“Un gioco non a somma zero” il brano nato dal lockdown

“Un gioco non a somma zero” il brano nato dal lockdown
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Ecco il brano “Un gioco non a somma zero (in musica non perde nessuno)”, un inedito nato da un’idea di Simone Carbone (compositore, producer, polistrumentista genovese) e condiviso con la sensibilità e l’energia di circa 100 musicisti italiani. 

Il video ufficiale del progetto

Quando il grande Faber cantava “…dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…” aveva proprio ragione. Ce ne siamo accorti lungo questa quarantena che ci ha portato via tempo, denaro – certo – ma anche la possibilità di abbracciarci e condividere insieme emozioni e calore umano.

Fortunatamente, però, abbiamo la certezza che da questo periodo – che paragoneremo filosoficamente al letame sopra citato, possano nascere progetti e svilupparsi idee davvero interessanti.

Ecco come nasce il progetto che dà voce a più di 100 artisti.

Il progetto “Un gioco non a somma zero (in musica non perde nessuno)” – dal racconto di Simone Carbone

Viviamo in un momento in cui capire cosa ci sta attorno è un’impresa degna di un romanzo, è tutto troppo. Troppo veloce, troppe variabili, troppe contraddizioni. Troppo, troppo per quanto i nostri occhi riescano a vedere, le nostre orecchie sentire e il nostro cervello pensare. 

Confonde l’idea di avere ancora meno controllo, come in balia di una tempesta, in cui altro non si può fare che navigare a vista e sentire il cuore più leggero quando si scorge in lontananza il faro di qualcuno che vive la tua stessa odissea. 

Perché in tutto ciò abbiamo uno strumento infinito, grandioso. Abbiamo la condivisione, la capacità di arrivare come collettività dove per un’unica persona non solo sarebbe impossibile ma anche impensabile.

La forza dei social

Grazie alla forza comunicativa dei social ho avuto modo di giocare con più di cento persone, ognuno di loro ha collaborato seguendo delle indicazioni ma senza che nessuno avesse un riferimento chiaro di cosa stesse cantando o stesse suonando, tutti completamente isolati dal contesto.  Ognuno ha donato la sua sensibilità, il suo strumento, la sua voce, il suo tempo, Ma è solo nell’unione di tutti che si ha di fronte il completamento del mosaico e la possibilità per tutti, anche e soprattutto di chi ha partecipato, di vedere ciò che rappresenta per intero.

La genesi di questo progetto parte da un’interpretazione sonora del sentimento che proviamo in questo momento di stasi plastica, per realizzare di poter rinunciare al controllo. Questo ci predispone a un diverso stato mentale, perché nell’arte l’uomo ha modo di prendersi una pausa e sospendere la continua ricerca, il continuo desiderio per sottrarsi al dolore. L’arte di lasciarsi andare. 

Questa avventura mi ha anche permesso di incontrare lungo il cammino Libero Proietto, che si è prestato, con una sensibilità e capacità di intuizione impressionante, a scrivere un testo che fosse cucito a doppio filo al concetto e alla musica che, ancora in nuce, stava prendendo una direzione, più di una, a dir il vero.

Comunicato stampa

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