Eurovision Song Contest 2022 – Pagelle 1^ Semifinale

Eurovision Song Contest 2022 – Pagelle 1^ Semifinale
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Torino ospita l’edizione 2022 dell’Eurovision. Fuori di testa i pokemon della Norvegia, una palla gigantesca il Portogallo. Ma c’è molto, molto altro

Torino, maggio 2022, Eurovision Song Contest. In scena la prima semifinale, tra una Laura Pausini stile evidenziatore Stabilo Boss e un Diodato che si presenta col pigiama a pois. Stranamente – almeno, per noi italiani abituati a Sanremo – la serata fila dinamica, veloce e si conclude a un orario umano senza che sia stato tagliato nulla. Cattelan-Pausini-Mika 1, Amadeus 0.

Ma parliamo delle esibizioni della prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2022. Ecco le pagelle di ciascun partecipante:

Albania: Ronela Hajati – Sekret

Tra Lady Gaga e Madonna se avessero avuto la passione per le sonorità mediorientali. Sicuramente non ha giocato a suo favore presentarsi in vestaglia e vestito di carta argentata della Coop. Voto: 6 per l’entusiasmo

Lettonia: Citi Zēni – Eat Your Salad

Prendete “Miami” di Will Smith pre-ceffone, unitelo con il Bruno Mars festaiolo, prendete una busta d’insalata e dei vestiti usciti da un video musicale del 1998. Non afferrate il senso? Beh, nemmeno io. Però sono ipnotici nella loro banalità. Voto: 7 per la confusione mentale

Lituania: Monika Liu – Sentimentai (in finale)

Credevo di aver sbagliato canale e di aver messo su Techetechete’. Invece era davvero l’Eurovision. evito per un soffio l’abbiocco e mi accorgo che era l’esibizione della Lituania che canta quasi stile francese anni ‘70. Si candida a prossima canzone dello Spot Vecchia Romagna. Voto: 7, revival sonnacchioso

Svizzera: Marius Bear – Boys Do Cry (in finale)

Scandaloso come una lagna del genere sia passata. Mario Orso ha anche sfiorato la tragedia canora faticando a bestia nel tenere la nota sul finale (nomen omen). Voto: 4,5, la marmotta si è addormentata mentre confezionava la cioccolata

Slovenia: LPS – Disko

Ottima reinterpretazione di Cryin’ At The Discoteque degli Alcatraz mixata con la sigla di Neo Genesis Evangelion. Giovani vecchi con batterista che non riesce ad andare a tempo nemmeno per sbaglio (chi se ne frega, dopotutto è playback). Tutto sommato godibile Voto: 6+, saggio di fine anno con analcolico biondo in mano

Ucraina: Kalush Orchestra – Stefania (in finale)

Un cosplay di Jamiroquai s’è trasferito a Kiev e mette su una band di freak con la passione per Goran Bregovic. Rischio di “votiamoli per solidarietà” molto alto, ma la canzone non è così orribile. La dedico a tutte le Stefanie che conosco. Scherzo, non vi odio così tanto. Voto: 7, le freak c’est chic

Bulgaria: Intelligent Music Project – Intention

Il rock all’Eurovision stavolta non paga. Peccato, perché loro sono sbucati direttamente dal 1990. Il ritornello un po’ da Boyzone coi chitarroni, ma sarebbe perfetto per la programmazione di Virgin Radio nel 2003. Non avete guadagnato l’accesso alla finale, ma avete conquistato un probabile fan. Voto: 7,5, incompresi

Paesi Bassi: S10 – De Diepte (in finale)

Alcuni cantanti dovrebbero capire che è finita l’era delle copie di Florence + The Machine. Nulla di male, ma anonima come l’anonima alcolisti. Voto: 5, basta co’ ‘sti vocalismi “Uh-uuuh, ah-aaah”

Moldavia: Zdob şi Zdub & Frații Advahov – Trenulețul (in finale)

La partenza finto pop-rock lascia spazio a un qualcosa tra il tirolese e il balcanico. I vestiti sono un pugno in un occhio (la nostra responsabile di moda Sara Sattin ha ancora gli incubi, ne sono certo). Tutto questo è meraviglioso. Voto: 8, headliner alla sagra del fungo trifolato a Moggiona in Casentino

Portogallo: MARO – Saudade, Saudade

C’è chi per anni si è chiesto “E i Marò?”. Tiè, eccoli qui. Anzi, eccola qui. Una palla allucinante, non conquisterebbe nemmeno un posto nella soundtrack del remake low budget di The O.C.. Voto: 4, camomilla, valeriana e morfina nuovi eccitanti

Croazia: Mia Dimšić – Guilty Pleasure

Il tizio che compare dalle tenebre con un’espressione da Tonno Rio Mare mi ha spaventato. Mia, cara Mia, la chitarra non è attaccata all’amplificatore. In studio rendeva molto di più. Voto: 6, sguardo perso

Danimarca: REDDI – The Show

Hanna Montana nel tour per i 30 anni dello show. Bellissima la PRS della chitarrista e mirabile la batterista che suona con i laccetti fluorescenti che ti davano all’entrata in discoteca. Brava Hanna, dopo tanto tempo te la cavi ancora. Voto: 7,5, risveglio dopo il sonno

Austria: LUM!X feat. Pia Maria – Halo

In Austria non sono mai usciti dal loop dell’Eurodance. Altro incubo per la nostra Sattin causa acconciatura della cantante Pokemon disco edition. Inevitabile, infine, un probabile remix di Gabry Ponte. Voto: 7, il tunnel lo arredo con casse tamarre

Islanda: Systur – Með Hækkandi Só (in finale)

Le sorelle del Country, ma non siamo in Winsconsin. Un po’ Abba, un po’ puntata malinconica di Hazard. Voto: 7, non so più dove mi trovo

Grecia: Amanda Georgiadi Tenfjord – Die Together (in finale)

“Morire insieme”. Compio gesti apotropaici e ascolto costei vestita da prima comunione. Una versione più energica dei Paesi Bassi, ma siamo sempre lì: i violini e i synth sparati per suscitare l’emozione hanno rotto i gabazizi. Voto: 5, c’hai provato

Norvegia: Subwoolfer – Give That Wolf A Banana (in finale)

Introdotti dai paesaggi abruzzesi (quasi-a-casa), arrivano i Pokemon dei Daft Punk. Se devi fare il tamarro, fallo bene. E loro lo fanno da maestri. Stiamo parlando di un Paese scandinavo, è difficile che da lì esca qualcosa di brutto o di sensato, soprattutto se la meta finale è l’Eurovision. Voto: 8, quando ordini da Ali Express ma sei soddisfatto

Armenia: Rosa Linn – Snap (in finale)

Per un attimo ho pensato: “Ecco, hanno dimenticato di mettere le texture sullo sfondo digitalizzato”. Invece era solo una scenografia molto brutta. La sensazione che compaia un Jeep Cherokee da un momento all’altro rimane molto alta. Voto: 5,5, spot auto per portare i figli a scuola

a cura di
Andrea Mariano

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Andrea Mariano

Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

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