11 film talmente brutti che diventano belli

11 film talmente brutti che diventano belli
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Il titolo originale doveva essere “Undici film talmente brutti che fanno il giro e diventano belli”, ma il SEO e il potere dell’indicizzazione mi hanno tarpato le ali. Ma non le mani. Procediamo.

Quante volte vi siete imbattuti, durante il furioso zapping su Tele + Stream Sky, in film brutti-ma-belli? Quei film per cui solo dopo qualche decina di minuti vi rendete conto dell’orrore (non inteso come genere), ma una forza magica non vi permette di cambiare canale. O di alzarvi dal divano e fare una passeggiata all’una di notte. O di chiedere perdono a qualche entità astratta.

Ecco, ce ne sono una quintalata, soprattutto quando li vedi di nuovo, ma a distanza di anni. Fu così, per esempio, che il sottoscritto deve ammettere che “Independence Day” è un elogio alla tamarreide (e del finto nerdismo), che “Howard e il destino del mondo” poteva essere partorito solo dopo aver sniffato vernice al plutonio. Tuttavia, continuo a cercarli e a gustarli, un guilty pleasure che nemmeno nei peggiori siti di filmati d’autore potrebbe essere ammesso. Eppure…

Ma bando alle ciance, ecco a voi una raffinatissima selezione di film talmente brutti che fanno il giro e diventano belli.

Howard e il destino del mondo (Howard the Duck)

Solo decenni dopo ho scoperto che quel simpatico papero non c’azzecca un ciufolo con la sua controparte fumettistica. Solo anni dopo ho capito certe battute e doppi sensi. Ma ero un bimbo spensierato e col caschetto d’oro, che si esaltava nel vedere un papero spaziale che spara con pistole strane e che combatte contro un villain che diventa un coccoloso mostruoso pupazzo alieno ciccione. Avevo 6 anni la prima volta, poi lo rividi 20 anni dopo. Mi divertivo ancora. Figlio della sua epoca, forse esageratamente bistrattato, ma parlo col cuore (segue gesto stile Barbara D’Urso).

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Independence Day

Alieni che attaccano le capitali terrestri (tranne Roma, lì si sono fermati solo per fare il pieno di GPL alle navette) e gli altezzosi Stati Uniti d’America che si reggono su tre fondamenta: cazzotti, sigaro e Windows 3.1. Will Smith che tira un pugno a un alieno e gli urla “Benvenuto sulla Terra” mentre si accende un sigaro è poesia, Jeff Goldblum che hackera l’avanzatissima tecnologia aliena con un pc portatile dotato di 386, 8megabite di ram, Windows 3.1 e cavo ethernet è Dolce Stil Novo. Il presidente degli Stati Uniti che urla “Ce l’ha fatta! Quel figlio di puttana ce l’ha fatta!” a due centimetri di distanza dal figlio del tizio che si è appena suicidato col jet per distruggere il cannone della nave madre è cazzodurismo puro.

Menzione d’onore per “Independence Day: Resurgence”: l’invasione aliena comincia e termina nell’arco di un pomeriggio, giusto in tempo per l’ora di cena e per il Super Bowl.

Speed 2

Dopo l’autobus che non deve scendere sotto le 50 miglia orarie, una nave da crociera hackerata che non può essere fermata e il genio di turno pensa sia buona idea rallentarne la corsa facendo imbarcare acqua nella nave. Serve altro?

Non ai livelli di “Titanic 2”, ma si difende bene
Suicide Squad
Sharknado

È stato realizzato per essere cafone di proposito. Detto questo, aveva pretese di essere un “B-movie” con attori presi da Beverly Hills e Scary Movie e computer grafica da Pentium MMX comprato da “mio cuggino che è bravo coi computer”. Ha segnato un’epoca, fatevene una ragione.

La croce dalle sette pietre (L’uomo lupo contro la Camorra)

La trasformazione in lupo mannaro più lunga e dettagliata della storia. Classico film dei primi anni ’80 con pretese insensate, talmente alte che per cercare di raggiungerle ha fatto un tonfo più bello del risultato sperato.

L’inceneritore

In realtà non è così brutto: nel 1983 fu accolto con un certo entusiasmo anche al Festival di Venezia. Ha solo avuto un’enorme sfiga. Scurissimo (nel senso che non si vede una mazza per tutto il tempo) e in più c’è Richard Benson in veste di attore e autore del main theme.

Atto di Forza

In quel periodo Arnold Schwarzenegger era onnipresente al cinema, ma siamo onesti: non è un bel film. Tuttavia, ha delle trovate talmente cafone che è impossibile non volergli bene.

Starship Troopers

Sono passati 25 anni e continuo a non capire come possa essere definito “bello”. Per l’epoca ha degli effetti speciali che tutt’oggi non sfigurano e ci sono Matt LeBlanc e Denise Richards. Ma ci sono Matt LeBlanc e Denise Richards. E comicità quasi fuori posto. Ma ho imparato ad apprezzarlo anche per questo.

Anaconda

Jennifer Lopez, Jon Voight e Ice Cube. Il trio delle meraviglie contro un anaconda in computer grafica (questa volta invecchiata malissimo) per uno dei b-movie più cafoni della seconda metà degli Anni ’90. Solo qualità. Bassa. Che può essere apprezzata solo da un élite di prescelti.

Alien La Clonazione

Già clonare dopo oltre 120 anni Ellen Ripley è un’idea fin troppo fantascientifica. L’espressione cucciolosa dello xenomorfo è qualcosa che non ti aspetti, al pari di Ripley che gioca a basket meglio di Michael Jordan. Gli anni ’90 sono stati una fucina di trash meraviglioso.

“Giocando a basket con gli amici sono cresciuto / me la sono spassata, wow che fissa ogni minuto / le mie toste giornate filavano così / tra un megatiro a canestro e un film di Spike Lee”
Batman e Robin

A proposito di trash… Film dal grande potenziale, distrutto da Mattel. Continuo a ribadire che, nonostante la bruttezza generale, nonostante sequenze che pur di non rifarle vengono mandate avanti e indietro stile videoregistratore impallato (Robin che sta per annegare), l’interpretazione di Schwarzenegger nei panni di Mister Universo Mr. Freeze l’ho sempre trovata eccelsa. Dategli un’altra possibilità, piccina picciò.

a cura di
Andrea Mariano

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Andrea Mariano

Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

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