Mentale Strumentale, il viaggio sonoro dei Subsonica

Mentale Strumentale, il viaggio sonoro dei Subsonica
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Inaspettatamente, allo scoccare della mezzanotte del 24 aprile, i Subsonica hanno pubblicato il nono album Mentale Strumentale. Un progetto che, però, non è figlio della quarantena, bensì nato ben 16 anni fa e finora mai pubblicato. Perché renderlo disponibile solo adesso?

Tornando indietro al 2004, si può affermare che questo progetto fu la miccia che innescò la tempesta che si scatenò tra la band torinese e la Mescal, etichetta discografica con cui i Subsonica avevano all’epoca un contratto.

Le diatribe giudiziarie e non che coinvolsero le due parti per diverso tempo sono storia già nota. Ciò che invece merita un approfondimento è Mentale Strumentale.

L’esperienza Mentale Strumentale.

Il termine che può descrivere in maniera più calzante questo full length, è la parola viaggio. Cercando sul dizionario, una delle accezioni è “spostamento immaginario, itinerario fantastico”. Qui ci si trova davanti a un percorso complesso, verso altre realtà e dimensioni.

Questa non è un’opera che si può subire passivamente, un sottofondo per spezzare il silenzio e la noia del quotidiano. Oltre che a essere protagonisti di un’escursione che si allontana dal pianeta Terra si sale a bordo di una navicella che ha come destinazione la parte più nascosta di sé stessi.

In un momento come quello attuale, in cui chiunque è soggetto a uno stato di irrequietezza e tensione, questo lavoro rappresenta una parentesi di possibile catarsi. È sufficiente chiudere gli occhi, respirare profondamente, liberare la mente e lasciarsi guidare. 

Un viaggio, dentro e fuori

L’idea del concept si intuisce leggendo la tracklist, partendo da Decollo – Voce Off fino alla finale Rientro in atmosfera, passando per tappe intermedie come Detriti Spaziali e Delitto Sulla Luna. Proprio perché ogni pezzo è un capitolo autoconclusivo, i suoni sono sempre diversi, pur rimanendo nel mondo elettronico sperimentale.

Se l’inizio, ovvero Decollo – Voce Off, alterna calma e ritmi roboanti, A Nord di Ogni Lontananza è ipnotica e misteriosa, come una meta ancora inesplorata.

Detriti Nello Spazio è l’episodio in cui l’elettronica è una cornice che accompagna una chitarra acustica, quasi a voler rappresentare l’istante in cui è necessario prendersi una pausa, anche durante un viaggio.

La vera e propria chicca dell’album è A di Addio, il brano più oscuro in cui la voce di Samuel Romano, alterata dai synth, è contrapposta a vocalizzi eseguiti da voci femminili che possono tanto richiamare la dimensione spirituale quanto suscitare inquietudine. 

Parlando della voce dei Subsonica, in questo disco compie poche comparsate ben misurate. Al contrario, l’abilità strumentale degli altri componenti viene esaltata al massimo delle capacità. Non ci sarebbe da stupirsi se fosse stata questa esperienza a portare il chitarrista Max Casacci a sviluppare il progetto Deproducers a partire dal 2011.

Ciò che rende Mentale Strumentale unico, a differenza di diversi dischi di questo periodo, è essere molto avanti, soprattutto se collocato nel panorama contemporaneo in cui la sperimentazione non è la principale peculiarità. Se poi ci si ricorda che ha più di quindici anni, chapeau.

a cura di
Claudia Falzone

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