Sanremo 2022 – Le pagelle dei testi

Sanremo 2022 – Le pagelle dei testi
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Il Festivàl della musica italiana sta per cominciare. Intanto, sono stati resi noti i testi delle canzoni in gara. Li abbiamo letti ed ecco cosa ne pensiamo.

Il 1° febbraio comincia Sanremo 2022. Dopo la pletora di nuovi volti (per il pubblico televisivo tradizionale) dello scorso anno, la settantaduesima edizione del Festivàl torna a una line-up mista, tra vecchie glorie (il trio Morandi – Ranieri – Zanicchi), aficionados della kermesse (Le Vibrazioni, Noemi, Giusy Ferreri), beniamini dei gggiovani (Rkomi, Irama, Sangiovanni) e vari ed eventuali (Achille Lauro, la rediviva Rettore, Elisa, Blanco con Mahmood).

Dobbiamo attendere ancora qualche giorno prima di potere ascoltare le canzoni nella loro veste sonora e musicale. Tuttavia, abbiamo in mano i testi (sì, i fogli, quelle cose bianche di cellulosa vegetale. Sì, siamo vetusti), li abbiamo letti, più volte. Li abbiamo assimilati e abbiamo cercato di mettere nero su bianco i nostri sintetici pensieri.

Ecco qui, dunque, le nostre impressioni sui testi delle 25 canzoni che sentiremo in questa nuova edizione del Festivàl di Sanremo.

Aka7even – “Perfetta così”

Luca Marzano, in arte Aka7even, porta sul palco dell’Ariston una canzone che ricorda di accettarsi per quello che si è. Buona l’idea, un po’ banale il ritornello. Mezzo voto in meno per l’utilizzo della parola “baby” che nel 2022 non si può più sentire. Voto: 5,5

Noemi – “Ti amo non lo so dire”

Mahmood fa concorrenza a sé stesso firmando insieme a Dardust e Alessandro La Cava questo brano per Noemi che ci canta le difficoltà di una relazione. Sembra scritta per la sua voce, sarà interessante sentire il risultato in musica. Voto: 7

Fabrizio Moro – “Sei tu”

Canzone d’amore alla Sanremo, con testo alla Fabrizio Moro. Con la sua solita intensità funziona sempre. Voto: 7

Le Vibrazioni – “Tantissimo”

Le Vibrazioni partecipano al loro quarto Festival con un brano che parla di assenze e ferite che restano aperte. Voglio immaginarmelo già in musica e dare un voto sulla fiducia. Voto: 6,5

Ana Mena – “Duecentomila ore”

Dopo le hit estive degli ultimi anni, si rinnova la collaborazione tra Ana Mena e Rocco Hunt che firma il brano insieme a Federica Abbate e Zef. Il testo resta sulla scia delle produzioni precedenti e presenta gli elementi tipici delle canzoni che riempiono l’etere radiofonico nella bella stagione (“America Latina/Cuba libre”). Mi dispiace Ana, ma non ci siamo. Voto: 4,5

Dargen D’Amico – “Dove si balla”

Dj e produttore, Dargen D’Amico punta a far scatenare l’Ariston. Il testo invita a fregarsene e ballare. Le premesse per il suo scopo ci sono tutte. Voto: 6

Tananai – “Sesso occasionale”

Da Sanremo Giovani ai Big. Il testo parla delle difficoltà delle relazioni tra i giovani e invita ad abbandonare il sesso occasionale per mettere la testa a posto. Abuso della parola “baby” anche qui. Voto: 5

Anche il gossip vuole la sua parte. Si scoprono i primi altarini

Highsnob e Hu – “Abbi cura di te”

Un amore che finisce, tante parole. Sentiamo come renderà in musica. Voto: 6

Elisa – “O forse sei tu”

Elisa torna in gara a 21 anni dalla sua prima ed unica partecipazione al Festival. Le aspettative sono altissime e tutti si aspettano la seconda vittoria. Difficile giudicare una canzone di Elisa solo dal testo. Una canzone d’amore e di “una piccola felicità”. Voto: 6,5

Matteo Romano – “Virale”

Quattro persone per scrivere banalità sull’amore. Simpatico il verso “anche tra i grattacieli volerò” solo perché immaginiamo Alberto Castagna di Stranamore nelle vesti di Superman. Voto: 5 (sulla fiducia)

Yuman – “Ora e qui”

Il suo pseudonimo farà perdere punti a chi lo ha in squadra al Fantasanremo. La sua canzone, però, parla anche e soprattutto dell’amore per sé stessi, non edonistico ma funzionale, cosa che spesso trascuriamo. Non abbiamo sbadigliato o bestemmiato. È, di per sé, una vittoria. Voto: 6+

Giovanni Truppi – “Tuo padre, mia madre, Lucia”

“Quota giovani” nella squadra Fantasanremo del caporedattore, il testo è un bel climax di autocoscienza e… indovinate un po’, d’amore verso qualcuno. Continuiamo a chiederci chi diavolo sia Lucia. #IndovinaChi. Voto: 6,5

