Noyz il ritorno con “Virus”

Noyz il ritorno con “Virus”
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Noyz Narcos torna truce più che mai con l’uscita dell’ultimo album “Virus”

Noyz Narcos è sempre stato il rapper più crudo e feroce della scena italiana e con questo album si riconferma tale. Nessuno aggredisce il microfono con tanto impeto, se non forse Fibra ad inizio carriera, la sua attitude unita all’accento romanaccio sono un mix letale.

Il boss, più che re, del panorama italiano conta con quest’ultimo lavoro ben otto dischi, oltre a svariate collaborazioni. Apparso in tutti i lavori recenti dei grandi volti della panorama rap da Salmo a Marracash. Sembrano non passare mai gli anni per il padre dell’area romana. Nonostante il suo stile rimanga praticamente inalterato, resta sempre uno dei rapper più forti della scena e un ingegnere dell’incastro.

Un ritorno molto atteso che ci dimostra come questo artista continui a fregarsene dei repentini mutamenti del mercato, non rinunciando mai alla sua vena gangsta. Sempre provocatorio e senza filtri, non poteva che chiamare il suo ultimo lavoro “Virus”. Riguardo a questo nome Noyz ha rilasciato delle chiare dichiarazioni nell’intervista dedicata all’album realizzata per Rollingstone.

“Quando ho iniziato con il TruceKlan sapevamo di essere scomodi, hardcore, come un virus del sistema: potevamo riempire i locali, ma portavamo anche un sacco di rotture di coglioni, anche legali. Adesso che sono arrivato dentro a un nuovo contesto quasi mainstream, ho voluto sottolineare come questi spazi sono stati occupati insediandomi come un virus, senza mai snaturare la mia identità”.

Noyz virus cover
“Virus” Cover

Il suo universo rimane suo, ed è completamente grezzo, rude, ma fiero. Accompagnato da un altro romano d’eccellenza nella scena Sick Luke, anch’egli appena uscito con l’ultimo album “X2”. Di cui i protagonisti appaiono come featuring anche nel disco di Narcos, dai 126 (Ketama e Franco), a Sfera Ebbasta fino a Capo Plaza.

In questo lavoro sono contenute ben 16 tracce, tutte dalle rime semplici, ma di impatto. Noyz non si trattiene mai, se deve sputare qualcosa sulla base, usa parole chiare, graffianti e dirette, niente metafore, solo nuda e crudele verità. I temi affrontati sono quelli di sempre, semplicemente traslati nell’epoca covid. Racconti della quotidianità, di gang che con gli anni non hanno più le stesse dinamiche.

Oltre a quella criminalità così truce di cui il rapper sembra ancora innamorato, nonostante forse non gli appartenga più come in passato. Il nostro rapper romano non scorda mai la sua città meravigliosa e pungente. D’altronde come direbbe un collega e compaesano, il rapper e produttore discografico Piotta: “Santa e dissoluta Roma ama e non perdona”.

Le produzioni sono affidate a nomi di spicco del momento come Night Skinny, che riesce a mediare il carattere animalesco del rapper romano, trasformandolo da cane rabbioso a lupo mannaro. Con il suo tocco quest’album perde leggermente l’anima hardcore per diventare solo oscuro. Altri producers all’interno del disco sono Sine e Mace, che va a chiudere l’album occupandosi dell’ultima traccia, tecnicamente la più elevata: “Victory Lap”. Ciò nonostante anche la hit “Fuck Fimi” è uno dei pezzi più riusciti del disco, grandi incastri e tanto ritmo per questo brano.

Noyz

A sorpresa appare anche una ballad forse la prima vera canzone d’amore nella carriera del sempre minaccioso Noyz. Certo non è la classica rap ballad a cui siamo abituati. “Blister” con Franco126, rallenta nella linea melodica, ma rimane segnata da una serie di rime in cui il mettersi a nudo è letterale o meglio carnale. Un racconto senza tanti fronzoli, una storia vera, non romanzata, i cui protagonisti provengono dall’ambiente da cui è nato“‘r più faina” della scena gangsta italiana.

Un album in cui questo brano spicca solitario nel mezzo di una nostalgia per il passato rappresentata dalla presenza di grandi star internazionali come Raekwon, Cam’rom e vecchi amici connazionali come Guè, Gemello e Metal Carter. Lavoro che rimembra il passato, senza dimenticare il presente e il futuro, collaborando con artisti come Geolier, Speranza e Rasty Kilo. In un brano come “Cry Later” infatti non ci parla di criminalità, povertà e spaccio, ma di come i soldi cambino la tua vita. Di come possano rendere la felicità una trappola, pezzo intrapreso con due nomi importanti come Luché e Sfera Ebbasta, quest’ultimo diremo assolutamente perfetto per l’argomento trattato.

Quasi alla fine dell’album, a voler concludere un cerchio è stata posta la traccia più attesa di tutte, l’ultimo e terzo capitolo della saga firmata Noyz “Verano Zombie 3”, ormai diventata di culto nell’immaginario del rap italiano; anche grazie al videoclip low budget ispirato ai b-movie anni ’70 che nel 2007 tutto il TruceKlan gira all’interno del Cimitero del Verano. Una chicca in cui troviamo tutti i protagonisti dei capitoli precedenti, tutti i membri del passato gruppo hardcore: Gemello e Metal Carter. La cui produzione è stata affidata a Greg Willen, il genio che si nasconde dietro al successo del gruppo Fsk, il quale ha dato nuova freschezza al beat senza snaturarlo.

Un disco fatto di coerenza, introspezione, di maturità che porta all’amore e malinconia del passato, ma anche di grinta, voglia di rimanere nella scena, sbraitando a tutti quale sia il suo posto nella catena alimentare del rap italiano. “Virus” segna l’ennesima conferma per Noyz, l’unico artista ad essere rimasto in vetta, nudo e crudo com’è partito. Riuscendo in un’impresa impossibile per altri grandi nomi old. Senza vendersi mai, mutando il suo stile giusto di quel che serve ad evolversi musicalmente, ma mai stravolgendolo o adattandolo alle new entries .

Probabilmente “Virus” non segna una svolta per Noyz, eppure crediamo comunque che sia destinato a diventare cult e classic nel giro di poco tempo. Forse Narcos non raggiungerà più il numero di ascolti dei primi anni di gloria, ciò nonostante, sarà ancora tra gli autori che un appassionato del rap nato in Italia farà ascoltare a suo figlio tra vent’anni. Una pietra miliare della storia della musica italiana.

a cura di
Francesca Calzà

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