Intervista a Martina Fusaro – Carriera, progetti e sogni della giovane protagonista di “Criminali si diventa”!

Intervista a Martina Fusaro – Carriera, progetti e sogni della giovane protagonista di “Criminali si diventa”!
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Martina Fusaro, giovane – e talentuosa – promessa del Cinema italiano, arriva in Sala il 5 maggio, con il suo nuovo film “Criminali si diventa”, dove interpreta Elettra, un’intraprendente 22enne che si lascia sedurre dalla malavita e decide di tentare il grande colpo: rubare, su committenza, “La Muta” di Raffaello, un preziosissimo quadro esposto temporaneamente al Museo di Fermo. 
In questa commedia, leggera e divertente, la Fusaro c’entra l’obiettivo. L’attrice riesce a distinguersi per bravura e capacità attoriali, regalandoci un’ottima performance, degna di una vera professionista!

Non perdetevi dunque la nostra intervista, qui, su “The Soundcheck”, dove Martina ha deciso di raccontarsi un po’ alla nostra redazione, e di svelarci, in esclusiva, qualche singolare aneddoto sul film! 

Sono qui con Martina Fusaro, protagonista del nuovo caper movie italiano, “Criminali si diventa”, al Cinema dal 5 maggio. 

“Criminali si diventa”, dal 5 maggio al Cinema!

Buon pomeriggio, Martina. Per permettere ai nostri lettori di conoscerti meglio, volevo incominciare questa intervista parlando un po’ di te e del percorso che hai compiuto in questi anni. Percorso che ti ha portato a diventare l’attrice protagonista del tuo primo filmche, tra l’altro, ho visto ieri e per cui ti faccio i complimenti.

Ti volevo quindi chiedere, innanzitutto, se una carriera da attrice fosse il tuo sogno fin da bambina o, in caso contrario, quando sia nato in te questo desiderio di recitare.  

Ho sempre provato una forte passione per le Arti, fin da piccola. Spesso, infatti, disegnavo e mi piaceva molto ballare, sia a casa, sia nella scuola di danza che frequentavo. Ma ero anche una bambina molto sportiva: per dieci anni ho praticato ginnastica artistica, nuoto, e danza latino-americana. Si può dire che abbia fatto, quindi, un po’ di tutto. 
E, tra le tante attività, mi piaceva anche cantare, sebbene fossi stonata come una campana! Cosa che, per fortuna, è andata a posto da sola: perché, a forza di cantare sono diventata intonata!

In realtà non ho mai studiato veramente canto, se non un pochino alle scuole elementari, ma rientra sicuramente tra i miei progetti futuri, poiché ritengo che un’attrice, per essere veramente completa, debba saper fare un po’ di tutto. Penso, infatti, che la poliedricità sia fondamentale, per un lavoro di questo tipo: alcune capacità, che vanno oltre la recitazione, possono andare ad integrare quest’ultima sul set e completare così la performance di un attore.

Più che un’attrice, quindi, nel corso della mia carriera preferirei diventare un’artista, iniziando, magari, a studiare uno strumento. Un po’ come ha fatto Ryan Gosling in “La La Land”, quando ha imparato a suonare tutti i pezzi del film con il pianoforte! 

Martina Fusaro, attrice protagonista di “Criminali si diventa”
Quando è arrivata la svolta?

Direi a tredici anni. Infatti, consapevole del fatto che l’Arte avrebbe sempre fatto parte di me e della mia vita, sono andata dai miei genitori e ho detto loro: “Mamma. Papà. Da grande voglio fare l’attrice. Voglio frequentare un corso di teatro.”. Loro ovviamente, a primo impatto, sono rimasti molto sorpresi da questa mia decisione, ma, ciononostante, mi hanno dato tutto il loro sostegno. 

Mi sono iscritta così al teatro della mia città, piccolino, ma perfetto per iniziare a coltivare questa mia grande passione, che è finita per diventare il mio lavoro. Per gioco, inoltre, mi sono registrata in un’agenzia per bambini, iniziando a fare alcuni provini. Questo mi ha aiutato molto a crescere, dato che ero ancora decisamente acerba. Alla fine, a sedici anni sono riuscita ad entrare alla “Black & White Management”, sotto la quale mi trovo tutt’ora. È un’agenzia molto professionale e seria, ed è tramite loro che sono riuscita a recitare come attrice protagonista nel film “Criminali si diventa”. 

