Contraccezione, ignoranza o cattiva informazione?

Contraccezione, ignoranza o cattiva informazione?
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Da sempre nella storia dell’umanità si è sentito il bisogno di controllare le nascite. I principali metodi erano i contraccettivi, l’aborto e, in alcuni casi, l’infanticidio.


Se consideriamo esclusivamente il mondo occidentale, oggi la situazione del controllo delle nascite è ben diversa. Le persone controllano la loro fertilità per pianificare la propria vita. Stabiliamo il numero di figli che vogliamo avere in base alla nostra condizione economica, di salute, ai nostri desideri e alle nostre aspettative.

Entra qui in gioco il ruolo della cultura. Essa dovrebbe offrirci la possibilità di gestire la nostra vita sessuale secondo le nostre intenzioni e scelte. In questo articolo vedremo come la contraccezione è un tema caro a noi da sempre, sia per motivi emancipativi che prettamente pratici.

Meccanismo biologico o volontà divina?

L’utilizzo della contraccezione è strettamente correlato alla conoscenza che abbiamo della riproduzione. Noi sappiamo che tramite l’amplesso e il rilascio dello sperma all’interno della vagina si può arrivare a creare una vita. Proprio per questo, se lo desideriamo, possiamo ricorrere a svariati metodi contraccettivi per arginare questo problema.


Molte civiltà del passato non avevano idea che tramite il coito si arrivasse ad avere bambini. La procreazione era un fattore legato al sovrannaturale e al divino , non all’uomo.
Pur dando molta importanza al volere divino, alcune civiltà erano arrivate a comprendere questa correlazione. Si iniziarono ad utilizzare metodi quali il coito interrotto, le spugne per coprire il collo dell’utero e le prime forme di preservativo fatto di budello animale.

Nell’Antica Roma per evitare di trasmettere la sifilide all’intera legione, veniva fornito un preservativo in budello a ogni legionario che dopo l’utilizzo lo lavava e, successivamente, riutilizzava.

Profilattico in budello animale

La conoscenza da parte dell’umanità del meccanismo della riproduzione ci è costata secoli di osservazione, principalmente della vita riproduttiva dei mammiferi, e ipotesi.
Nel periodo Rinascimentale, la vivisezione, utile mezzo per comprendere il collocamento dei nostri organi, era illegale in quanto considerata socialmente violazione dell’anima.

Riportiamo un caso interessante preso dal libro “Storia della contraccezione” di Carlo Flamigni. Per un lungo periodo, gli studenti dell’università di Bologna (nata nel 1088) riuscivano a procurarsi non più di un paio di corpi l’anno da vivisezionare. Non sembra fosse una pratica troppo utile in quanto gli studenti erano poco esperti e i professori non erano da meno. Si attenevano ancora all’anatomia di Galeno, che presenta grande confusione sulla locazione e funzionalità degli organi.

Questo rallentò di molto la conoscenza dell’anatomia umana e la scoperta di modi utili ad arginare i problemi di salute delle persone.

I metodi contraccettivi delle prime fasi dell’umanità

È soprattutto nelle prime civiltà africane che si è sentito il bisogno di controllare le nascite. Ciò avveniva tramite l’utilizzo di prime forme rudimentali di contraccettivi o, più spesso, facendo ricorso all’infanticidio.

L’infanticidio, pratica molto usata nel passato, era legato non solo al non volere figli, ma anche alla religione. In Madagascar tutti i bambini nati in giorni considerati infausti venivano uccisi. Nel rito, crudele e immondo ai nostri occhi, il bambino veniva ucciso subito dopo la nascita immergendolo a testa in giù nell’acqua bollente.

Infanticidio: riti e culti


Fortuna vuole che non tutti ricorressero all’infanticidio e che i metodi contraccettivi, per quanto fossero opinabili, erano di gran lunga preferiti.

Per quanto riguarda la contraccezione, oltre al coito interrotto si possono citare altri metodi, legati o meno alla magia. In Nord Africa si credeva che i cadaveri avessero potere sterilizzante e alle donne veniva fatta bere l’acqua con cui si lavava il deceduto. Un altro metodo consisteva nel prolungare il periodo di allattamento; in questo modo si credeva che la fertilità rimanesse bassa.

Prevenzione e superstizione

Analizzando la straordinaria civiltà che era l’Antico Egitto, si notano preferenze sulla contraccezione piuttosto che sull’aborto, sia per motivi religiosi che di salute.
Si pensa che essendo l’Egitto molto fertile e prospero, il controllo delle nascite non era un bisogno sociale quanto più personale, spinto dalla possibilità di avere una vita sessuale serena.

Si racconta che Cleopatra abbia avuto solo tre gravidanze, ma una vita sessuale molto attiva, e che come metodo contraccettivo usasse spalmare sul collo dell’utero olio di cedro o unguenti contenenti piombo.

L’utilizzo del piombo come metodo sterilizzante si ritrova tra le prostitute giapponesi e presumibilmente anche tra quelle coreane. Assumevano giornalmente piombo per non rimanere gravide e sciupare la loro bellezza, oltre che per l’impossibilità di accudire un figlio.

Era inoltre praticato sesso infertile (orale, anale) per arginare il problema della gravidanza e per avere molteplici rapporti sereni.

Ebraismo e Cristianesimo: origini comuni, credenze differenti

Da sempre nella storia le religioni ci hanno trasmesso valori, norme e credenze comuni. Tra i tanti ambiti, la contraccezione e l’aborto sono stati molto spesso stigmatizzati, come atti demoniaci da vietare.

