Interpol – The other side of make-believe

Interpol – The other side of make-believe
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Con la calma serafica di chi ne ha viste tante, gli Interpol ci regalano un esperienza alla ricerca dell’estasi, attraversando il mondo ombroso che li contraddistingue.

Il settimo album degli Interpol si insinua silenziosamente in questa caldissima estate, quasi senza farsi notare. “The Other Side of Make-Believe” segna, a vent’anni dal loro album di debutto “Turn On The Bright Lights” il ritorno di una band, che dimostra di avere ancora la capacità di creare tracce oscure e seducenti che riescono a trascinarti incessantemente nel loro mondo.

Tuttavia, in “The Other Side of Make-Believe” troviamo una sottile differenza per la band, rispetto agli ultimi lavori. Infatti gli Interpol sono arrivati a un punto della loro carriera tale da avere un nome e una caratterizzazione ben definite, senza quindi la necessità impellente di produrre hit radiofoniche orecchiabili.

Ora sono liberi di creare, e tessere con cura una rete di ombre e melodie oscure, che avvolge armoniosamente il loro ultimo lavoro.

Gli Interpol al completo
Il trio al completo
Un viaggio nell’oscurità (o forse no?)

“If you stare into the abyss, the abyss stares back at you”.
Friedrich W. Nietzsche

Gli Interpol sono sempre stati propensi all’oscurità, e l’oscurità stessa è entrata a far parte integrante del tessuto della band, come si intravede negli ultimi componimenti. “The Other Side of Make-Believe” tuttavia, vede la luce trapelare attraverso gli spiragli della rete che hanno creato e, attenzione, il loro caratteristico malumore rimane, ma questa volta brilla di speranza.

É un tranquillo ottimismo, per un album che soddisfa i più quieti : la voce di Paul Banks è meno rauca, canticchia con ponderata moderazione, e si denota una ritrovata propensione per un atteggiamento più pensieroso, ma rilassato.

Anche se rimangono frammenti del loro solito cinismo, troviamo della leggerezza in questa nuova versione “gentile” della band : anche nei passaggi tortuosamente tesi di “Renegade Hearts” (uno dei pezzi forti dell’album), riescono comunque a distendersi verso il sollievo assoluto.

Daniel Kessler degli Interpol
Il chitarrista Daniel Kessler durante un live
Una nuotata tra le tracce

La carriera degli Interpol li ha sempre visti sfrecciare implacabili, esplosivi e traboccanti di ambizione, ma con “The Other Side of Make-Believe” sembra che si siano dati una calmata. Forse è un riflesso delle situazioni isolate che hanno visto la realizzazione dell’album : a metà lockdown, attraverso i continenti, ognuno ha dovuto concentrarsi sul proprio lavoro in una maniera più intensa ed intima.

Ed è proprio per questo che i loro punti di forza sembra siano stati amplificati. Dal punto di vista dei testi ad esempio, Banks ha trovato flussi di idee introspettivi e stimolanti sulla resilienza e la tenerezza. In contemporanea, il batterista Sam Fogarino rafforza più che mai le sue capacità di percussionista, come possiamo ascoltare in“Big Shot City”, inimitabilmente raffinata.

A volte può sembrare che alcune tracce dell’album si mescolino tra loro, se ne vanno e poi ritornano, come un razzo lanciato ad attraversare l’atmosfera, che poi, finita la curva riscende e deposita una nebbiolina densa e veloce sul mondo circostante, in maniera profondamente coinvolgente.

“Into The Night” sale con una rapidità e una febbre così grandi che sembra togliere il respiro, ed è un’esperienza ricorrente che troviamo attraversando l’album. Gli Interpol spingono la tensione fino all’orlo, lasciandoti ogni volta quell’incontrollabile sensazione di vertigine.

La tracklist dell’album
Turn on the bright lights

Alla luce dei fatti, “The Other Side of Make-Believe” potrebbe sembrare un’opera più pacifica rispetto al fervore delle prime uscite, ma nel loro settimo album, gli Interpol si riconnettono con un potere avvincente e potente di estasi che hanno sempre avuto, solo questa volta attraversando una strada intrigantemente diversa.

Lungi dall’essere una reinvenzione totale degli stilemi a cui ci hanno abituato, “The Other Side of Make-Believe” viene a raccontarci un nuovo capitolo per la band, fiducioso, gratificante e avventuroso il giusto, o come canta lo stesso Banks nella prima traccia “Toni” :

“Still in shape, my methods refined”

a cura di
Mattia Mancini

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