“Una femmina”: una storia di ribellione calabrese

“Una femmina”: una storia di ribellione calabrese
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“Una femmina” è una pellicola di Francesco Costabile disponibile su Amazon Prime, dedicata a tutte le “donne ribelli” ed ispirato liberamente al libro “Fimmine ribelli. Come le donne salveranno il paese dalla ‘ndrangheta” di Lirio Abate. La pellicola è stata anche presentata nella sezione Panorama di Berlino 72, riscuotendo un notevole successo. “Una femmina” racconta una storia profonda e al tempo stesso violenta, che getta luce su una cupa realtà. La pellicola è la storia di una donna calabrese come tante, desiderosa di sfuggire ai tentacoli di un sistema criminale che vorrebbe attanagliarla e risucchiarla dentro di sé.

La trama in breve

Il film “Una femmina” racconta la storia di una ragazza calabrese di nome Rosa (Lina Siciliano), appartenente ad una famiglia mafiosa calabrese. Ella perde la madre quando era solo una bambina, in circostanze misteriose. Il ricordo materno e la morte della madre riaffiorano giorno dopo giorno nella mente della ragazza, continuando a tormentarla. Rosa vorrebbe fare luce sulla scomparsa della madre, ma questo avrà delle terribili conseguenze per la ragazza.

Una donna ribelle: Rosa

La vita di Rosa è piuttosto semplice, vive con i parenti che l’hanno cresciuta dopo la morte della madre, in un paesino dell’entroterra calabrese, arroccato sull’Aspromonte. Trascorre le sue giornate in famiglia, vivendo con gli zii (uno dei quali è interpretato da Fabrizio Ferracane) con la nonna e il cugino. Vende frutta al mercato, godendo dei pochissimi svaghi che le feste del paese le concedono.

Ella però non è come tutte le altre ragazze del paesino in cui abita, si pone delle domande sia sul presente che sui misteri del passato. La piccola realtà che vive, dopotutto non le appartiene. Rosa è una ragazza di sogni e desiderosa di amare, vorrebbe sfuggire al controllo di una famiglia che sente sempre più meno simile a lei. La ragazza si sente sempre più vicina alla madre che non c’è più.

La protagonista Rosa

La famiglia la tratta in maniera molto dura, proprio perché é “una femmina” ed ha ereditato il carattere forte e ribelle della madre. La ragazza non dandosi pace per la prematura morte materna, continua ad indagare. Ed è così che grazie all’aiuto di Gianni, il ragazzo di cui si è innamorata, riesce a scoprire la verità. Una verità inaccettabile per la ragazza, poiché ella scopre che nella scomparsa materna è coinvolta la sua famiglia d’origine. Decide quindi di vendicarsi dei suoi stessi familiari.

I temi della vendetta e della rabbia

La vendetta è uno dei temi ricorrenti in questo film. Ci sono due tipi di vendetta: quella personale di Rosa e quella attinente alla faida familiare. La famiglia di Rosa non è come tutte le altre: è una famiglia appartenente alla criminalità organizzata calabrese. Quella della n’drangheta è un tipo di vendetta da cui è quasi impossibile sfuggire: chiunque si ribella, seppur appartenente alla stessa famiglia, viene perseguitato.

Rosa sceglie di ribellarsi alla famiglia e di vendicare la madre, compiendo un gesto, che agli occhi dei criminali affiliati potrebbe apparire folle, ma che in realtà rappresenta quasi una catarsi per la protagonista, che inizia a liberarsi dell’etichetta mafiosa acquisita da lei stessa per nascita.

Una femmina” analizza la logica di queste due tipologie di vendetta, da un lato quella personale e dall’altro quella legata al clan, seppur compiute per motivi differenti, vi è un’unica logica: quella di punire per aver infranto delle regole.

Rosa, distrutta dal dolore, non può riportare in vita quella madre che le è stata così precocemente portata via dalla famiglia, ma può spezzare la catena criminale. Nonostante la sua ribellione venga duramente repressa, lei continuerà a non cedere. Insieme alla vendetta è presente anche il tema della rabbia.

