“Noi, loro, gli altri” il nuovo album di Marracash

“Noi, loro, gli altri” il nuovo album di Marracash
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Non è il titolo di un romanzo dispotico, è l’ultimo album di Marracash. “Noi, loro, gli altri” esce inaspettato, annunciato a soli tre giorni dal rilascio, mentre il lavoro precedente “Persona” è ancora in top 30

“Noi, loro, gli altri”, come è stato per “Persona”, è un lavoro molto personale, nel quale troviamo Marracash cresciuto, forse anche un po’ stanco. Ormai adulto il king del rap diventa riflessivo, sente di aver raggiunto i quarant’anni e percepisce le pressioni sociali che girano intorno a quest’età. Come dichiara lui stesso nel brano “Dubbi”.

“Tuo fratello ha dei figli bellissimi, tu quanto ti decidi? […] Ho quarant’anni e mai visto un legame che rimanga”

Fabio ci parla della difficoltà a relazionarsi con gli altri, con sé stesso e anche con un’identità sociale collettiva come quella della coppia, per l’appunto “Noi, loro, gli altri”. Senza risparmiare critiche allo Stato e alla società odierna, la “Crudelia” di questo disco. Tutto questo in un momento particolare della sua vita; per l’artista è appena finita una relazione importante. Un rapporto che l’ha segnato, a tal punto da inserire l’ex compagna, la cantante Elodie, nella copertina e di farla partecipare al disco, sia come feat che come co-protagonista del video di “Crazy Love” a lei ispirata. Dichiara: “Ci siamo conosciuti su un set di un video e abbiamo pensato che sarebbe stato bello chiudere il cerchio con un altro video”

NOI
Cover “NOI”

“Noi, loro, gli altri” trattando di tre universi collettivi diversi, ha dovuto essere rappresentato da tre copertine differenti. La prima “Noi” presenta tutti i parenti dell’artista di fronte alla propria casa, con l’aggiunta di Elodie, in un classico ritratto di famiglia. Nella seconda versione della copertina “Loro” vediamo il rapper immerso in quello che sembra un classico ufficio in centro a Milano, tutti intorno a lui sono elegantissimi, mentre Marracash indossa una semplice maglietta a maniche lunghe. Tra i personaggi ritratti troviamo sia il suo commercialista che il suo manager. Per concludere con la cover “Gli altri”, disponibile solo in vinile, anch’essa con un richiamo al dispotismo, una marea umana diretta tutta in una direzione, con lo sguardo fisso, mentre Fabio travolto, ma immobile, rivolto dalla parte opposta ci guarda dritto negli occhi seppur a distanza.

“Racconta il momento: siamo una società frammentata, divisa in squadre e fazioni, ognuna con la sua verità. Si rivendica il diritto all’identità, e nei casi di quella sessuale ad esempio lo trovo giustissimo, e allo stesso tempo si perde la visione d’insieme”.

“Noi, loro, gli altri” vuole essere un progetto artistico, ben curato nei minimi dettagli. Marracash con le ultime uscite ci ha dimostrato di essere un rapper acculturato, di non accontentarsi di temi banali, riconfermandosi forse come la miglior penna del rap italiano. Come lui stesso ci racconta in un’intervista dell’anno scorso, il rap come genere ha fatto fatica ad emanciparsi ed ora che è libero deve volare. La cura estetica di questo lavoro non si ferma alle tre versioni visuali, nel video di “Crazy Love”, il rapper dimostra la sua cultura cinematografica e artistica con un’attenzione particolare al colore e con la citazione men che meno della art-star del momento Marina Abramović.

O meglio della sua famosa performance “Rest Energy”, opera d’arte la cui tematica è la fiducia, diventata una pietra miliare della storia dell’arte contemporanea. Marina Abramović regge un arco, mentre il compagno Ulay ne tende la corda: “Era la rappresentazione più estrema della fiducia. Eravamo entrambi in uno stato di tensione costante, ciascuno tirando dalla sua parte, con il rischio che, se Ulay avesse mollato la presa, avrei potuto trovarmi con il cuore trafitto”. In “Crazy Love” è Marracash a reggere l’arco, con Elodie che ha la possibilità di trafiggere il suo cuore. Visivamente il brano si conclude con i due che si uccidono in un video ufficiale.

Prodotto dall’ottimo Marz accompagnato da Zef, il titolo è già una dichiarazione di intenti. “Noi, loro, gli altri” arriva dopo il grande successo di “Persona”, disco già cult, sempre alto in classifica a due anni dall’uscita, nonché il più venduto del 2020 e con all’attivo oltre 200.000 copie vendute e più di 475 milioni di streaming solo su Spotify. Tutti i brani contenuti nel disco sono stati certificati da FIMI/GfK Italia. Composto da 14 tracce di cui una Skit e tre collaborazioni, “Noi, loro, gli altri” è un album ricchissimo di sonorità diverse, un universo di melodie. Al suo interno molti campionamenti tratti anche da generi musicali completamente opposti, in “Pagliaccio” viene citata l’opera lirica di Ruggero Leoncavallo, campionando la voce di Pavorotti, mentre in ∞ Love” fluttuiamo sulla base di “Infinity” di Guru Gosh, brano dance simbolo degli anni duemila.

