Spring Attitude Festival – Cinecittà Studios, Roma – 17 settembre 2022

Spring Attitude Festival – Cinecittà Studios, Roma – 17 settembre 2022
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La seconda serata dello Spring Attitude era sold out già da parecchi giorni. Tanti nomi della musica internazionale hanno portato, negli storici Studios di Cinecittà, gente da ogni parte d’Italia e d’Europa. Qui è arrivata la “primavera”

È lo Spring Attitude Festival: una serata, uno scenario e una line-up incredibili hanno riscaldato la prima notte fredda di Roma. Gli artisti si sono passati la palla tra i palchi, posizionati uno davanti all’altro e immersi nel set cinematografico dell’Antica Roma.

Qui allo Spring Attitude sembra che il mondo che abbiamo vissuto negli ultimi due anni non sia mai esistito. Possiamo stringerci per ripararci dal vento freddo della notte, possiamo ballare tutti insieme come un unico corpo. La musica non si ferma mai, dalle 17:45 a notte fonda. È  veramente una festa.

Il festival, pro e contro

Organizzare eventi di questa portata è sempre difficile, sarebbe stupido pretendere la perfezione. 

Set Roma Antica, Cinecittà Studios, Roma. Fonte: sito web ufficiale

La location era sensazionale dal punto di vista scenico, lo era meno per quello pratico. Davanti al Genera Stage c’è uno spazio strettissimo per il pubblico. Per l’intera area dell’evento c’erano scalinate, gradini, muretti bassi in cui era facile inciampare, rampe sterrate, spazi troppo angusti per i raduni e le file. 

Un luogo potenzialmente perfetto per un Festival: un luogo storico di Roma che ne celebra la sua internazionalità e modernità attraverso la musica che gli è stata suonata al centro. Ma è anche un luogo inadatto ad un’affluenza di persone di questo livello: troppa per quello spazio. 

Già dopo la serata di venerdì 16 settembre le lamentele sui disagi sono state tante. Sabato, nel corso della giornata, sul profilo Instagram del Festival era comparso un annuncio che diceva “Siamo consapevoli che ieri ci sono stati dei disagi alle casse dell’area food e alle file in generale, stiamo lavorando per rimediare”

Ma anche durante la seconda serata poter mettere qualcosa nello stomaco o andare al bagno hanno rappresentato un’impresa epica degna di Enea. Tanto che la maggior parte degli svenimenti non sono avvenuti nella calca sottopalco, ma nelle lunghe e tortuose file che hanno caratterizzato l’evento

Infine, un vento freddo, inatteso ed eccezionale, ha fatto venire i brividi a tutti. Le felpe bianche di Bar Mediterraneo dei Nu Genea, al prezzo di 40,00 euro, sono finite in pochi minuti. Molto belle le felpe, ma non è stato questo il motivo del repentino fondo alle scorte. 

L’organizzazione del Festival prevedeva che solo chi aveva acquistato il full pass per entrambe le serate sarebbe potuto uscire e rientrare, provvisto di braccialetto. Chi non aveva questa fortuna non è potuto uscire a prendere le giacche lasciate in auto. 

Ma organizzare eventi di questa portata è sempre difficile, sarebbe stupido pretendere la perfezione.

La lunghissima line-up 

Ad aprire la serata, sul Genera Stage, arriva la nebbia della pianura padana. I suoni melliflui e avvolgenti dei Post Nebbia, la band della Generazione Z che unisce il sound elettronico e psichedelico ai suoi racconti provinciali. Sul palco, con le loro chitarre, si presentano con un’attitudine del tutto rock.

A seguire, sul Molinari Stage, Marco Castello: il musicista siciliano e berlinese del 1993. Sotto il palco un ragazzo mi dice quanto gli piaccia, gli chiedo il motivo e lui con entusiasmo mi spiega la bellezza di ritrovarsi nelle canzoni di Castello. Quelle canzoni che parlano di piccole cose quotidiane, appartenenti alla vita di tutti. Sembrano i vecchi racconti della nonna ma sono armonizzate da suoni ora jazz, ora funk e anche pop. 

Marco Castello e Fulminacci. Fonte: pagina Instagram Spring Attitude Festival

Una delle prime canzoni che suona lo dimostra perfettamente: è Luca in cui dice “e la casa di campagna, il tetto da riparare, il lavandino che perde”. E poi suona Torpi e Palla, prima di farci una sorpresa. Sul palco con lui sale Fulminacci, protagonista della prima serata, per cantare Magari. Una canzone che dicono essere nata per caso, frutto della loro grande amicizia.

