Miart 2024: dissoluzione di tempo e spazio

Miart 2024: dissoluzione di tempo e spazio
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“No time no space” è il tema della 28esima edizione della Fiera milanese di arte moderna e contemporanea che si è tenuta dal 12 al 14 aprile

Miart è la rassegna di arte contemporanea internazionale che si inserisce nel programma di eventi della Milano Art Week. Nella sua odierna 28esima edizione ha ospitato 178 gallerie da 28 paesi, primariamente italiane ed euro-occidentali, che hanno esposto artisti nazionali e internazionali.

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La kermesse ospita quindi Established la sezione principale all’interno della quale le gallerie raccontano la più stretta contemporaneità, ed Emergent una sezione riservata alle gallerie con un’attività espositiva focalizzata sulla promozione delle generazioni più recenti di artisti.
Infine, Miart apre le porte alla prima edizione di Portal una sezione dedicata ad alcune gallerie selezionate che suggeriscono dieci piccole mostre disseminate all’interno dello spazio con l’obiettivo di scoprire o riscoprire universi e pratiche artistiche solo all’apparenza lontanissime.

Tempo

Proprio attraverso Portal ed Emergent incontriamo la dimensione temporale, una delle tematiche dell’esposizione. Trascendere il tempo in cui un’opera racconta e si racconta, oltrepassarlo attraverso la contaminazione di tempi passati che si proiettano in un futuro più che mai contemporaneo.

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Come si legge nel comunicato stampa: “La campagna esplora il tema del portale come metafora di un passaggio interstiziale tra realtà diverse.”

Spazio

Le realtà non appartengono solo alla dimensione artistica ma anche al concetto con cui viene concepita tutta la rassegna. Uno sconfinamento sia tematico che geografico dove vengono creati progetti in collaborazione con il comune di Milano o ad esempio una dimensione in cui vengono invasi gli spazi di BiM con un’opera site specific dell’artista statunitense David Horvitz.

Un altro legame con lo spazio e la città è sicuramente la nuova edizione della Milano Art Week, a cui segue la fiera del salone del mobile, tradizionalmente ospitato dal capoluogo lombardo.

Contrazioni

La volontà tematica di questa edizione, ossia il disfacimento dei confini di tempo e spazio si scontra con un elemento dissonante; siamo da sempre di fronte ad un modello che affonda in un’identità e in un lascito profondamente eurocentrico ed occidentale.

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Se è vero che molti sono gli artisti internazionali presenti in mostra, con un focus specifico sulla presenza delle gallerie italiane che rappresentano il cinquanta per cento della presenza espositiva, non possiamo non considerare che il fulcro del mercato dell’arte contemporanea trova il suo epicentro in Occidente sia nel tempo che nello spazio.

Le contrazioni economiche che “fanno girare” il mercato dell’arte italiana appartengono ancora ad una élite che esercita il possesso di un potere economico che è il sintomo di come l’Italia e la cultura di cui è generatrice siano ancora molto lontane dalla contaminazione e dalla dissoluzione dei confini.

a cura di
Letizia Servello

photogallery a cura di
Emanuela Giurano

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Letizia Servello

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