Non solo citazioni, ma anche molti feat, eppure non tutti dichiarati, una scelta un po’ in stile Kanye West. Nel disco troviamo veramente tutti da Salmo, Mahmood, Blanco, Fabri Fibra, Guè, Elodie, Joan Thiele, fino al cantante Indie Calcutta. Quest’ultima è una scelta molto eccentrica, non solo per l’ovvia differenza di stile, ma anche per la lunga assenza del cantautore dalla scena musicale. Prima di vederlo comparire in questa tracklist pensavamo fosse scomparso.

NOI, LORO, GLI ALTRI
Cover “LORO”

Tutte queste fusioni, spingono Marracash a sperimentare, in “Nemesi” con il giovane collega Blanco, lo sentiamo urlare in modo del tutto coraggioso, avendo scelto come feat il ragazzo degli urli, diventato famoso proprio per le sue grida disperate, ma sempre intonate. Un brano straziante ed intenso che non poteva vedere collaborazione migliore. In “Noi” sentiamo tutta la consapevolezza della propria età, del proprio percorso di vita e delle tappe che lo hanno attraversato, un brano amaramente nostalgico in cui il rapper ripercorre l’adolescenza complicata in Barona insieme all’amico Alessio. Il riferimento alla cocaina e al suo abuso, la tematica del gioco e dell’amicizia su cui si basa il consumo: il brano sembra il prosieguo di “Amore in polvere”.

Purtroppo non possiamo dire lo stesso di “Laurea ad honorem”, quella di Calcutta è stata una scelta forse troppo audace. Il cantante viene decisamente snaturalizzato per adattarsi ad essere il ritornello di una canzone hip pop. Voleva essere la hit del disco insieme a ∞ Love” con Gué Pequeno (già campionata sulla hit per eccellenza), tuttavia ci appare forzata e non rende onore al testo del brano che ha uno spessore notevole.

Per la Skit la scelta di Fabri Fibra è a dir poco geniale. Il padre del rap italiano sa essere graffiante, arrabbiato, feroce come nessun altro, l’autore di “Turbe giovanili” è semplicemente perfetto per questo breve, ma conciso monologo. Sono solo 55 secondi, eppure arrivano dritti in fronte come proiettile.

GLI ALTRI
Cover “GLI ALTRI”

Dalle dense critiche non viene risparmiata neanche l’esaltazione della ricchezza tipica del mondo dello spettacolo in ∞ Love”, persino quest’artista che modaiolo è sempre stato e ha collaborato con brand dell’alta moda come Gucci, sottolinea la vanità del lusso fine a sé stesso ed il bisogno di colmare la vita con ben altra bellezza.

Ma diciamoci la verità, maturità a parte, il King del rap non sarebbe lui senza un dissing. Quindi ecco che arriva in “Cosplayer” l’attacco palese, anche senza pronunciarne il nome, a colui che è l’outsider all’interno del suo stesso mondo: Fedez. Il rapper, o se vogliamo dare ragione a Fabio, l’influencer, più odiato dai suoi colleghi. Non c’è grande maestro della scena italiana che non lo abbia attaccato in un brano da Fabri Fibra, a Salmo, fino a Marracash. Niente di personale contro Federico, semplicemente una diversità enorme nel modo di affrontare la musica e lo show business.

Dal biondo patriota, sui social si prodiga per noi, ma in realtà è il più merda come il Patriota in The Boys (Eh, questa era pesa). Vabbè, al massimo si scatena, tanto ambassador non porta pena” ma anche “la popstar con gli occhi lucidi per il decreto? Vade retro, ritorna dal tuo creator”.

Questo lavoro ci appare complesso quanto indefinito. Tanta estetica, tanta ricercatezza, dai campionamenti, al videoclip, fino ai Visual che accompagnano gli altri brani, eppure manca qualcosa. Se “Persona” era un progetto artistico dalla A alla Z, “Noi, loro, gli altri” con tutta questa molteplicità e l’annuncio fugace, ci appare come la prefigurazione di altro. Qualcosa bolle in pentola per Fabio. Manca un unico leitmotiv. Si il tema sociologico unisce tutte le canzoni, ma sentiamo come degli iati. Lasciati forse da brani inediti non inseriti nell’album? Dobbiamo aspettarci un EP di accompagnamento o è voluta questa sensazione di confusione e fastidio? Solo il tempo ce lo potrà dire. Ciò nonostante, siamo già sicuri che questo disco diventerà un cult, come è stato per “Persona”.

Di seguito la tracklist del disco:

  1. Loro
  2. Pagliaccio
  3. ∞ Love (feat. Guè Pequeno)
  4. Io
  5. Crazy Love
  6. Cosplayer
  7. Dubbi
  8. Laurea ad honorem (feat. Calcutta)
  9. Noi
  10. Noi, loro, gli altri Skit
  11. Gli altri (Giorni Stupidi)
  12. Nemesi (feat. Blanco)
  13. Dumbo Gets Mad Skit
  14. Cliffhanger

a cura di
Francesca Calzà

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