FRESH: il cannibalismo sbarca su Disney+

FRESH: il cannibalismo sbarca su Disney+
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Nella sezione adulti Star di Disney+ sbarca l’horror cannibalico Fresh (2022) diretto dall’esordiente Mimi Cave e co-prodotto dalla Hyperobject Industries di Adam Mckey.

La trama di Fresh

Noa (Daisy Edgar-Jones) è una ragazza alla costante ricerca dell’amore attraverso le app di dateing online nel quale però incontra personaggi spesso discutibili con il quale, nessuno, si siederebbe mai al tavolo.

Tutto cambia quando, nel reparto verdure di un supermercato, incontra Steve (Sebastian Stan). Un ragazzo simpatico, affascinante e alla mano che, come stregato da Noa, le chiede il numero per uscire a bere qualcosa. Dopo una prima uscita la passione tra i due scoppia e Steve la invita per un weekend romantico nella sua casa fuori città.

La gita romantica fuori porta si trasformerà ben presto in un incubo da cui Noa dovrà sfuggire, mentre l’amica Mollie (Jonica T. Gibbs), insospettita dai messaggi di Noa, deciderà d’indagare mettendosi sulle tracce del chirurgo Steve.

Un mix di generi continuamente ribaltati

Vedere Fresh (2022), un film horror con protagonista un chirurgo cannibale, sul catalogo di Disney+, tra un corto di topolino e un classico della nostra infanzia, può far storcere il naso agli amanti dell’orrore. Non fa eccezione il sottoscritto che era sì incuriosito, ma allo stesso tempo diffidente e con qualche pregiudizio.

Quello che si prospettava nella mia mente, prima della visione, era un horror scialbo, pieno di cliché, privo di sangue che non andasse nel merito delle tematiche trattate, ma anzi lasciasse lo spettatore con un grosso punto interrogativo finale.

Fortunatamente mi sbagliavo di grosso.

Quello che ci troviamo davanti è un sapiente cocktail di genere cinematografici. La pellicola di Mimi Cave inizia come una divertentissima commedia romantica, soprattutto per come vengono dipinti i pretendenti di Noa, che con il passare dei minuti evolve in un thriller con il serial killer.

Un serial killer cool, con una sua logica malata, una propria etica e un bel faccino che lo renderebbero attraente a chiunque. Una ben precisa idea e concezione dell’amore come atto travolgente e (letteralmente) famelico che lui trasforma in opera d’arte attraverso la macellazione, come un novello Hannibal Lecter.

Da qui poi si sfocia nel torture porn, sottogenere del cinema horror che punta su nudità, torture e sadismo a sfondo sessuale, ribaltandone però gli stereotipi dando allo spettatore qualcosa di veramente fresco come da titolo rifiutando le regole del genere e concentrando l’attenzione su problematiche come il femminismo e il maschilismo tossico.

Evirazione come liberazione: il ribaltamento dello stereotipo torture porn

Nel torture porn la macchina da presa insiste sui corpi femminili e gli effetti delle sevizie del carnefice di turno con uno sguardo che potremmo definire pornografico, ossessivo verso la carnalità femminile e la prevaricazione e che si configura come uno sguardo più aderente al maschile che al femminile.

Mimi Cave ribalta questi cliché celando allo spettatore la violenza e le sevizie sui corpi femminili, mettendo al centro del film un personaggio femminile che si ribella contro il suo aggressore sfruttando come arma l’ oggetto del suo desiderio e del suo sostentamento finanziario: il corpo femminile.

Noa sfrutterà l’attrazione fisica che Steve prova per lei per liberarsi dalla sua prigionia e aiutare le altre malcapitate rinchiuse nelle altre stanze della casa. La protagonista rappresenta il genere femminile che si ribella all’uomo che la vede come un pezzo di carne, e non è un caso che Steve venda tagli di carne esclusivamente di ragazza. Quello è l’articolo più richiesto (l’unico) e gli unici clienti sono uomini ricchi.

La vendetta di Noa è la vendetta delle sue compagne e di tutto il genere femminile che, attraverso l’evirazione, ripagano Steve, simbolo dell’uomo prevaricatore, con la stessa moneta: divorando una sua parte del corpo legata alla sessualità.

Un’opera prima che convince

Mimi Cave esordisce con un film semplice, ma brillante.

Capace di mettere sul piatto sia l’intrattenimento che un forte messaggio politico con una regia che rinuncia ai movimenti complessi per concentrarsi sui personaggi e l’atmosfera sempre inquietante e opprimente. Grazie anche ad un ottimo comparto sonoro fatto di rumori, spesso legati all’ambito della macellazione.

Se siete curiosi, ma non sapete andare fino in fondo, fidatevi del mio modesto parere. Non seguite i pregiudizi o le aspettative legate alla piattaforma. Guardate Fresh e non ve ne pentirete.

a cura di
Alessio Balbi

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