Stefano Rapone, un meritato sold out all’Hall di Padova

Stefano Rapone, un meritato sold out all’Hall di Padova
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Giovedì 29 aprile, Stefano Rapone è salito sul palco dell’Hall di Padova con il suo spettacolo di stand-up comedy registrando il tutto esaurito.

L’ultimo comico in calendario all’Hall è Stefano Rapone. Gli organizzatori di For Laughs’Sake hanno concluso col botto la stagione al coperto di stand-up comedy che ci ha accompagnato per tutto l’inverno e che in questi mesi, nonostante i vari problemi legati al covid, ha sempre riempito il locale.

Mario Raz

Dalla famiglia di Comedy Central, arriva Mario Raz che ci racconta la sua personale esperienza riguardo la lista della spesa della psicoterapeuta, la difficoltà del trovare casa a Milano e la convivenza durante il lockdown. Sono dieci minuti di risate che scorrono in pochi secondi e scaldano il pubblico.

Stefano Rapone

Appena annunciata la presenza di Stefano Rapone all’interno delle serate di For Laughs’Sake, sono andata a cercare un po’ di video su YouTube, giusto per farmi un’idea di quello che sarei andata a sentire.  È stato amore alla prima battuta.

Mentre il video si caricava, lo sguardo è caduto sul primo commento:

“Stefano Rapone ha una voce così profonda che potrebbe tranquillamente doppiare il motore del Titanic”

Lì per lì non avevo capito, poi è partito il video e tutto mi è diventato più chiaro.

In questi mesi di frequentazione delle serate di stand-up all’Hall, ho realizzato quanto sia importante il tono di voce, che diventa un vero e proprio co-protagonista insieme alle battute.

Una voce, quella di Stefano Rapone, bassa e monotona e per questo vincente quando snocciola battute incredibili sui temi più “pericolosi”: dagli omosessuali agli ebrei, passando per le morti dei profughi in mare ai nazisti.

Come al solito non starò qui a citare le battute ma vi posso assicurare che oltre ad essere uscita dal locale con il mascara colato, a forza di piangere dal ridere, il giorno dopo mi sono ritrovata con le costole doloranti per le troppe risate.

Si può ridere di tutto

Oltre ai racconti di Stefano c’è (molto) spazio per le chiacchiere con il pubblico, che danno l’opportunità di improvvisare battute e che portano la durata dello spettacolo a superare le due ore. Praticamente una maratona del politicamente scorretto.

Quant’è bello poter ridere di cose bruttissime senza sentirsi minimamente in colpa? Ha ragione Ricky Gervais quando dice:

“Ridere di cose brutte non fa di noi brutte persone”

Frase, quella di Gervais, che mi torna prepotentemente in testa mentre Rapone ci mostra con delle slide una shitstorm allucinante che gli è capitata a seguito di una battuta detta in televisione su “Hitler e gli ebrei”. Quando un’orda inferocita di persone inizia ad insultare pesantemente un comico per una frase scherzosa, capisci che c’è ancora molto lavoro da fare su quella parte di umanità che non ha ancora ben chiara la differenza tra freddura ed insulto e che, anzi, per difendere il soggetto “colpito” diventa più volgare e violento della battuta stessa.

Usciti dall’Hall passiamo come tradizione il viaggio di ritorno a parlare e a citare le battute appena ascoltate, continuando a ridere come stupidi, e con un briciolo di nostalgia sapendo che si è conclusa una bellissima stagione.

Confidiamo che For Laughs’Sake organizzi qualche spettacolo anche durante l’estate, giusto per ricordarci quanto fa bene ridere.

a cura di
Anna Bechis
foto di
Enrico Dal Boni

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