Attualmente mi trovo a Milano, dove, dopo aver girato, tra gennaio e febbraio, lo spot della Pan di Stelle per la Barilla, proprio oggi ne ho realizzato uno per la Kellogg’s. È un periodo molto frenetico, questo, per me. Ma, in fin dei conti, il lavoro dell’attore è così: ti porta a spostarti da un posto all’altro continuamente, nonostante i periodi di down. È una sorta di montagna russa, una professione molto dinamica! 

Passo ora alla mia seconda domanda. Tu, Martina, sei giovanissima: a soli 19 anni sei già l’attrice protagonista di un film! Come ci si sente ad aver raggiunto un traguardo così importante a questa età? 

Ti dirò, fino all’uscita del film non ci credevo! Non riuscivo a realizzare, a mettere pienamente a fuoco questo avvenimento. Per me, infatti, il mio lavoro è qualcosa di assolutamente normale, nulla di eccezionale. Prendo molto sul serio quello che faccio. Spesso mia madre mi chiede se io non sia emozionata, e, ovviamente, sì, un po’ la sono, ma non al punto da lasciarmi sopraffare da tutto questo, o da montarmi la testa.

È sicuramente una grande soddisfazione per me, un traguardo bellissimo. Ho imparato molto sul set, dai miei colleghi e dai registi Luca Trovellesi Cesana e Alessandro Tarabelli. Ma, nonostante sia molto soddisfatta, mi sento normale. 

Mio padre era al settimo cielo quando mi hanno presa per il film, e condivide con orgoglio ogni cosa. Io, invece, posto sui social per lavoro, ma non sono una persona che si vanta per ciò che ha realizzato, non è nel mio carattere. 

Inoltre, ero molto insicura prima dell’uscita del film. Non sapevo se sarebbe piaciuto o meno, se la mia interpretazione sarebbe stata all’altezza di quella di attori come Ivano Marescotti e Ugo Dighero, o di tutti i miei colleghi che hanno molta più esperienza di me. Senza contare che stiamo parlando del mio primo film!

Martina Fusaro
Parliamo giusto di “Criminali si diventa”. Io l’ho visto ieri, e mi è piaciuto molto. L’ho trovato estremamente divertente, davvero un’ottima commedia! Ti volevo dunque chiedere com’è stata la tua esperienza sul set. 

Inizio col dirti che questo set è stato meraviglioso. In primo luogo perché è interamente marchigiano, cosa che ci tengo a sottolineare.

La Sydonia Production, ovvero la produzione del film, è marchigiana e l’intento, portato avanti da quest’ultima e dai registi, era infatti quello di promuovere la Regione Marche dal punto di vista cinematografico, culturale e artistico. Inoltre, pur dimostrando grande professionalità e serietà nel loro lavoro – cosa che io apprezzo enormemente -, sono stati tutti molto umani. E l’umanità non è qualcosa che trovi spesso, soprattutto in un ambiente lavorativo come il nostro. Anzi, si può dire che sia un aspetto che, a noi attori, viene spesso a mancare. 

Quindi posso affermare che, per me, questo set ha significato tanto, e penso ne conserverò il ricordo per tutta la vita. Lì ho imparato davvero molto, perché, oltre ad aver interpretato Elettra, sono stata attenta anche all’aspetto tecnico del film, seguendo attentamente la regia ad ogni suo cambio di inquadratura, e prestando attenzione al lavoro di costumisti di scena, elettricisti e operatori.

Infatti, riprendendo il discorso che facevamo prima sul ruolo dell’attore, credo sia importante che quest’ultimo si renda conto dei vari compiti che svolgono le altre figure presenti sul set, così da riuscire a lavorare in sinergia con esse. Questo nell’ottica di un prodotto finale, che risulterà sicuramente migliore.

È molto interessante questo aspetto che hai sottolineato. Quindi questo set, da un punto di vista logistico decisamente contenuto, e questa produzione, ti hanno permesso di fare un’esperienza diversa, rispetto a quella che si fa solitamente in altri ambienti. 

Mi hanno sicuramente permesso di crescere. Le Marche sono state indubbiamente un set meraviglioso. Abbiamo spesso effettuato le riprese in luoghi incredibili, dal punto di vista paesaggistico e artistico, come ad esempio il Museo di Fermo. Gli stessi abitanti marchigiani sono stati molto gentili ed estremamente collaborativi: tutto questo mi ha colpita molto. Non credo troverò, su altri set, la stessa attenzione, nei confronti della troupe, che ci hanno riservato loro. 

