La grande casa di Vea: fuori col singolo ”Le quattro mura di turno”

La grande casa di Vea: fuori col singolo ”Le quattro mura di turno”
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È già disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitale il nuovo singolo di Vea, nome d’arte di Valeria Angelotti, Le quattro mura di turno, secondo singolo tratto dall’album ” Sei chi non sei” di prossima uscita. Ispirato da una sua amica definisce il concetto di casa come le sfumature e i frammenti di vita, gli odori e le sensazioni lasciati durante i vari traslochi.

Il singolo, uscito per l’etichetta Metatron, è accompagnato da un video girato e montato dalla stessa Vea dove va in scena un trasloco festoso e allegro condiviso fra amici, una sensazione di leggerezza necessaria in questo periodo purtroppo avido di questi momenti.

Vea vive a Torino. Cura nei dettagli i testi delle canzoni che risultano poetici ma anche ironici e taglienti. La voce è la sua forza e il suo stile musicale non fa parte di un genere ma spazia fra richiami soul e pop-rock, il tutto shakerato con energia e personalità.

Vea nel 2018 ha fatto una scelta coraggiosa, quella di abbandonare il fatidico e ormai tanto agognato posto fisso per abbracciare la scelta di dedicare tutta se stessa alle sue canzoni. Da questa scelta ne è scaturito, nel 2018, un EP chiamato appunto ”Posto fisso” a testimonianza di questo cammino intrapreso.

A seguire molti concerti in giro per l’Italia insieme a tanti riconoscimenti, fino al premio assegnatole da Teresia De Sio, in piena pandemia Covid, per il secondo posto nella categoria ”Testo canzone”del premio inediTo – colline di Torino. L’abbiamo raggiunta per presentarci il suo percorso artistico e per farci dare ragguagli sul nuovo lavoro.

Nel tuo ultimo singolo “Le quattro mura di turno” definisci il concetto di “casa” come una parte della nostra vita, ”chilometri di scelte e di perché”, lasciando delle tracce di noi  un po’ come Pollicino con i sassolini che indicano la via. Tu hai trovato la tua “casa” o sei ancora in cerca?

Ho una casa fatta di mura da cinque anni e l’amo molto. Allo stesso tempo però, sento mie tante altre abitazioni e tante altre città, diverse da Torino. Per me “casa” è dove e quando posso essere totalmente me stessa.

Solitamente gli oggetti che lasci durante gli spostamenti  che fanno parte di te, delle tue scelte e della tua formazione (libri, dischi etc) li riprendi indietro, (”a riprenderti un sogno”) o li abbandoni al loro destino?

Di solito più che lasciarli e basta li regalo e se mi riprendo qualcosa è perchè, laddove è stata, ha compiuto il suo destino e magari può tornare al mio. Ma questa canzone non parla di me, parla di una mia cara amica…forse vi stupirà sapere che non ho mai vissuto in una città diversa dalla mia!

Il ritornello della canzone parla della necessità di fuga dalle quattro mura. Avresti mai immginato che quel bisogno sarebbe diventato necessario col lockdown? A proposito dove e come hai vissuto quel periodo?

No, figuriamoci! Sinceramente mi fa sorridere ogni volta che ci penso…sembra quasi una premonizione (che non avrei mai voluto avere). Ho vissuto la quarantena in casa mia, passando diverso tempo riflessa nel pomello della mia lavatrice: per non perdere il contatto con la realtà, ho realizzato un format d’interviste intitolato (appunto) “Rifletto”, ho ricevuto tantissime adesioni e collezionato delle riflessioni davvero emozionanti. Potete sbirciare la playlist con tutte le puntate sul mio canale YouTube!

I tuoi live trasmettono molta energia e i tuoi testi sono ironici e legati alla realtà, un’attitudine che rocorda un pò Rino Gaetano. Quali sono stati i tuoi riferimenti musicali e stilistici?

Sì, per il primo EP è tutto vero! Ma questo secondo lavoro è completamente diverso, ho esplorato nuove identità e nuove sonorità. I miei riferimento sono davvero tantissimi, ma sono più la tipa cresciuta a pane e Battisti. L’energia arriva sicuramente dal Soul, dal Blues, in particolar modo dalla mia adorata Etta James. Attualmente ammetto di essere fanaticamente fan di Brittany Howard e tra le cantautrici italiane adoro Cristina Donà.

Hai una band con cui porti la tua musica nei live? Che apporto danno alla composizione delle tue canzoni?

Sì e non vedo l’ora di poter suonare anche tutto il nuovo album con loro. Di solito non componiamo insieme, ma aspetto sempre quel momento magico in cui ognuno di loro, semplicemente suonando insieme, aggiunge quel pizzico di personalità che rende i brani ancora più autentici. Credo sia un grande regalo per me e per la musica.

Nel 2018, dopo la realizzazione del tuo primo EP ”Posto fisso” hai avuto il coraggio di lasciare un lavoro sicuro per concentrare energie e risorse per la tua musica. Pentita di questa scelta? Lo rifaresti?

Assolutamente no! Assolutamente sì! È una scelta che compio tutti i giorni, comporta tantissimo sacrificio, ma è la mia natura e non posso ignorarla.

a cura di
Beppe Ardito

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Da sempre la musica è stata la mia "way of life". Cantata, suonata, scritta, elemento vitale per ridare lustro a una vita mediocre. Non solo. Anche il cinema accompagna la mia vita da quando, già da bambino, mi avventuravo nelle sale cinematografiche. Cerco di scrivere, con passione e trasporto, spinto dall'eternità illusione che un mondo di bellezza è possibile.

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