“Solidaritine”, il nuovo disco dei Gogol Bordello

“Solidaritine”, il nuovo disco dei Gogol Bordello
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Solidaritine, l’ultima opera dei Gogol Bordello, è un mosaico musicale. Un disco surreale e politico

Venerdì 16 settembre sono tornati, dopo tanto tempo, quei pazzoidi dei Gogol Bordello. L’hanno fatto con un disco sulla Resistenza: Solidaritine.

È dal 1993 che i sette componenti della band stimolano il loro pubblico con un inimitabile mosaico musicale: punk, gypsy, dub, folk, swing latino, perfino cabaret e poi musica tradizionale dell’Europa Orientale.

I loro concerti sono teatrali, frenetici, folli. Più che ad un concerto, sembra di essere invitati ad un matrimonio nell’Est Europa o ad una festa tzigana con i loro tipici violini. Il loro luogo di nascita, prima di emigrare a New York, è sempre un elemento predominante.

Per non parlare del surrealismo di Nikolai Gogol, a cui è ispirato il loro nome e la loro mission musicale, che è evidente anche in questo disco. Proprio in Solidaritine sono importanti tutti questi elementi: la geografia, i violini e il surrealismo

Gogol Bordello live. Fonte: profilo Facebook ufficiale dei Gogol Bordello
Il disco

Solidaritine è hardcore. Forse lo è per esprimere l’urgenza e l’energia di quello che la band vuole ci comunicare. Alla produzione c’è un’icona della musica underground newyorkese, Walter Schreifels, ed è lui che ha impresso un suono ancora più ribelle al disco.

Il messaggio

Sul loro sito, per presentare il disco, scrivono: “May this be your punky uplift above all troubles of our times”. Nel disco il punk c’è tutto, ma soprattutto ci sono i problemi, o sarebbe più giusto dire “i dolori”, dei nostri tempi

Il dolore più grande è quello da cui Eugene Hütz (voce e chitarra), Boris Pelekh (chitarra) e Sergey Ryabstev (violino) sono visceralmente coinvolti: la guerra in atto in Ucraina.

Il punk surreale

Il disco si apre con la canzone Shot of Solidaritine, musicalmente una bomba. Salta all’occhio un contrasto (inconciliabile): quello tra il concetto lotta e di solidarietà.

Il  violino di Boris spicca per tutto il disco: è più pazzo e violento del solito. Solidaritine è un disco in cui, più che in tutti gli altri che l’hanno preceduto, si sente l’influenza musicale e concettuale che i Clash hanno avuto sui Gogol Bordello. Ed è surreale perché, alle orecchie di chi vive nel 2022, sembra assurdo sentire canzoni di questo genere.

Copertina del disco Solidaritine. Fonte: sito ufficiale dei Gogol Bordello
Prendi solo ciò che puoi portare

È la traduzione in italiano del titolo: Take Only What You Can Carry. La canzone è resa speciale dalla collaborazione con due eccellenze ucraine. Oleksandra Zaritska, del gruppo synth-pop ucraino KAZKA, che rende giustizia al testo di Serhiy Zhadan, un punk-rocker e scrittore nominato al Premio Nobel proveniente dalla combattiva città di Kharkiv.

Questa canzone ha un forte messaggio emotivo, racconta di quelle persone sradicate dalla propria terra. Persone le cui vite sono state distrutte dalla guerra, che sia quella ucraina o qualsiasi altra.  È la più bella del disco perché in ogni nota, cantata e suonata, si sentono forte come un pugno alla bocca dello stomaco la rabbia e la disperazione.

Quei sentimenti che solo i profughi, i migranti di ogni parte del Pianeta, possono capire fino in fondo.

Una questione politica

I Gogol Bordello sono in quella minoranza di musicisti che fanno ancora musica politica. Dove politica non significa ideologica o di partito, ma semplicemente (si fa per dire) interessata e partecipe ai problemi sociali e politici del Mondo. 

Quei problemi che fanno parte delle vite di tutti, anche di chi pensa di essere esente e distante. 

L’importanza dell’unione contro

Solidaritine, tra le altre cose, è proprio contro chi sceglie di disinteressarsi. La band scrive sul proprio sito: “Releasing any kind of art that doesn’t address the situation in Ukraine right now would be pretty despicable.”

I Gogol Bordello sono in un luogo dell’etere a metà strada tra gli USA (terra adottiva) e l’Est Europa. Si sente nella musica, tanto quanto nei testi di queste tredici canzoni che sembrano canti di battaglia

Nella canzone Forces of Victory inneggiano all’unione delle forze per la vittoria. Un coro che vuole unirsi alle richieste di aiuto militare del Presidente ucraino Zelensky.

The Man With the Iron Balls
Copertina del singolo Zelensky: The Man With the Iron Balls. Fonte: sito ufficiale dei Gogol Bordello

Proprio al Presidente ucraino, poco dopo lo scoppio della guerra, avevano già dedicato un singolo intitolato (irriverentemente) Zelensky: The Man With the Iron Balls. Al brano hanno collaborato nomi come Stewart Copeland, Sean Lennon, Billy Strings e Sergey Ryabtsev. Il ricavato della vendita del singolo è stato devoluto a Nova Ukraine, un’organizzazione senza scopo di lucro dedita a fornire aiuti umanitari al popolo ucraino. 

A detta di Hütz, il Presidente Zelensky ha dimostrato resistenza ed eroismo e da questo è nato il testo della canzone, le parole ricorrenti sono “revolution of dignity”.

Onorare la Rivoluzione di Maidan del 2014, che ha portato alla rimozione del presidente filo-russo dell’Ucraina Viktor Yanukovich e ha portato all’intervento militare della Russia contro il popolo ucraino, all’annessione della Crimea e all’inizio della guerra del Donbas

I Gogol Bordello volevano dimostrare che grandi nomi della musica stanno dalla parte del popolo ucraino e della sovranità del paese, fin dagli albori del conflitto. E volevano dimostrarlo attraverso una canzone che, a detta loro, non è di condanna ma di unione

Tra guerra e pace

Ma io, ascoltando prima quel singolo ed ora questo disco, mi chiedo: quand’è che la politica nella musica diventa troppa? Quand’è che la violenza musicale di Solidaritine si tramuta in inno alla violenza della guerra, seppur guerra di resistenza?

Non so dare una risposta. Alla fine quel che conta è che i Gogol Bordello, con questo disco, con i concerti di solidarietà già fatti a NYC e Londra, con il prossimo (già annunciato) immenso tour negli Stati Uniti e con il costante interesse alla politica del Mondo, vogliano la Pace

La Pace che vogliamo, e dobbiamo volere, tutti. 

Gogol Bordello live. Fonte: profilo Facebook ufficiale dei Gogol Bordello
Tracklist
  1. Shot of Solidaritine
  2. Focus Coin
  3. Blueprint
  4. The Era of the End of Eras (feat. HR)
  5. I’m Coming Out
  6. Knack For Life
  7. The Great Hunt of Idiot Savant
  8. Take Only What You Can Carry (feat. KAZKA)
  9. My Imaginary Son
  10. Forces of Victory (feat. Serhiy Zhadan and KAZKA)
  11. Fire On Ice Floe
  12. Gut Guidance
  13. Huckleberry Generation

a cura di
Lara Melchionda

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