Passato vs futuro: “30” è la rinascita di Adele

Passato vs futuro: “30” è la rinascita di Adele
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Venerdì 19 novembre è uscito 30, il nuovo e attesissimo album di inediti che segna la rinascita di Adele, tra jazz ed elettronica, in un mix di modernità e classicità.

Dopo 6 anni di silenzio, un divorzio e 45Kg in meno, Adele torna a farci emozionare con 30, un “album di divorzio” e un album di rinascita30 segna un punto di distacco dal passato, non solo è la prima copertina in cui la cantante viene ritratta a colori, ma la sua voce è accompagnata da contaminazioni black e da una sperimentazione di elettronica.

Un album black 

In questo album “black”, Adele si racconta completamente, mettendo a nudo ogni parte più intima del suo essere tra ritmi jazz e soul con richiami al gospel. L’emblema di ciò è proprio Strangers by nature, il singolo che apre l’album, nel quale riscontriamo un abbondante utilizzo dell’elettronica che accompagna la voce soul della cantante mentre racconta la sua separazione in maniera intima, diretta ed efficace. 

L’elettronica torna poi prepotentemente in Cry your heart out e Oh my god. Con queste Adele esce un po’ dalla sua comfort zone, sperimentando ritmi più vivaci, effetti vocali campionati e l’autotuneUna modernità in contrasto con la classicità della sua voce

Le contaminazioni black appaiono abbastanza evidenti in pezzi come All night parking, nella quale Adele canta sulle note del pianista jazz Erroll Garner, scomparso negli anni ’70. Ascoltandola ad occhi chiusi, la canzone rimanda alla mente un’immagine in bianco e nero dei famosi locali jazz dell’America degli anni ‘60/’70.

Rinascita e speranza

Il singolo di lancio dell’album Easy on me può essere considerato un punto di legame con il passato. Riprende, infatti, lo stile classico di Hello Someone like you, canzoni nelle quali la voce di Adele è accompagnata dal piano ed esplode nel ritornello. Un altro singolo che può fungere da ponte tra passato e presente è Can i get it che rimanda subito alla musicalità di Rolling in the deep. Queste due canzoni sembrano l’ultimo collegamento con il passato prima di immergersi in una nuova sperimentazione elettronica

Guarda il videoclip ufficiale di Easy on me su YouTube

My little love è il brano più intimo dell’album. In questo singolo di ben 6 minuti è evidente la sofferenza “I’m holding on (barely), mama’s got a lot to learn (it’s heavy)”. Allo stesso tempo, però, rimane presente un senso di speranza nei confronti di suo figlio Angelo “My little love”. Proprio a suo figlio è rivolta la frase “I wanted you to have everything I never had. I’m so sorry if what I’ve done makes you feel sad”, con il quale si scusa per la sofferenza a lui causata. La parte più emozionante si ha alla fine della canzone, quando con la voce spezzata dalle lacrime, Adele racconta tutte le sue sofferenze, quasi come ad esorcizzare il dolore.

La musica mi aiuta in molte situazioni e vorrei fare lo stesso per le persone… per ricordare che non sono sole. Ci sono stati momenti in cui stavo scrivendo il disco, o ascoltavo qualcosa e pensavo: ‘Potrebbe essere un po’ troppo privato’. Ma niente è così spaventoso come quello che ho passato negli ultimi due o tre anni a porte chiuse. Quindi non ho paura.

Adele

Love is a losing game, ma non per Adele. Per lei, infatti, l’amore è sì un gioco, ma se in amore e nel gioco esistono vincitori e perdenti, Adele sicuramente non rientra nella seconda categoria. L’incipit del brano ricorda la sigla di un film Disney, in contrasto con la presa di coscienza della cantante. In questo brano, quindi, si riscontra la sua presa di coscienza, il punto di rinascita, un nuovo inizio, la speranza in un futuro diverso. Love is a game, ma a differenza di Amy Winehouse, Adele ne è uscita da vincente.

a cura di
Giulia Focaccia

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