Aza: riuniti dal ruggito di un chihuahua ci regalano il loro nuovo singolo

Aza: riuniti dal ruggito di un chihuahua ci regalano il loro nuovo singolo
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Dal silenzio nebbioso della quarantena possono emergere cose bizzarre, inedite quantomeno. Così, dall’ombra imponente della Mole Antonelliana, gli AZA – riuniti dal ruggito di un chihuahua – ci regalano Mi stressa, il loro primo capitolo musicale. Abbiamo avuto modo di scambiare qualche chiacchiera con loro.

Nessuna informazione biografica, se non l’ipotetica provenienza geografica, nessuna foto, nessun nome. Una band completamente avvolta dal mistero. Diteci dunque, chi sono gli AZA?

Siamo una band  di tre persone, ma non ci definiamo un trio. Nasciamo con l’idea di un gruppo un   po’ atipico, nel senso che i membri possono ricoprire diversi ruoli, sul palco e al di fuori: siamo un medico, un ipocondriaco ed un personal trainer.

Scegliete di lanciare il vostro nuovo singolo, “Mi stressa”, in un periodo decisamente stressante, oltre che estremamente difficile per il panorama musicale (così come per qualsiasi altro ambito dell’agire umano). Cosa vi ha spinto a rilasciarlo ora?

Il pezzo non è stato scritto durante il periodo di lockdown, ma abbiamo trovato un’ incredibile affinità del brano con la situazione che stiamo vivendo, che mette tutti a dura prova. Per questo, abbiamo deciso di rilasciarlo come primo singolo.

Cosa significa per voi “Mi stressa”? Quanto vi rappresenta?

Quando lo abbiamo scritto volevamo trasmettere la difficoltà a trovare la propria pace interiore: anche quando tutto sembra andare bene, non siamo mai soddisfatti della nostra vita. Nel periodo attuale, la interpretiamo con l’incertezza del futuro, chiedendoci se torneremo mai ad una normalità. A quella normalità che tanto ci stressava.

Scrivere musica di questi tempi non deve essere cosa facile, vista l’influenza sul processo creativo di tutte le notizie nefaste dalle quali siamo bombardati. Come vi approcciate alla musica in questa quarantena?

Partendo dal presupposto che il Chihuahua ci obbliga a scrivere in qualunque condizione, crediamo che questo periodo sviluppi un senso creativo differente dalle modalità abituali ma non lo riduca. Abbiamo continuato a scrivere, il chihuahua non sa distinguere le notizie vere dalle fake news, quindi lo stimolo creativo che ci trasmette è sempre presente.

Che cosa state imparando da questo confinamento?

Che l’abbonamento in palestra è sopravvalutato, che gli ansiolitici non bastano mai e quali sono le persone che contano davvero nella tua vita.

Appena finito il lockdown, cosa faranno gli AZA?

Allestiranno uno studio temporaneo in un ristorante di sushi, per passare lì almeno una settimana.

a cura di
Giulia Perna

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