Davidof è: colori, istantanee notturne

Davidof è: colori, istantanee notturne
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Dopo Ragazza ’86 Amore Cardio, Davidof torna con una luminosa ballad indie pop caratterizzata da un pizzico di dolce malinconia.
Milano è un omaggio alla città pieno di speranza. Un’esplosione musicale ricca di colori tra chitarra acustica, tastiere, batteria e delicate sonorità elettroniche. 

La città diventa lo scenario della storia d’amore tra due persone e dei loro ricordi. Il brano esprime anche l’amore di Davidof verso la città stessa, frenetica ma affascinante, luogo di incontri e di emozioni.


Davidof è: colori, istantanee notturne. È il riflesso di ciò che siamo stati, di ciò che siamo oggi e saremo domani mentre, vaganti per le strade di una città che non conosciamo, cercheremo di scoprire dove ci porterà il nuovo giorno:

Milano racconta dell’amore tra due persone, ma anche del tuo amore per la città lombarda, spiegaci questo duplice significato..

Milano è la città che da sempre ha rappresentato la mia realizzazione musicale e volevo renderle omaggio raccontando una storia che vi fosse ambientata. Ho conosciuto Milano quando per la prima volta mi sono affacciato al settore musicale e per un periodo, quando le cose non andavano benissimo, mi rifiutavo di andarci se non per un solo motivo, la musica. Devo tanto a questa città che emotivamente mi ha tolto e dato tanto.

Milano è anche la città in cui vivi?

No, sono un palmese (RC) trapiantato a Roma dal 92’. Roma è la mia culla.

Leggo di te che sei “colori e istantanee notturne”, su di te si sa poco altro. Questa scelta di mostrare prima le tue canzoni della tua immagine, è sicuramente voluta. Credi che oggi viviamo in un mondo di apparenze?

Credo che le apparenze ci siano sempre state, ma nel mondo digitalizzato di oggi siano molto più accentuate. Attraverso le mie canzoni ho sempre lasciato esprimere le emozioni, preferisco che sia la musica a parlare. L’immagine è il nostro involucro e ho scelto di metterla in secondo piano, anche se sono consapevole che non mi manca.


Il primo singolo di questo tuo percorso è stato “Ragazza ‘86”, come è nata questa canzone?

“Ragazza ‘86” è nata quando andavo a trovare tutti i giorni mia madre in un centro di riabilitazione.
L’ho scritta nel giardino della struttura mentre aspettavo che finisse le quotidiane sedute di fisioterapia. È una canzone che ho dedicato a lei. Ho voluto immaginare che tornasse bella e forte come quando, nel 1986, aveva 30 anni.

Subito dopo ci hai emozionato con “Amore cardio”, un brano che parla d’amore ma non solo…

“Amore Cardio” è nato dopo un weekend fuoriporta che avrebbe dovuto essere romantico, ma poi è stato invece caratterizzato da litigi ed incomprensioni. È dedicato a tutti quei rapporti tormentati che continuiamo a portare avanti anche se ci fanno stare male. Una storia d’amore, oppure una passione, un sogno, che non venendo condiviso si trasforma in una causa di rottura.

Quali sono i tuoi progetti futuri? C’è un album in cantiere?

Credo che per realizzare un album sia necessario prima farsi conoscere, far entrare più persone possibili nel proprio mondo. Bisogna essere pronti e sicuramente il momento arriverà. Nel frattempo sto lavorando a progetti singoli che usciranno con una certa cadenza. Il prossimo sarà un singolo estivo, un Feat con un artista che stimo molto.

 cura di
Giulia Perna

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Giulia Perna

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