La rabbia e l’efferatezza di un’organizzazione criminale, che pur di attuare i suoi loschi traffici non dà scampo a nessuno e la rabbia di una donna scaturita dalle ingiustizie subite da lei stessa e dalla madre.

Uno sguardo sulla protagonista: Lina Siciliano
Lina Siciliano

I mostri li avevo dentro. La guerra più brutta è stata con me stessa“: sono queste le parole dell’esordiente attrice calabrese Lina Siciliano. ” Una femmina” per lei, è stata la sua prima interpretazione, un trampolino di lancio per una ragazza di 26 anni, per cui la vita è stata molto dura.

Abbandonata sin da piccola, insieme ai suoi 7 fratelli dalla madre, è stata affidata ad una casa famiglia calabrese, trascorrendo lì la sua vita fino all’età di 19 anni.

Non ha mai avuto una vera infanzia ed è ha dovuto crescere facendo affidamento sulle proprie forze, forse è stato proprio questo ad aiutarla nell’interpretazione di Rosa. Il ruolo di” femmina ribelle” le calza a pennello.

Lina non aveva mai pensato di diventare attrice, ma la casualità ha voluto che il regista Francesco Costabile, conoscendola nella casa famiglia, l’abbia scelta come protagonista del suo film.

Costabile cercava una protagonista arrabbiata e l’ha trovata in Lina Siciliano. Il film le ha spianato la strada verso una carriera professionale di attrice. Presto reciterà in un altro film come protagonista. Il 19 Luglio ha ricevuto anche un premio all’Ortigia film Festival come protagonista di “Una femmina“.

La sua interpretazione di Rosa è veramente straordinaria. Lina Siciliano riesce sia sul piano emotivo, che su quello della mimica, a coinvolgere lo spettatore, che non è più solo una persona seduta aldilà dello schermo, ma viene catapultata in quel mondo duro e sconvolgente vissuto dalla protagonista.

Il regista Francesco Costabile
Francesco Costabile

“Una femmina” segna l’esordio alla regia di Francesco Costabile. La pellicola è stata presentata in concorso al Festival di Berlino 2022, nella sezione Panorama e ha ricevuto due candidature ai David di Donatello 2022 nella sezione miglior sceneggiatura non originale e miglior esordio alla regia. Ha inoltre ricevuto due candidature ai Nastri d’argento come miglior opera prima e miglior attore protagonista (Fabrizio Ferracane).

La pellicola ha inoltre ricevuto altre due nomination come miglior attrice protagonista e miglior esordio alla regia ai Globo D’oro 2022.

Francesco Costabile riesce pienamente a descrivere non solo la realtà calabrese di alcune famiglie affiliate alla n’drangheta, ma esplora anche i luoghi che fanno da teatro alla crudeltà e violenza della criminalità. Le riprese sono state svolte in alcune zone dell’entroterra calabrese: Papasidero, Santa Maria del Cedro e altre zone limitrofe della Calabria.

Un film da vedere?

Assolutamente sì. Il film racconta non solo di violenza e di criminalità ma anche di speranza. Una speranza tutta al femminile. Rosa è solo una delle tante donne che si sono ribellate alla criminalità. “Una femmina” è un film che racconta il coraggio di una donna che non è da sola ma rappresenta una delle tante donne che si sono opposte ai soprusi familiari e che continuano quotidianamente a lottare contro una mentalità n’dranghetista che ad esse non appartiene.

La Calabria è una terra che spesso viene alla ribalta delle cronache mediatiche per problemi legati alle associazioni mafiose, ma che ha anche dato i natali a persone che lottano tutt’oggi contro violenza e pregiudizi.

Nella ribellione di “Una femmina“, c’è la lotta di una Terra che non può chiudere gli occhi davanti al grido di dolore e di speranza dei suoi Figli.

a cura di
Maria Raffaella Primerano

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