Questo film è stato girato dopo il primo lockdown del 2020. Ti volevo chiedere se sia stato difficile girare, date le circostanze, e a quali restrizioni siete andati incontro. Questo aspetto è stato invalidate, dal punto di vista organizzativo, per le riprese?

È stato sicuramente più complicato, ma non troppo difficile.
La prima settimana abbiamo girato in Zona Arancione, e portavamo tutti la mascherina, sia all’interno che all’esterno, togliendola solo quando dovevamo recitare. Dovevamo inoltre fare un tampone a settimana, ed evitare contatti con tutte le altre persone che non fossero del set.

Entrati poi in Zona Gialla le cose hanno preso una piega diversa: è stato tutto più semplice, e abbiamo potuto girare molto di più per le Marche. Io ho visitato il centro storico di Fermo, – una vera gioia per gli occhi! – e sono riuscita a godermi maggiormente il mio tempo libero, potendo girare per le aree limitrofe.

All’inizio però, sì, è stato un po’ complicato. Il Covid ha indubbiamente portato con sé diversi problemi, anche se, a dire la verità, se non si fosse verificata questa situazione, io, il film, non lo avrei fatto… . 

Come mai dici così? 

Perché questo film è nato proprio grazie alla pandemia. I registi, infatti, avevano già dei progetti all’Estero, presi precedentemente, ma, non potendo spostarsi, non erano in grado di svolgerli. E’ nato, dunque, questo progetto, in seguito al quale si sono svolti i casting a Roma, dove mi sono presentata, ottenendo così la parte.
Quindi, da un certo punto di vista, io, al Covid, devo il ruolo di Elettra! 

Martina Fusaro interpreta Elettra, in “Criminali si diventa”
Quindi, in un certo senso, la Pandemia qualcosa di buono ha portato, e qualche aspetto positivo, per te, lo ha avuto eccome!
Ma parliamo ora di Elettra, la protagonista del film da te interpretata, che è – e qui cito – “una giovane col fuoco dentro, con tanta voglia di riscatto”. Puoi dirci qualcosa di più sul tuo personaggio? 

Certamente! Comincio dicendo che io amo Elettra alla follia.
Fin dal primo provino sono entrata subito in sintonia con questa ragazza, piena di energia e determinata. Questo perché ho molto in comune con lei, nonostante le differenze sostanziali che intercorrono tra di noi – e che hanno aiutato Martina a diventare Elettra, salvandola dal pericoloso rischio di interpretare se stessa. Errore che – detto tra noi – fanno in molti, quando trovano un ruolo troppo vicino, per somiglianza, a loro stessi. 

Elettra ha 22 anni. Io ne ho 19. Quindi, da questo punto di vista, la giovane età ci ha sicuramente aiutato ad entrare in sintonia. Entrambe siamo, inoltre, molto tenaci: mi sono rivista in lei, sotto questo aspetto – e forse, per questo, lei si è rivista in me. 

Tuttavia il mio personaggio presenta un passato burrascoso, che io non ho conosciuto. Mia madre e mio padre, infatti, mi hanno sempre supportata, e il loro appoggio non mi è mai venuto a mancare.
Elettra invece non ha i genitori, perché orfana di entrambi, morti di cancro. Anche la sua situazione economica non è delle migliori, poiché la famiglia si era trovata in una condizione di estrema povertà in seguito all’incarcerazione di Enzo, zio della ragazza. A causa di ciò, nessuno aveva più voluto avere a che fare con i genitori di Elettra, che erano rimasti senza lavoro. 

Questo è un tema molto interessante: il fatto che le colpe di una persona ricadano sull’intera famiglia, o, citando la celebre frase, “sui figli”. Questo pregiudizio, che aleggia per il paese e che va poi a rappresentare un problema all’interno della società stessa, che giudica negativamente determinate persone. Cosa ne pensi in proposito? 

Esatto! Infatti, nel film “Criminali si diventa”, non si parla solo di Elettra e del colpo che, con la sua banda, cercherà di organizzare, ma anche delle istituzioni e della società, e di come queste influiscano, condizionando la vita di alcune persone. 