Gianni Morandi – “Apri tutte le porte”

Apri tutte le porte, Gianni, cerchiamo (invano) di cambiare un po’ l’aria nella stanza. Il testo è scritto da Lorenzo Cherubini e si vede lontano chilometri. È però una delle poche canzoni di Sanremo in cui non si parla d’amore spiccio, ma di speranza e di incoraggiamento. Gianni, siamo nelle tue mani. Voto: 7,5

Irama – “Una poesia per chi non c’è più”

Non parliamo della foto (segnaletica) su Sorrisi e Canzoni, parliamo del brano: una versione matura dello sketch di Guzzanti “Or dic un poesia: Se fossi cane, bau / se fossi gatto, miao /se fosse tardi, ciao”. Stranamente abbiamo good vibes (però pettinati, please). Voto 6,5

Ditonellapiaga e Rettore – “Chimica”

Testo spregiudicato, se confrontato con gli altri di amore coccoloso in Sanremo. “E se rimango vengo ripetutamente;  non m’importa del pudore, delle suore me ne sbatto totalmente”. La Rettore non si schioda dagli anni ’80 e per oggi è avanguardia. Voto: 7

Massimo Ranieri – “Lettera di là dal mare”

Testo di Fabio Ilaqua, classicissimo, che poteva andar bene nel 1967 così come nel 2005. “Ho avuto la stessa emozione che mi diede ‘Perdere l’amore’”, dice. E con quella, il buon Massimo, ha vinto un Sanremo. Voto: 6 d’ufficio

Iva Zanicchi – “Voglio amarti”

Chi sperava in un omaggio a “Ok il prezzo è giusto” rimarrà deluso, profondamente. Come dite? Nessuno ci sperava? Ah, ok. Voto: 4 (sì, meno del minimo della ruota)

sanremo 2022 iva zanicchi
Uno scatto rubato in sala di composizione
Emma – “Ogni volta è Così”

Ci sono voluti quattro autori per distruggere il lavoro di autocoscienza intrapreso dalla Marrone negli anni. Un testo che, a ben sperare, vuole raccontare un rapporto tossico per mettere in guardia le donne, ma che alla fine lascia solo qualcosa di insensato. Che fine ha fatto la potenza di “Io di te non ho paura?”. Voto: 4

Sangiovanni – “Farfalle”

Testo banalotto e talvolta troppo edulcorato, tuttavia, sensato. Che Sangiovanni possa essere una boccata d’aria fresca nella pesantezza dei testi di amori che distruggono l’anima? Voto: 6 (sulla fiducia di un mood gioioso)

Giusy Ferreri – “Miele”

Ci si chiede come un testo così profondo e intimo possa essere credibile con la voce potente di Giusy Ferreri anche se come sempre, siamo sicuri saprà stupire il pubblico. Voto: 7 (sulla fiducia)

Achille Lauro – “Domenica”

Che i testi di Achille Lauro siano particolari poesie che sembrano prive di concatenazione ormai lo sappiamo, benché questa volta, forse, la consecutio temporum sia forse ancora meno probabile. Sicuramente ci schiaffeggerà con sonorità incredibili come solo lui sa fare quindi, caro Lauro, nonostante la ridondanza dei testi (ormai da rivedere) Voto: 7

Michele Bravi – “Inverno dei fiori”

Il fatto è questo, Michele Bravi scrive poesie, scrive testi che si lasciano leggere con semplicità e amore. Scorrevoli, veri. C’è poco da dire. Voto: 8

Rkomi – “Insuperabile”

La vera novità da parte di Rkomi sarebbe scrivere qualcosa che non sia a tema amore, a tema molotov o curve di una donna. Giovane, carino ed energico, potrebbe azzardare qualcosa di più che una stantia lettera d’amore che strizza l’occhio alla terminologia “gangsta” per essere credibile. Voto: 5,5 perché alla fine ci sta simpatico.

Amadeus visibilmente emozionato dopo aver letto tutti i testi delle canzoni in gara al Festivàl
Mahmood e Blanco – “Brividi”

Ennesimo testo sull’amore, è vero, ma delicato, raffinato. Inoltre, cosa non da poco, la scrittura è affidata interamente ai due interpreti del brano, riconoscibili nella stesura del testo. Alla fine della lettura rimane un sentimento dolce e amaro di un personaggio maschile che commette errori ma tenta di migliorarsi ed è come, per una volta, respirare. Speriamo che nemmeno la melodia e l’interpretazione deludano. Voto: 8,5

La Rappresentante di Lista – “Ciao Ciao”

In un testo incomprensibile e pieno di termini già utilizzati dagli interpreti (stanno esaurendo la spinta creativa?) troviamo il termine “culo” che stona terribilmente. Perché non tette, per una volta? Con molta mestizia, Voto: 5

a cura di
Mirko Fava
Andrea Mariano
Sara Alice Ceccarelli

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Andrea Mariano

Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

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