Neanche il tempo di finire che Whitemary è sul Genera Stage con la sua folle musica elettronica. Quasi techno, travolgente e adrenalinica. Avrebbe spaccato il dancefloor se non fosse stato per problemi tecnici tra fonici e mixaggio che le hanno rovinato il live. Prima dell’inconveniente fa in tempo ad urlarci e suonarci Credo che tra un po’ e Ti dirò.

È il momento, attesissimo, dei Calibro 35 che suonano Scacco al Maestro. Loro suonano tutto il meglio di Morricone ed il pubblico è tutto in ascolto con una sorta di riverenza al Maestro. Una riverenza che loro non hanno avuto nei riarrangiamenti. Non sono certo una tribute band: il loro Morricone è sperimentale, rock, elettronico, funky e quasi punk. Suonano senza sosta: Arena, C’era una volta il West, Il buono, il brutto, il cattivo, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Ma è con Se telefonando/No che il pubblico esplode in un coro immenso e fragoroso, cantando insieme alla voce della grande Mina.

Calibro 35. Fonte: pagina Instagram Spring Attitude Festival

Dopo la pausa ristoro è il momento di Venerus, in perfetto orario sul Molinari Stage. Tempo fa, avevo letto un titolo: “Se amate la musica, andate al concerto di Venerus”. Ora posso dire con certezza che quel titolo aveva ragione. 

Inizia con Forse ancora dorme e ci spacca subito il cuore. Poi Sei acqua, Love Anthem No. 1, Canzone per un amico, Al buio mi perdo un po’ e Ogni Pensiero Vola. Un live lungo, energico, stracolmo di energia che ti arriva dritta addosso. Lunghi assoli e interludi. La musica è potente ed elegante al tempo stesso. Un tocco di reggae sul finale. C’è il sax che ti incanta. Impossibile definire il suo stile, perché è un freak unico nel suo genere. Quasi un futurismo musicale. 

Venerus. Fonte: pagina Instagram Spring Attitude Festival

Magica musica è un titolo che esprime davvero la magia colorata e spirituale che ti travolge ascoltando la musica di Venerus. Una musica notturna, buia, che parla di notti in cui succedono cose strane e in cui non si sa resistere alle tentazioni. Di notti proprio come quelle dello Spring Attitude. 

Venerus. Fonte: pagina Instagram Spring Attitude Festival

Il live di Venerus è un viaggio bellissimo in cui chiudere gli occhi, ogni tanto, e lasciarsi trasportare. 

A seguire sull’altro palco, i Kokoroko. Sono un ottetto di Londra che fa ballare tutti con la sua musica afrobeat miscelata al jazz.

Sul palco Molinari ora tocca ai Nu genea, quelli che hanno fatto divertire le piazze per tutta l’estate. La loro musica è jazz-funk, fusion, elettronica, disco e chi più ne ha più ne metta. Quello che è sicuro è che con loro non si può restare fermi: quando suonano automaticamente qualche parte del tuo corpo inizia a muoversi. 

Nu Genea. Fonte: pagina Instagram Spring Attitude Festival

Con i Nu Genea, quel pubblico immenso, è diventato davvero un corpo solo a scatenarsi in una nuvola di fumo. Il freddo è scomparso mentre suonavano: Tienaté, Marechià, Vesuvio. Insomma, tutto Bar Mediterraneo

Dopo il loro concerto credo sia ancora più comprensibile il concetto di “nuova nascita” che hanno impresso nel nome. Di certo possiamo dire che hanno raggiunto l’obiettivo che si erano posti, quello di far entrare in maggiore connessione le persone, gli esseri umani, attraverso la loro musica. 

A concludere la serata è la regina di Berlino. La regina della musica techno, elettronica e disco. La musicista e dj Ellen Allien è perfetta: fa scatenare il pubblico fin quasi alle tre del mattino. 

Ellen Allien. Fonte: pagina Instagram Spring Attitude Festival

Ce ne andiamo distrutti, con la voglia di mangiare e il bisogno di andare in bagno, ma veramente felici di esserci goduti ore ed ore di bella musica. Se “spring” doveva significare lo sbocciare di una musica nuova e di qualità, sicuramente è stato il nome giusto.

a cura di
Lara Melchionda

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