In questo film non c’è un vero villain, poiché, come nella realtà, i personaggi sono tutti in parte buoni e in parte cattivi. È questa la sua bellezza, a mio avviso.
Cambia il punto di vista, relativo al personaggio e allo spettatore.
Un aspetto su cui non avevo riflettuto, e che mi è saltato agli occhi l’altro giorno, riguardando il film, è il fatto che Elettra possa sembrare, a primo impatto, una criminale, tuttavia le azioni da lei compiute vanno riconsiderate, alla luce del suo passato. 

Martina Fusaro
Ti volevo chiedere, inoltre, sempre in riferimento alla tua esperienza sul set, se ci sia stato qualche aneddoto divertente che vuoi raccontare. 

Sì, ce n’è uno in particolare, che racconto sempre con piacere.
Il primo giorno di riprese sul set ero molto in ansia, e quest’ultima è aumentata ulteriormente, quando mi hanno riferito che l’indomani avrei dovuto guidare la macchina, nonostante io non avessi – e non abbia tuttora! – la patente.

La macchina era quella del regista (il che accresceva il senso di responsabilità che mi opprimeva), che dovevo guidare senza cambio automatico, e in salita. Alla fine l’Elettra che c’è in me è riuscita in questa impresa – anche se si percepisce, nel film, che ero un po’ spaventata!

Mi ricordo che la prima scena che abbiamo girato era con Lodo Guenzi, che mi stava accanto, e con Giacomo Bottoni e Ugo Dighero, che sedevano dietro di noi.
Io non conoscevo Lodo e ad un certo punto mi sono sentita in dovere di confessargli: “Guarda, te lo dico, non ho la patente.”, pensando tra me che, in caso di necessità, sarebbe potuto intervenire, tirando il freno a mano.

Lodo invece mi ha fissata, rispondendomi piano con un: “Neanch’io.”
A quel punto Giacomo e Ugo, dietro di noi, si sono guardati, con il terrore negli occhi, e non hanno più proferito parola. 

Avranno certamente pensato: “È finita, siamo spacciati!”. Prima hai citato Ugo Dighero e Ivano Marescotti, due artisti famosi, che hanno preso parte a numerosi progetti.  Com’è stato lavorare con due attori di un certo calibro come loro?

Ho avuto due rapporti completamente differenti, lavorativamente parlando, con Ugo e Ivano, proprio perché sono due persone estremamente diverse dal punto di vista caratteriale.

Ugo è una persona splendida, bravissimo in ogni film in cui recita. È stato l’unico ad avermi fatto i complimenti dopo la prima scena girata insieme, pur senza conoscermi. Si è avvicinato e mi ha detto: “Comunque lo sai, Martina, che sei proprio brava?”.
Insomma son soddisfazioni! Mi ha sempre messa molto a mio agio, e mi sono trovata molto bene a lavorare con lui. 

Con Ivano è stato diverso. In sua presenza ero molto più in ansia e avevo paura di non essere all’altezza di un attore come lui. Ivano è una persona più riservata, molto professionale e seria, quindi, di primo impatto, ero sicuramente un po’ bloccata. 

Tuttavia, anche lui è riuscito presto a mettermi a mio agio. Il ghiaccio si è rotto definitivamente quando, prima di una ripresa, mi sono fatta avanti e gli ho chiesto di ripetere le battute assieme a me. Lui mi ha guardata e mi ha risposto: “Ah, perché tu le sai? Ehm, perché io no!”.
In quell’esatto momento è riuscito a mettersi al mio livello, cosicché io mi sentissi al suo, e questa è stata una cosa meravigliosa. Lo ammiro tantissimo. 

“Criminali si diventa” è stato premiato per la categoria “Best Foreign Film”, nella competizione del Cannes World Film Festival di Marzo 2022. Come hai reagito a questa notizia? Ne andrai sicuramente molto fiera! 

Ho provato molto orgoglio e felicità. Sicuramente non me lo aspettavo, essendo il nostro un film indipendente e low budget. Ne sono rimasta piacevolmente sorpresa e ho riconosciuto a me stessa di aver fatto parte di un film – di un progetto – che merita forse di più di quello che mi sarei aspettata. Mi sono anche resa conto che il riconoscimento non è sbagliato, nonostante la semplicità della pellicola.
Tutto questo mi ha fatto sentire molto gratificata, sul piano artistico. 

“Criminali si diventa”, con Martina Fusaro, premiato al Cannes World Film Festival
Io lo trovo un prodotto riuscito, seppur semplice, sotto alcuni aspetti. È un film ben recitato e tu sei stata bravissima! Parlaci, dunque, di “Criminali si diventa”. Cosa diresti al pubblico per farlo accorrere in Sala? 

