doron, racconta della sua vita al di fuori della fiction: egli è stato veramente nelle zone della striscia di Gaza e in Cisgiordania quando era soldato.

Ricorda con tristezza il suo primo amore, una soldatessa dicianovenne accoltellata: quel ricordo, nella serie TV,  rivive nella figura della fidanzata di un membro della squadra israeliana uccisa in un episodio della prima stagione.

Critica

La serie è stata al centro di polemiche e controversie; d’ altronde come negare il fatto che nei 36 episodi stentiamo a vedere l’occupazione israeliana per come è veramente, le case delle famiglie dei terroristi fatte saltare in aria e le persone innocenti torturate.  

Orly Noy, attivista politica israeliana si scaglia fortemente contro la “spudorata arroganza di questa comunicazione” ; in effetti è da notare come la città di Gaza viene rappresentata come luogo oscuro, adatto a soddisfare la suspence, le attese e forse anche le paure del cittadino medio israeliano.

A detta della Noy , inoltre , la rappresentazione e la messa in scena filmica tenderebbe ad enfatizzare molti stereotipi sulla popolazione araba e ad avvicinarsi alla classica struttura hollywoodiana composta da “buoni” e “cattivi” allo scopo di aumentare la “commerciabilita” della serie.

Nonostante ciò , encomiabile risulta essere l’ interpretazione di Lior Raz con i suoi pianti, con l’ansia che lo affligge enfatizzata da primi piani crudamente realistici che sicuramente rendono gli stati d’animo del personaggio.

Quarta stagione:

Proprio a seguito del grande successo della serie , Avi Issacharoff, co-creator ,durante la premier della terza stagione ha confermato una quarta stagione in arrivo probabilmente nel corso di questo 2021.

Quarta stagione da cui sicuramente ci aspettiamo di vedere come si evolveranno le dinamiche nei territori della Cisgiordania e come la squadra israeliana riuscirà a gestire le situazioni di estremo pericolo che si dispiegano mano a mano.

Inoltre, l’ episodio finale della terza stagione può farci pensare ad una presunta vendetta da parte di Doron a seguito dell’ uccisione della giovane israeliana Yaara e di un compagno di squadra.

Nell’ attesa , godiamoci queste tre stagioni dense di azione e di spunti di riflessione su due culture differenti (oseremmo dire opposte) ,su usanze, linguaggi e religioni sicuramente affascinanti ma allo stesso tempo in “eterno” conflitto .

a cura di:
Sara Cilia

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Sara Cilia

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