Un argomento che ci è sembrato interessante esporvi, è il differente approccio alla contraccezione e all’aborto, che hanno avuto nel passato la religione ebraica e cristiana. Ricordiamo che queste due religioni hanno la stessa origine, si scindono con il riconoscimento di Gesù come messia, non accettato dagli ebrei.

Nella religione ebraica è la donna che controlla la sua fertilità, in quanto pesa su di lei il periodo di gravidanza e l’educazione dei figli. Secondo il Talmud le giovani donne, le donne gravide e quelle che allattano dovrebbero usare contraccettivi. Alcuni rabbini consigliavano il coito interrotto alle donne che allattavano, per evitare di perdere il latte necessario al nuovo nato.

Esiste una diversa lettura dell’Antico Testamento da parte di ebrei e cristiani. Per i cristiani la masturbazione e il coito interrotto sono da condannare. I rapporti sessuali si concentrano all’interno del matrimonio solo a scopo riproduttivo, mai ricreativo. Il contraccettivo è visto come ostacolo umano della volontà divina. Per gli ebrei, invece, la vita sessuale non ha solo fini riproduttivi.

Un’altra differenza sostanziale consiste nel concetto di aborto. Per il cristianesimo l’aborto è paragonato all’omicidio, mentre per gli ebrei il feto non è considerabile come persona.

Il Cristianesimo, d’altronde, è nato come religione maschile che rimproverava alla donna il peccato originale.
Come disse San Paolo ella si sarebbe salvata solo se“fosse vissuta sobriamente nella fede e nella carità, occupandosi dell’educazione dei suoi figli”.

La contraccezione moderna: i preservativi

Grazie alla conoscenze sul ciclo riproduttivo apportate dall’avvento di nuove tecnologie e macchinari, oggi siamo in possesso di numerosi metodi contraccettivi. Ogni persona sceglie un metodo in base alla propria condizione di salute, allo scopo e al calcolo costi-benefici. Quindi non tutti siamo fatti per ogni contraccettivo, o forse dovremmo dire che non tutti i contraccettivi sono fatti per noi.

Nel campo della contraccezione l’informazione gioca un ruolo essenziale. Nella storia era proprio l’ignoranza ad accentuare i problemi delle nascite legate alla povertà e della malnutrizione. Una sana propaganda è essenziale per vivere una vita sessuale sana, sicura e libera. Dovremmo tutti conoscere i vantaggi e i rischi legati a una vita sessuale priva di “barriere”.

Condom

Come già accennato esistono vari metodi, con conseguenti vantaggi ed effetti collaterali, ognuno pensato per determinate esigenze.

Il primo senz’altro è il preservativo, utile per non trasmettere malattie veneree e per evitare gravidanze indesiderate.
Il beneficio del profilattico non è solo quello di evitare “sorprese”, ma soprattutto quello di evitare malattie.
Lo svantaggio proviene dal “contatto falsato” tra i due partner, ovattato dal lattice. Comprendiamo bene che, soprattutto in caso di sesso occasionale, il preservativo è sicuramente la soluzione ideale.

Ma non è riservato agli uomini, perché nel 1993 la Food and Drug Administration ha approvato il primo profilattico femminile. Non è molto conosciuto in Italia anche se si è rivelato un’ottima soluzione.

La differenza sostanziale tra i due tipi di condom è che quello femminile può anche essere inserito qualche ora prima del rapporto, si pensa che questo renda più spontaneo il rapporto.

Utilizzo condom femminile
La pillola o il “pillolo”

La pillola anticoncezionale è uno dei metodi più sicuri per evitare gravidanze indesiderate. Nasce negli anni 50 negli USA, ad opera di Margaret Sanger e Katherine McCormick.

Questo metodo è sempre stato temuto dalle donne in quanto si crede aumenti le possibilità di maggiore rischio di trombosi, di ingrassare e, addirittura, di infertilità.

Ad ogni persona corrisponde un tipo di pillola, quindi non c’è da preoccuparsi se si è stati seguiti da un esperto. Come qualunque farmaco ormonale ha di certo i suoi svantaggi, sbalzi d’umore, ritenzione idrica, ma nulla che non si possa risolvere semplicemente cambiandola.

Pillola anticoncezionale

Un accenno va al “pillolo”, farmaco ormonale analogo alla pillola assunto dall’uomo, ancora in fase di sperimentazione. La ricerca è stata ostacolata perché formulazioni orali di testosterone vengono smaltite dall’organismo troppo rapidamente per permettere un dosaggio giornaliero.

Saremo sicuramente ansiosi di vedere i risultati finali.

Altri metodi e considerazioni finali

Come altri metodi odierni vanno annoverati il diaframma, gli spermicidi, il cappuccio cervicale e la spirale.
Si può inoltre parlare di metodi d’emergenza, come la pillola del giorno dopo, utilizzata entro le 72 o 120 ore successive a un rapporto sessuale.

Per ultimo, ma non per importanza, parliamo dei metodi definitivi, ossia interventi chirurgici che portano alla sterilità. La sterilizzazione è l’unico metodo contraccettivo che possa considerarsi definitivo, irreversibile. Con le tecniche attuali di fecondazione in vitro è però possibile pentirsi di tale scelta.

L’informazione è l’unico metodo contraccettivo capace di funzionare. Senza un’adeguata conoscenza del nostro corpo e della nostra sessualità non possiamo vivere in modo sereno. L’educazione sessuale andrebbe insegnata nelle scuole, per far avere una maggiore consapevolezza del proprio corpo ai ragazzi.

Lasciamo al lettore la possibilità di trarre le proprie conclusioni.

Bibliografia:”Storia della contraccezione” di Carlo Flamigni.
2012 Baldini Castoldi Dalai editore S.p.a- Milano.

a cura di
Chiara Zago

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