Non sono brava in queste cose, ma farò un tentativo.

Nel film troverete tanta umanità, quella che ho incontrato sul set e che si è riversata all’interno della pellicola, oltre ad una profonda autenticità. Due qualità che si sono un po’ perse, al giorno d’oggi, e che noi abbiamo voluto portare sul grande schermo.

Visiterete il territorio marchigiano, che va fortemente promosso, dal punto di vista artistico e cinematografico.

Incontrerete grandi attori, come Ivano Marescotti, Ugo Dighero, Lodo Guenzi e Giacomo Bottoni, ma anche alcuni esordienti, come me, Kelly Chen, Carola Abdalla Said, Salvatore De Santis, Orfeo Orlando, Andrea Beruatto, Greta Oldoni – ci tengo personalmente a menzionarli tutti. 

Come descriveresti “Criminali si diventa” in tre aggettivi? 

Direi leggero. Divertente. Intrigante. 

Ti chiedo un’ultima cosa sul film, relativa al finale, che si dimostra essere abbastanza aperto, per una serie di motivi (che noi, qui, non spoileriamo). In vista di un ipotetico sequel, saresti disposta a tornare nei panni di Elettra? 

Certamente! Elettra è parte di me, non potrei non tornare ad interpretarla.
“Criminali si diventa” è un film che mi ha dato tanto, da cui ho ricevuto tanto e al quale ho dato, a mia volta, tanto. Dunque sono disposta a dare tanto, un’altra volta. 

Parliamo del Futuro, in particolare di quello del Cinema italiano, nei prossimi anni. Questa pellicola è tutta italiana, frutto di una produzione e di una regia italiana, con un cast italiano e, ovviamente, girato in Italia, come hai sottolineato anche tu prima. 
È bello che il Cinema italiano acquisti rilevanza all’Estero, così com’è successo per “Criminali si diventa”, ed è anche importante, poiché tendiamo a sottovalutare la portata dei nostri prodotti cinematografici, nonostante escano film validi ogni anno (penso a “Lo chiamavano Jeeg Robot”, piuttosto che a “Freaks out”, o a “Perfetti sconosciuti”, “America Latina”, “Favolacce”, per non parlare poi di Paolo Sorrentino, che sforna un capolavoro dopo l’altro). Come vedi dunque futuro del Cinema italiano, nei prossimi anni?

Temo un po’ per il futuro del Cinema, soprattutto dopo il lungo periodo di Covid, che ha inferto un duro colpo al nostro settore. Le sale sono sempre meno frequentate, soprattutto in Italia. Lo dico a malincuore, nonostante ami il Cinema. 

Dal punto di vista tecnico e professionale, penso sia una bella sfida. Ci sono molti film di bassa qualità, meramente commerciali, prodotti in Italia a livello cinematografico. Non ho una risposta a questa domanda, ma spero vivamente di vederlo rifiorire.
Spero, con ottimismo, in una svolta. 

Martina Fusaro, attrice protagonista del film, “Criminali si diventa”
Parlando di te e del tuo futuro, hai qualche progetto a cui stai lavorando? 

Attualmente sto facendo numerosi provini, ma non ho nulla di certo in cantiere.
Sto studiando con Luca Angeletti al REC Acting Studio, da due mesi. Mi trovo molto bene e sto crescendo tanto, perché non si smette mai d’imparare! Studierò ancora in futuro, e continuerò sempre a farlo, questo è certo. 

Hai qualche sogno, che speri si realizzi nel corso della tua carriera?

Il mio intento, ora, è quello di lanciarmi su una fiction, prodotta dalla Rai o da Netflix. Le Serie TV sono qualcosa che non conosco, un’esperienza diversa da quelle che ho fatto in precedenza. Sono proiettata, dunque, su un progetto di questo tipo. 

Mi piacerebbe, inoltre, fare un film con Paolo Genovese e Gabriele Mainetti, due tra i miei registi preferiti. Ma anche lavorare, in Italia, con Claudia Pandolfi e Jasmine Trinca, e, all’Estero, semmai ne avrò l’opportunità, con Natalie Portman e Jennifer Lawrence, che è super divertente e che amo alla follia – perché a me piacciono solo le attrici pazze! 

“Criminali si diventa”, con Martina Fusaro, al Cinema dal 5 maggio!

A cura di
Maria Chiara Conforti

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Maria Chiara Conforti

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